Contributi previdenziali: non scappa più nessuno

Contributi previdenziali: non scappa più nessuno

Italia Oggi – 13 giugno 2011

Ai contributi previdenziali non scappa nessuno. Si inasprisce, dunque la lotta al sommerso. Ma ancora di più all’evasione contributiva. E i numeri contenuti nella relazione annuale dell’Inps parlano chiaro. Nel solo 2010 ministero del lavoro, Inps, Inail ed Enpals hanno effettuato 262 mila accertamenti ispettivi (dei quali 171.810 risultati poi irregolari) per un recupero dei contributi e premi evasi per quasi 1,5 miliardi di euro.

Ignazio Marino

Ai contributi previdenziali non scappa nessuno. Si inasprisce, dunque la lotta al sommerso. Ma ancora di più all’evasione contributiva. E i numeri contenuti nella relazione annuale dell’Inps, pubblicata recentemente, parlano chiaro. Nel solo 2010 ministero del lavoro, Inps, Inail ed Enpals hanno effettuato 262 mila accertamenti ispettivi (dei quali 171.810 risultati poi irregolari) per un recupero dei contributi e premi evasi per quasi 1,5 miliardi di euro. E in futuro non andrà meglio. Come anticipato a IOLavoro dal direttore generale vicario dell’Inps, Antonello Crudo, il 2011 si annuncia non meno impegnativo per la vigilanza sui rapporti di lavoro fittizi, come i rapporti di lavoro subordinati mascherati da collaborazioni coordinate e continuative, e sui contributi non versati dai professionisti alla gestione separata. Vediamo meglio, intanto, cosa è successo nel 2010.
I professionisti
A fine 2008, l’lnps e l’Agenzia delle entrate hanno sottoscritto il Patto contro l’evasione fiscale e contributiva. Un accordo attraverso il quale i due enti hanno dato il via alla realizzazione di un fronte unico contro l’evasione che ha portato alla realizzazione dell’operazione Poseidone 1 con la quale sono state inviate 45 mila lettere ai liberi professionisti su altrettante presunte posizioni irregolari per mancati versamenti alla gestione separata. Nel 2010, per rendere sempre più stringente la lotta al sommerso, hanno preso il via le attività previste dal progetto antievasione Poseidone 2, basato sull’incrocio dei dati presenti nell’archivio dell’Inps, delle dichiarazioni dei redditi inoltrate all’Agenzia delle entrate e degli elenchi di Infocamere. Con tale operazione si sono intercettate posizioni maggiormente a rischio di evasione grazie alla verifica amministrativa delle partite Iva e delle aziende. Nel corso del 2010 sono finiti sotto la lente dell’istituto 150 mila liberi professionisti che hanno ricevuto una comunicazione dall’Inps che li informa dell’iscrizione d’ufficio nella gestione separata, un atto che rappresenta un primo passo nella verifica della loro posizione contributiva. In tal modo con l’Operazione Poseidone 2 è stata attivata la verifica su quei liberi professionisti, che, pur possedendo il requisito della abitualità e prevalenza dell’attività svolta, hanno dichiarato un reddito superiore a 5 mila euro negli anni 2004, 2005 e 2006. Il controllo è stato diretto anche alla posizione di soci di società, soprattutto di società semplici, che hanno affermato, nella dichiarazione dei redditi, di svolgere abitualmente e in modo prevalente attività commerciale e che non risultano iscritti alla gestione separata (anche per loro recapito della lettera di iscrizione Inps). Gli iscritti alla gestione commercianti che dichiarano redditi da attività professionale (guide turistiche, interpreti, maestri di sci ecc.) hanno, infatti, l’obbligo d’iscrizione anche nel caso in cui l’attività è svolta con le caratteristiche dell’attività professionale. Restano esclusi coloro che hanno dichiarato redditi libero-professionale relativi ad attività con obbligo di versamento contributivo a una Cassa professionale. Nel complesso al 31/12/2010, con le due operazione Poseidone sono stati iscritti nella gestione separata 37.582 professionisti e accertati contributi evasi per 294 milioni di euro. Sono stati iscritti, inoltre, nella gestione commercianti 4.646 titolari di ditte individuali ed accertati contributi evasi per 98 milioni di euro; 25.218 soci di società e accertati contributi evasi per 100 milioni di euro ti perché fittizi nel loro totale sono stati 86 mila per un totale di 669 milioni di contributi evasi accertati. Ma la stragrande maggioranza dei casi è stata l’agricoltura il terreno più fertile. Mentre solo 4.546 rapporti sono stati annullati nelle aziende. La cosa che colpisce è la crescita esponenziale ( 238%) dei casi accertati. Segno che le aziende negli ultimi anni, sempre più sofferenti a una pressione fiscale che nel 2010 ha toccato il 46,9%, hanno fatto più ricorso a rapporti di lavoro qualificati apparentemente come collaborazioni ma che in realtà all’interno della realtà aziendale erano equiparati in tutto e per tutto a rapporti di lavoro subordinato nell’eccezione più tradizionale.

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