Xbrl, conformità sotto la lente

Xbrl, conformità sotto la lente

Italia Oggi – 24 aprile 2011

Bilanci alle prese con la conformità tra quanto deliberato dall’assemblea e quanto codificato in Xbrl. In quest’ultima settimana di aprile, infatti, si terranno la maggior parte delle assemblee chiamate a deliberare in merito ai bilanci dell’esercizio 2010: il documento di sintesi periodica, in caso di approvazione, dovrà essere depositato, entro i 30 giorni successivi, presso il competente registro delle imprese.

Andrea Fradeani

Bilanci alle prese con la conformità tra quanto deliberato dall’assemblea e quanto codificato in Xbrl. In quest’ultima settimana di aprile, infatti, si terranno la maggior parte delle assemblee chiamate a deliberare in merito ai bilanci dell’esercizio 2010: il documento di sintesi periodica, in caso di approvazione, dovrà essere depositato, entro i 30 giorni successivi, presso il competente registro delle imprese. Si pone allora il problema della conformità fra quanto ha approvato il consesso e quanto viene a essere trasmesso telematicamente ai server InfoCamere (che gestisce gli archivi informatici del registro delle imprese). La questione assume particolare rilevanza per i prospetti contabili: questi, salvo le rare ipotesi di esclusione dal nuovo formato, debbono essere infatti codificati in Xbrl.
Cosa si è approvato in assemblea. Il problema della conformità fra lo stato patrimoniale e il conto economico approvati in assemblea e quelli codificati nel linguaggio informatico ha una sola «soluzione semplice»: l’adozione di Xbrl fin dalla fase di redazione del rendiconto. Quest’ultimo, così facendo, verrebbe rappresentato, ab origine, attraverso il layout (a video o a stampa, a seconda delle necessità) incorporato nella stessa tassonomia. Il consesso approverà, allora, un documento cartaceo che è la trasposizione a stampa di quanto codificato nel nuovo formato. La verifica di conformità diviene, quindi, immediata visto che il soggetto chiamato a depositare potrà limitarsi ad accertare che l’istanza di documento inserita nella pratica corrisponda a quella impiegata per la stampa del documento approvato: i prospetti contabili offerti al registro delle imprese corrisponderanno così con certezza, infatti, a quanto conservato in forma cartacea presso la società. La questione si complica, invece, qualora l’assemblea non approvi uno stato patrimoniale e un conto economico ottenuti dalla stampa del file Xbrl. Il linguaggio elaborabile viene allora ad assumere il ruolo di mero vettore per offrire ai terzi, attraverso la funzione pubblicitaria del registro delle imprese, una «copia» di quanto deliberato dall’organo volitivo. Differentemente dal Pdf/A, però, il formato elaborabile non nasce per consentire una fedele rappresentazione di un documento cartaceo: Xbrl non permetterà, infatti, di mantenere i logo, il layout e, addirittura, le stesse parole impiegate nei prospetti contabili qualora si distacchino da quanto previsto nella tassonomia impiegata. Il soggetto chiamato a «tradurre» il rendiconto nel nuovo linguaggio dovrà, in tale ipotesi, identificare le inevitabili differenze fra quanto rimarrà presso la società e quanto sarà reso pubblico per poter esprimere un giudizio sulla capacità della tassonomia di rappresentare la realtà rendicontata. L’art. 5, comma quinto, del dpcm del 10 dicembre 2008 è, infatti, chiaro: se l’insieme finito delle voci presenti nel vocabolario informatico non è in grado di rappresentare, nel rispetto dei principi di chiarezza, verità e correttezza dell’art. 2424 c.c., la situazione patrimoniale, economica e finanziaria sociale è necessario ricorrere al cosiddetto «doppio deposito», ossia alla loro codifica pure in Pdf/A. Tale giudizio deve essere fondato sui postulati di sostanza e significatività: discrepanze grafiche, di layout o lievi differenze testuali non dovrebbero mai condurre al disconoscimento della tassonomia. Come ribadito recentemente dallo stesso Osservatorio Unioncamere/Cndcec, «si ritiene comunque che la casistica sia oggi ristretta, restando confinata alle realtà aziendali che, utilizzando definizioni delle informazioni e raggruppamenti differenti da quelle evidenziate negli articoli 2424 e 2425 del Codice civile, abbiano la necessità di esporre informazioni di dettaglio non previste dal codice civile, al fine di meglio rappresentare la realtà aziendale».
Le dichiarazioni di conformità. La dichiarazione di conformità fra il prospetto contabile in formato Xbrl e il documento conservato presso la società potrà essere resa, in calce alla nota integrativa, dal professionista incaricato o dal soggetto a cui è conferita la rappresentanza ai fini della presentazione dell’istanza di deposito. Nel primo caso, quello più frequente, essa avrà il seguente tenore: «Il sottoscritto dotti rag. xyz iscritto al n. x dell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di zyx, quale incaricato della società, ai sensi del comma 2-quater dell’art. 31 della legge 340/00, dichiara che il documento informatico, in formato Xbrl, contenente lo stato patrimoniale e il conto economico nonché la presente nota integrativa, in formato Pdf/A, composta di n pagine numerate da 1 a n sono conformi ai corrispondenti documenti originali depositati presso la società. Luogo e data». Nella seconda ipotesi, invece, si avrà una dichiarazione simile alla seguente: «Il sottoscritto sig. xyz, delegato alla presentazione dell’istanza di deposito del bilancio d’esercizio ai sensi degli artt. 38, comma 3-bis, del dpr 445/00 e 22, comma 3, del dlgs 82/05, dichiara che il documento informatico, in formato Xbrl, contenente lo stato patrimoniale e il conto economico nonché la presente nota integrativa, in formato Pdf/A, composta di n pagine numerate da 1 a n sono conformi ai corrispondenti documenti originali depositati presso la società. Luogo e data». E opportuno sottolineare come la data indicata in entrambe le dichiarazioni non è quella di redazione del bilancio bensì corrisponde al momento della sottoscrizione digitale del documento. Nell’ipotesi in cui si ricorra, infine, al doppio deposito, fattispecie di natura eccezionale, i prospetti contabili saranno depositati anche in Pdf/A, specificando in calce alla nota integrativa che «lo stato patrimoniale e il conto economico sono redatti in modalità non conforme alla tassonomia italiana Xbrl, in quanto la stessa non è sufficiente a rappresentare la particolare situazione aziendale nel rispetto dei principi di chiarezza, correttezza e veridicità richiesti dall’art. 2423 c.c.».

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