Meno cartaceo e più digitale contro i costi della burocrazia

Meno cartaceo e più digitale contro i costi della burocrazia

Il Sole 24 Ore Lombardia – 14 settembre 2011

L’innovazione digitale come strumento per ridurre i costi delle Camere di Commercio e delle imprese. E realizzare una sorta di pubblica amministrazione “a chilometro zero”. Internet e sportello unico per supplire al giro di vite statale.

Andrea Monti

L’innovazione digitale come strumento per ridurre i costi delle Camere di Commercio e delle imprese. E realizzare una sorta di pubblica amministrazione “a chilometro zero”. Si è parlato di questo al Centro Congressi Ville Ponti di Varese, alla convention organizzata da Unioncamere Lombardia e DigiCamere, il consorzio fondato nel 2009 dalla Camera di Commercio di Milano, da quella di Monza e Brianza e da Infocamere per offrire servizi di informatica e innovazione alle Cdc aderenti. In tempi di tagli ottimizzare le spese diventa ancora più importante per le istituzioni, e in particolare per quelle che forniscono servizi alle aziende: «Al momento non è chiara la ricaduta delle manovre estive sugli enti camerali, ma di sicuro dovremo ottimizzare i costi – dice Paolo Ferrara, vicedirettore generale di DigiCamere -. La nostra risposta deve essere l’e-government. Oggi le pubbliche amministrazioni sono monadi in cui il cittadino (nel nostro caso, l’imprenditore) sposta informazioni da un ufficio all’altro. Il nostro obiettivo è capovolgere la situazione: fare in modo che basti recarsi in un solo ufficio, e che quello provveda a smistare le informazioni ai soggetti competenti. Meglio ancora, naturalmente, se a questo ufficio si può accedere attraverso Internet». Innovazione digitale per le pubbliche amministrazioni significa ridurre costi e burocrazia, oltre che aumentare la trasparenza. Un primo scoglio è il passaggio dai documenti cartacei a quelli elettronici, stimolato dalle nuove norme del Codice dell’amministrazione digitale approvate a fine 2010: «Nella riduzione dell’uso della carta, le Camere di Commercio lombarde sono abbastanza avanti – assicura Ferrara -. Un passo significativo è stato la nascita dello Sportello unico per le attività produttive, che di fatto è attivo da aprile. Ma c’è ancora molto da fare». All’incontro di Varese sono stati invitati i segretari di tutte le camere di commercio lombarde. Attualmente DigiCamere ne riunisce 7 su 12 ma l’obiettivo è farle aderire tutte. «L’idea è offrire servizi agli enti camerali a livello regionale – spiega Ferrara. -. La convention è servita a raccogliere suggerimenti e spunti per muoverci in questa direzione, oltre che per illustrare le nostre proposte: da nuove modalità per ottenere i dispositivi di firma digitale per le aziende, a sistemi per organizzare convegni a cui si possa partecipare attraverso il web, anziché doversi spostare di persona». La digitalizzazione della macchina pubblica – e in particolare delle Camere di commercio – può essere importante per combattere la crisi e aiutare le imprese a rilanciarsi: non solo riducendo gli spostamenti tra uffici a cui oggi è costretta un’azienda per espletare le pratiche burocratiche, ma anche abbassando i tempi di erogazione dei servizi. «Vorremmo che i nostri progetti fossero considerati una sperimentazione, magari da esportare a livello nazionale attraverso InfoCamere – dice Ferrara -. La Lombardia è all’avanguardia e ha le potenzialità per esserlo sempre di più, grazie all’alto numero di imprese e alla rete di interconnessioni tra di loro e con altri soggetti europei e mondiali».

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