Alla conciliazione un anno in più

Alla conciliazione un anno in più

Italia Oggi – 10 febbraio 2011

Media-conciliazione facoltativa ancora per un anno. È quanto hanno stabilito le commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio, approvando all’unanimità l’emendamento del Pd (primo firmatario Luigi Lusi), nell’ambito del decreto milleproroghe, calendarizzato per oggi nell’Aula del Senato, ma che, a causa della lentezza dei lavori, procede verso un rinvio.


Simona D’Alessio

L’intesa fra maggioranza e opposizione per rimandare di dodici mesi l’entrata in vigore dell’obbligo di ricorrere allo strumento conciliatorio per ogni controversia civile, si pone di traverso rispetto alla «strada indicata dal ministero della Giustizia», ossia congelare fino a marzo 2012 soltanto «le liti di condominio e quelle stradali», ribadisce al telefono il sottosegretario Elisabetta Alberti Casellati, che parla di «una partita che ancora aperta», in vista dello sbarco in Assemblea, probabilmente con la fiducia, del testo che deve essere definitivamente varato entro la fine del mese, pena la decadenza (e deve ancora passare all’esame di Montectorio). E, se il governo procederà alla presentazione di un maxi-emendamento blindato, dichiara a ItaliaOggi Luigi Lusi, «dovrà per correttezza istituzionale necessariamente tenere conto dei temi approvati dal Parlamento» poiché, rincara la dose Domenico Benedetti Valentini (Pdll, «la volontà dei senatori sulla media-conciliazione è stata espressa in modo chiaro ed inequivocabile. E non può essere accantonata con una forzatura da parte dell’esecutivo».
In un clima di agitazione e di incertezza da parte dei parlamentari di tutti gli schieramenti per le mosse del governo, con una serie di stop and go che hanno caratterizzato la giornata appena trascorsa, la I e la V commissione di Palazzo Madama hanno comunque esaminato e dato il via libera ad una serie di proposte di modifica, in vista del voto. Ecco una sintesi di alcuni testi licenziati dagli organismi parlamentari nelle ultime ore.

Magistratura onoraria.
Semaforo verde per la proroga al 31 dicembre 2011 dei togati onorari e dei giudici di pace attualmente in servizio (l’emendamento era del presidente della Affari costituzionali, il pidiellino Carlo Vizzini), fino all’approvazione di una riforma organica del settore.

Lavoratori precari.
Si riaprono i termini per i ricorsi da parte del personale con contratto a tempo determinato. Non si applicherà, infatti, per l’anno in corso la norma (contenuta nella legge 183/10, il collegato lavoro, ndr) che fissava al 23 gennaio la soglia limite per l’impugnazione dei licenziamenti.

P.A.
Approvato lo slittamento fino al 2013 del collocamento a riposo a metà stipendio per alcuni settori della pubblica amministrazione, non compresa la scuola. Fra le figure interessate c’è quella del segretario comunale, che può rimanere in servizio; laddove si accerti la necessità della misura e la funzionalità dell’impiegato, anche fino a 70 anni.

Scavi di Pompei.
Un emendamento depositato ieri sera si prefigge di aumentare la remunerazione del personale dell’area archeologica vesuviana di Pompei ed Ercolano (è il sito più visitato d’Italia, con oltre due milioni e 700.000 presenze nel 2010. ndr) e di avviare un «programma straordinario e urgente di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro», anche grazie al concorso di sponsor privati, oltre che prelevando una quota dei Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate). Il limite di spesa per gli addetti agli scavi è di 900.000 euro all’anno, a decorrere dai 2011.

Edifici «fantasma».
La proroga per gli accatastamenti delle costruzioni rimaste finora «invisibili» viene fissata al 30 aprile. Si tratta di un tema molto sentito a livello locale, su cui è intervenuta con decisione anche la manovra finanziaria del 2010, attraverso l’anagrafe immobiliare: le migliaia di fabbricati in questione, non sono necessariamente espressione di abusivismo edilizio, bensì anche di variazioni o ampliamenti, e l’aspetto della regolarizzazione ai fini urbanistici spetta ai comuni.

Consob.
La commissione nazionale ner le società e la borsa non vedrà il cambio della sua sede da Roma a Milano. E’ stata, infatti, martedì riformulata la proposta di modifica (con presa di posizione netta da parte del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri) che stabilisce tuttavia nuovi criteri sulla gestione e sulle procedure concorsuali del personale.

Fondazioni bancarie.
Gli enti avranno più tempo per fare scendere la loro partecipazione nelle popolari sotto lo 0,5% (se il superamento di tale tetto deriva da concentrazioni). Slitta, infatti, il termine di ben tre anni, rispetto alla scadenza prefissata, ossia si va al 31 dicembre 2014.

Enti locali.
Un emendamento dei due relatori (Gilberto Pichetto Fratin e Lucio Malan, Pdl), alla cui stesura ha partecipato il ministero dell’Economia, relativo alla modifica del tetto di indebitamento, inizialmente previsto all’8%, sarà, invece, così definito per i prossimi anni: al 12% nel 2011, al 10% nel 2013 e all’8% nel 2013.

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