Cessione quote, basta la firma digitale

Cessione quote, basta la firma digitale

Il Sole 24 Ore – 05 dicembre 2011

Nelle Srl le cessioni di quote sottoscritte con firma digitale non necessitano di autentica notarile. Il chiarimento interpretativo è arrivato con la legge di stabilità (legge 183/2011) dopo le incertezze sorte a seguito di alcuni interventi giurisprudenziali. Ma non è la sola novità in arrivo.

Luca Miele e Gian Paolo Ranocchi

Nelle Srl le cessioni di quote sottoscritte con firma digitale non necessitano di autentica notarile. Il chiarimento interpretativo è arrivato con la legge di stabilità (legge 183/2011) dopo le incertezze sorte a seguito di alcuni interventi giurisprudenziali. Ma non è la sola novità in arrivo. La fine del 2011 segna, infatti, una scadenza di grande importanza perché dal prossimo 1° gennaio entrerà in vigore la nuova tassazione sostitutiva del 20% sui dividendi e le plusvalenze riferite a partecipazioni non qualificate che, in molti casi, potrebbe determinare un’imposizione superiore ai proventi derivanti da partecipazioni qualificate. Ma procediamo con ordine.
Il chiarimento
Dal 2008 la cessione di partecipazioni in Srl può essere effettuata non solo dai notai ma anche dai commercialisti. Anche questi ultimi, infatti, possono trasmettere l’atto di cessione sottoscritto digitalmente dalle parti al registro delle imprese per la relativa iscrizione. Sul tema si era posto, nel recente passato, il dubbio se anche le cessioni di quote perfezionate dai commercialisti necessitassero comunque della sottoscrizione autenticata. A causa di una non felice formulazione normativa, alcuni conservatori del registro avevano respinto la richiesta di iscrizione delle cessioni di quote sottoscritte solo digitalmente e senza autentica notarile. Ora la questione è stata risolta. L’articolo 14, comma 8, della legge di stabilità interviene con un’interpretazione autentica e chiarisce che l’atto di trasferimento di quote di Srl disciplinato dal comma 1-bis, dell’articolo 36 del Dl 112/2008, opera in deroga al comma 2 dell’articolo 2470 Codice civile e basta, quindi, la sola sottoscrizione con firma digitale. In merito all’imposizione indiretta che colpisce l’atto di cessione di quote, secondo la giurisprudenza prevalente l’atto va assoggettato a una sola imposta di registro in misura fissa sebbene contenga una pluralità di cessioni. Non dovrebbe trovare applicazione, in tal caso, l’articolo 21 del Dpr 131/86, poiché l’imposta è collegata al servizio della registrazione e non a una manifestazione dell’atto di capacità contributiva (in senso contrario la risoluzione 225/E/2008). La sostitutiva
Le plusvalenze e le minusvalenze si intendono realizzate nel momento in cui si perfeziona la cessione a titolo oneroso. È, invece, del tutto ininfluente il diverso momento in cui viene liquidato il corrispettivo della cessione. Ne consegue, quindi, che le cessioni plusvalenti di partecipazioni non qualificate che saranno effettuate entro la fine del 2011 consentiranno di fruire della tassazione con l’imposta sostitutiva del 12,5% anche laddove il corrispettivo, dilazionato o rateizzato, dovesse essere incassato dal 1 gennaio 2012 in avanti. Ragionando al contrario, però, occorre tenere presente che eventuali acconti incassati nel corso del 2011, in relazione a cessioni di partecipazioni non qualificate che dovessero essere realizzate per effetto del perfezionamento della cessione successivamente al l gennaio 2012, sconteranno il prelievo del 20% in luogo del 12,5 per cento. Laddove possibile, c’è tutto l’interesse ad anticipare al 2011 le cessioni plusvalenti di partecipazioni non qualificate, anche se il pagamento del corrispettivo dovesse essere già pro- grammato per il 2012. In questo contesto, peraltro, va anche ricordato che il contribuente dispone di due strumenti per ridurre il prelievo fiscale sulle plusvalenze realizzate con la cessione della partecipazione societaria. Alla procedura di rideterminazione volontaria del costo della partecipazione con il pagamento della sostitutiva del 2% o del 4% (Dl 70/20u) che scade il prossimo 30 giugno 2012, si affianca, infatti, il riallineamento delle sole partecipazioni non qualificate previsto dall’articolo 2, comma 29, del Dl 138/2011. L’affrancamento avviene con l’opzione per la determinazione al 31 dicembre 2011 delle plusvalenze e delle minusvalenze incorporate nella partecipazioni non qualificate detenute, secondo una logica di cessione figurativa delle stesse alla medesima data. In pratica, individuato il nuovo valore delle partecipazione, occorre determinare il differenziale che – se plusvalente- sconterà la sostitutiva del 12,5% da versare nei termini previsti per le imposte di Unico 2012.
L’attuazione
Il decreto attuativo di prossima emanazione dovrà determinare le regole per calcolare il valore della partecipazione al prossimo 31 dicembre e le modalità di utilizzo delle eventuali minusvalenze che si potrebbero generare per effetto dei riallineamenti. Si ritiene che tali minus possano abbattere le eventuali plusvalenze derivanti dall’affrancamento stesso e l’eventuale eccedenza possa essere portata in deduzione (entro il 62,50% del relativo ammontare) dalle relative plusvalenze realizzate nei periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2011, ma non oltre il quarto.

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