Sportello antimafia in Tribunale

Sportello antimafia in Tribunale

Il Sole 24 Ore – 27 luglio 2011

Per la prima volta in Italia, a Caltanissetta, città da cui è partita qualche anno fa la svolta degli imprenditori siciliani contro la mafia e le collusioni, la Camera di commercio, qui guidata da Antonello Montante, delegato nazionale per la legalità di Confindustria e vicepresidente dell’associazione degli imprenditori, aprirà un ufficio all’interno di un Tribunale: l’inaugurazione è prevista per il 20 settembre.

Nino Amadore

Si scrive sportello perla legalità. Si legge sostegno concreto ai magistrati e alla lotta alla mafia. Per la prima volta in Italia, a Caltanissetta, città da cui è partita qualche anno fa la svolta degli imprenditori siciliani contro la mafia e le collusioni, la Camera di commercio, qui guidata da Antonello Montante, delegato nazionale per la legalità di Confindustria e vicepresidente dell’associazione degli imprenditori, aprirà un ufficio all’interno di un Tribunale: l’inaugurazione è prevista per il 20 settembre concretizzando così un incentivo ulteriore per cittadini e imprese che vogliono denunciare il racket, il malaffare e l’infiltrazione mafiosa nell’economia. Lo prevede il protocollo di intesa che Montante ha firmato ieri con il procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato. Un protocollo che mette a disposizione dei magistrati personale e mezzi in un palazzo con gli organici ormai ridotti al lumicino. E Scarpinato a sottolineare ancora una volta il grande valore della collaborazione tra imprenditori e magistratura: «Questo protocollo – dice – segna un’ulteriore tappa nel percorso avviato con il mondo imprenditoriale perla costruzione di nuovo modello di interazione tra imprenditori e uomini di Stato che operano nel settore della giustizia e che aspira a diventare modello nazionale. A Caltanissetta nasce un movimento sociale che dopo le resistenze e il braccio di ferro che si è consumato negli anni scorsi tra vecchi imprenditori e nuovi esponenti della legalità, è riuscito a segnare il cambiamento. L’itinerario di questi imprenditori “nuovi” è stato pieno di trappole e complesso ma ha visto vincere, il movimento della legalità, mentre la vecchia classe imprenditoriale è finita nelle maglie della giustiziae gli imprenditori coinvolti in numerosi processi. A Caltanissetta, con Confindustria e con le forze sane dell’imprenditoria si sono scritte pagine nuove, segnando uno spartiacque con il passato. Ci sono imprenditori che competono, con capacità, con caparbietà e che hanno fatto spazio ai vecchi sistemi che si basavano solo su sistemi oligopolistici. La cultura di mercato necessita che il mercato funzioni e che ci sia un monito-raggio culturale, di legalità e di sorveglianza culturale». Lo sportello legalità avrà un ruolo di front office ma soprattutto sarà da supporto nelle indagini patrimoniali antimafia perché permetterà a magistrati e investigatori l’accesso alla banca dati “ri-visual” gestita da Infocamere grazie alla quale è possibile accedere in maniera evoluta (per esempio con incroci e verifiche sulle varie cariche sociali di determinati soggetti) al registro delle imprese del sistema camerale nazionale. Montante ha sottolineato il grande valore della «normalità ripristinata con forte senso civico e superando lo strapotere della politica e della mafia: abbiamo detto basta all’economia parassitaria ritrovando lo spirito di competizione e la libertà che è lo spirito dell’impresa. Ci vogliono più aziende sane che hanno fatto la scelta di rompere con i vecchi sistemi di potere. Aziende moderne e libere che hanno sposato un progetto di rilancio socioeconomico che qui si può concretizzare anche grazie all’istituzione della zona franca per la legalità. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al sindacato che ha avuto un ruolo molto forte perché ha creduto in un modello innovativo. Insieme abbiamo invertito i modelli e abbiamo spiegato agli imprenditori c’era un problema di convenienza: stare dalla parte della legalità conveniva a tutti. Noi non siamo magistratura, ma sposiamo la scelta di chi intende seguire una rotta diversa». Montante ha poi messo in guardia contro il nuovo volto della mafia: «La mafia – ha concluso Montante – spara di meno, si è evoluta, raffinata ed è più difficile combatterla. E proprio per questo servono più uomini e risorse, poiché la mafia non finisce con la cattura dei latitanti».

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