Processo telematico, lavori in corso

Processo telematico, lavori in corso

Italia Oggi – 9 maggio 2011

Regole tecniche ancora poco chiare, insufficienza di fondi da destinare alla formazione degli addetti ai lavori e apparecchiature i spesso inadeguate fanno sì che, a quasi una settimana dall’entrata in vigore del nuovo regolamento (dm n. 44/2011 in Gu il 18 aprile scorso), la strada da compiere per giungere al definitivo switch-off digitale resti ancora lunga e faticosa.

Anna Irrera

Regole tecniche ancora poco chiare, insufficienza di fondi da destinare alla formazione degli addetti ai lavori e apparecchiature i spesso inadeguate fanno sì che, a quasi una settimana dall’entrata in vigore del nuovo regolamento (dm n. 44/2011 in Gu il 18 aprile scorso), la strada da compiere per giungere al definitivo switch-off digitale resti ancora lunga e faticosa. Nessuna rivoluzione, insomma, allo scadere del trentesimo giorno dalla pubblicazione del dm in Gazzetta Ufficiale. Secondo quanto previsto dallo stesso regolamento, infatti, l’attivazione della trasmissione dei servizi informatici è preceduta da un decreto dirigenziale che accerta l’installazione e l’idoneità delle attrezzature nei singoli uffici. Consapevole dei vantaggi della digitalizzazione, c’è chi da anni si è rimboccato le maniche ottenendo comunque risultati che hanno consentito al processo telematico di compiere i suoi primi passi. Le efficaci iniziative già presenti, localizzate a macchia di leopardo sul territorio, nascono, infatti, dalla sinergia e l’intraprendenza di chi popola i tribunali italiani e il sostegno del braccio operativo del ministero della giustizia. Per verificare stato di attuazione, problematiche riscontrate e progetti in corso, ItaliaOggi Sette ha interpellato i consigli degli ordini degli avvocati di alcuni fori italiani.
Torino.
«Per quanto riguarda il civile, a partire dal 2010, il deposito telematico degli atti di parte è disponibile per le esecuzioni e il decreto ingiuntivo. Dall’inizio del mese, inoltre, le comunicazioni e le notificazioni vengono effettuate esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica certificata», ha raccontato Pietro Calorio, membro della commissione informatica del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino. «Crediamo molto nella necessità di informatizzazione e», ha proseguito Calorio, «per sopperire alla mancanza di risorse economiche ci siamo fatti carico del costo dell’hardware che viene gestito nell’ufficio processo telematico del Tribunale». Le infrastrutture informatiche presenti in tale ufficio e 40 scanner necessari alle cancellerie per le comunicazioni telematiche sono stati acquistati, infatti, direttamente dall’Ordine. Inoltre, l’avvocatura torinese ha recentemente assunto un dipendente che gestirà il «Punto Informativo Processo civile telematico (Pct)». Quanto alle modifiche necessarie per attuare il nuovo regolamento Calorio ha precisato: «Il nostro punto di accesso funziona ancora con la precedente normativa e sono in corso, da questo momento in avanti, le attività di coordinamento del punto di accesso con la pec ordinaria». Entro sei mesi, infatti, tutte le notificazioni per via informatica si effettueranno mediante posta elettronica certificata (pec) e non più tramite i punti d’accesso gestiti dagli ordini forensi. «Speriamo di attivare, entro l’estate, i pagamenti telematici e l’adeguamento alle nuove regole tecniche. Insieme all’ufficio di Torino e attraverso le convenzioni stipulate con il ministero andremo avanti per consolidare i risultati già ottenuti», ha concluso Calorio.
Palermo.
Pur non trascurando la digitalizzazione del processo civile, il foro del capoluogo siciliano si distingue per le iniziative intraprese nel processo penale. «La possibilità di richiedere e ottenere il rilascio delle informative ex art. 335 cpp per via telematica è nata proprio Palermo, frutto di un progetto tra l’avvocatura e la procura. Il successo dello strumento ha consentito che questo si diffondesse poi, in altre quindici procure italiane», ha raccontato Antonio Gattuso, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Palermo. «Come Milano, stiamo inoltre cercando di attivare anche il servizio che permetterà l’accesso telematico al fascicolo delle indagini preliminari ex art. 415 bis cpp., ha rivelato il consigliere. «Il problema principale che riscontriamo a Palermo», ha segnalato Gattuso, «è l’aspetto delle risorse umane. Visti i grossi vantaggi nella digitalizzazione, gli avvocati cercano di dare una mano: il servizio legato all’art. 335 cpp è stato infatti finanziato dall’ordine». «La struttura del tribunale è ormai idonea per qualsiasi tipo di atto telematico», ha aggiunto Filippo Amato, consigliere dell’Ordine di Palermo, «ora occorre investire nella formazione del personale e aspettare i provvedimenti che attribuiranno valore legale alla trasmissione digitale degli atti». «Nel civile, oltre a quanto già attivo abbiamo in programma di digitalizzare il decreto ingiuntivo e il processo del lavoro», ha concluso Amato.
Venezia.
«A Venezia e in generale nel distretto, abbiamo deciso di privilegiare il penale, attivando il servizio che rende possibile richiedere e ricevere telematicamente dalle procure il rilascio delle informative previste dall’articolo 335 del cpp», ha spiegato Marianna de’ Giudici, consigliere dell’Ordine degli avvocati del capoluogo veneto. «L’attivazione di questo servizio, nata da una forte sinergia tra avvocati e procura, ha consentito di accorciare notevolmente i tempi. Siamo passati da 20 a 4 giorni per conoscere le notizie di reato», ha rilevato de’ Giudici. «Per quanto riguarda il civile, invece», ha proseguito il consigliere, «dal 4 aprile le comunicazioni di cancelleria vengono effettuate in via telematica». «Le linee guida contenute nel regolamento ci prendono sicuramente un po’ in contropiede», ha ammesso poi de’ Giudici, «ma stiamo studiando come adeguarci. Il vero problema, sarà far capire agli utenti cosa cambierà».
Roma.
«Come consiglio dell’ordine abbiamo informatizzato le difese di ufficio nel processo penale. E stato, infatti, messo in opera un applicativo che consente di selezionare telematicamente gli avvocati e avvertirli dell’incarico via pec», ha raccontato Alessandro Graziano, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Roma. Quanto al pet, nel foro della capitale sono invece attive, dal 2010, esecuzioni e ingiunzioni. «Se l’ordine forense non accompagna la modernizzazione non si decolla», ha proseguito Graziano, «ma è vero che è necessaria anche una grande sinergia con le strutture del ministero e gli uffici giudiziari. Questa cooperazione c’è, i ministeri della giustizia e dell’innovazione hanno investito nelle infrastrutture per dare il via alla digitalizzazione. E evidente che si stia procedendo in maniera diversa sul territorio», ha rilevato il consigliere, «l’esigenza e l’utilità dell’informatica sono, infatti, sicuramente maggiori in tribunali grandi come quello di Roma».
Genova.
Dopo esecuzioni e decreto ingiuntivo telematico a Genova si lavora per attivare, entro la fine dell’anno, comunicazioni telematiche e scambio di memorie. Questo è quanto ha riferito Mauro Ferrando, consigliere dell’Ordine degli avvocati del capoluogo ligure e membro della commissione informatica del Consiglio nazionale forense. «È una riforma importante che pub essere epocale. Cambierà il modo di gestire il processo e di iscrivere gli atti» ha rilevato Ferrando. «Purtroppo nei fatti», ha ammesso, «finora il ministero non ha investito molto. La riforma riuscirebbe ad andare fino in fondo solo con risorse adeguate: appoggio telematico tecnico, formazione del personale e infrastrutture. Mancano scanner e computer idonei. I tribunali sono alla ricerca di fondi esterni», ha proseguito Ferrando, «ma si trovano chiaramente in difficoltà nell’accettare soldi da soggetti privati. E così l’ordine si è fatto carico anche della formazione dei cancellieri. Esiste una squadra di cancelleria altamente formata, ma non basta solo un gruppo, il vero cambiamento avviene solo nel momento in cui si supera la maggioranza degli uffici, che potrà così trascinare tutto il resto».
Milano.
I numerosi servizi telematici attivi nel civile, primo fra tutti il decreto ingiuntivo partito nel 2006, fanno del foro milanese uno tra i più all’avanguardia nello scenario nazionale. Facendo tesoro dell’esperienza acquisita si punta ora a digitalizzare il processo penale. Sono partite infatti le sperimentazioni per l’attivazione del servizio, che consentirà agli avvocati di accedere telematicamente al fascicolo delle indagini preliminari ex art. 415 bis cpp. «Attualmente il servizio è utilizzato da una trentina di avvocati sperimentatori scelti dall’ordine e molto presto verrà esteso a tutti gli interessati, naturalmente penalisti in primis», ha spiegato Filippo Pappalardo, del Consiglio dell’Ordine di Milano.
Rimini.
«Siamo stati tra i primi ad aver convertito le procedure alle nuove tecnologie. La nostra attività è stata avviata già nel 2004. Da quel momento in avanti, abbiamo raggiunto importanti risultati». Parola di Rodolfo Cicchetti, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Rimini. «I nostri avvocati già depositano le memorie in corso di causa per via telematica. Siamo stati il secondo tribunale a farlo dopo Milano’, ha continuato Cicchetti. «E trattandosi di una piazza piuttosto piccola, facciamo sì che la quasi totalità dei nostri iscritti utilizzi questo metodo». Su 1.050 avvocati iscritti all’ordine, 650 sono quelli attivi e tutti quanti sono muniti di firma digitale e di smart card. «Tutti i giorni, in media, i legali di Rimini fanno almeno 2 o 3 accessi al giorno per verificare lo stato delle cause», ha spiegato Cicchetti. Tuttavia, sopraggiunge di tanto in tanto qualche problema. «Bisognerà adattare i server ai nuovi carichi di dati. Ma siamo disposti a sopportare qualche disagio, visto che la rivoluzione informatica ci farà lavorare meglio in futuro», ha dichiarato Cicchetti.

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