Antimafia, codice depotenziato

Antimafia, codice depotenziato

Italia Oggi – 08 ottobre 2011

II nuovo codice antimafia rischia di entrare in vigore già depotenziato. A lanciare l’allarme, a pochi giorni dall’entrata in vigore, prevista per il 13 ottobre, del correttivo della legge Rognoni-La Torre (in G.U. 226 del 28/9/11), sono stati a Torino, nel corso del convegno «Mafie al nord» il procuratore della repubblica, Gian Carlo Caselli, e il fondatore dell’associazione Libera, Don Luigi Ciotti, preoccupati per l’affievolimento dello strumento della confisca dei beni sequestrati alla mafia e per le norme sulle intercettazioni che rischiano di frenare l’attività investigativa delle procure.

Gian Carlo Caselli, Ferruccio Dardanello e Valerio Zappalà


II nuovo codice antimafia rischia di entrare in vigore già depotenziato. A lanciare l’allarme, a pochi giorni dall’entrata in vigore, prevista per il 13 ottobre, del correttivo della legge Rognoni-La Torre (in G.U. 226 del 28/9/11), sono stati a Torino, nel corso del convegno «Mafie al nord» il procuratore della repubblica, Gian Carlo Caselli, e il fondatore dell’associazione Libera, Don Luigi Ciotti, preoccupati per l’affievolimento dello strumento della confisca dei beni sequestrati alla mafia (il 50% dei beni sono ancora sotto ipoteca bancaria, e quindi non possono essere riaffidati alla collettività) e per le norme sulle intercettazioni che rischiano di frenare l’attività investigativa delle procure. A fronte del rischio di un depotenziamento della lotta alla mafia e alle sempre più infestanti infiltrazioni criminali nel tessuto economico italiano, le procure della repubblica e le associazioni che si occupano di lotta alle mafie, stanno sottoscrivendo accordi con le camere di commercio per poter accedere al registro delle imprese per visionare in tempo reale i passaggi proprietari nelle società italiane. Libera e Unioncamere Piemonte, per esempio, hanno siglato un’intesa che agevolerà il contrasto alla organizzazioni criminali sul terreno delle infiltrazioni nel tee suto economico, dell’usura, del riciclaggio. Libera potrà accedere a informazioni, dati e statistiche in modo da perfezionare le attività del suo osservatorio e mappare i beni confiscati alle cosche. «Siamo orgogliosi di questo accordo», ha detto Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere nazionale e Unioncamere Piemonte. «La tutela della legalità è un pilastro imprescindibile per lo sviluppo, a protezione delle libertà degli operatori». Tra gli strumenti messi a disposizione di Libera spicca l’accesso al registro delle imprese realizzato e gestito da Infocamere per le Camere di Commercio: due grandi database permettono di visualizzare in presa diretta ogni dato utile sulle aziende e sulle persone che ne fanno parte, e di prendere informazioni sulla loro vita societaria come il passaggio di quote da un soggetto all’altro. Valerio Zappalà, direttore generale di Infocamere, ha sottolineato che il registro «è un prezioso strumento di indagine a supporto dell’autorità giudiziaria e di quanti operano contro la criminalità economica».

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