Nel 70% delle società l’e-mail è certificata

Nel 70% delle società l’e-mail è certificata

Il Sole 24 Ore – 27 dicembre 2011

Ha superato il 70% la copertura Pec delle società. All’inizio di ottobre la quota delle imprese in regola si fermava solo al 15 per cento. Nell’attuale legislazione non c’è obbligo di mantenere efficienza della Pec una volta attivata. Sono in corso trattative da parte del sistema camerale e alcuni fornitori di Pec per rendere sistematico questo controllo.

Valentina Melis – Maurizio Pirazzini

Ha superato il 70% la copertura Pec delle società. In base agli ultimi dati di Unioncamere, aggiornati al 13 dicembre, sono 1.876.406 le società che hanno comunicato un indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese (in base a quanto previsto dal Dl 185/2008, articolo 16, comma 6, che fissava come scadenza ultima per la comunicazione il 29 novembre scorso). Il totale è nel frattempo salito, al 20 dicembre, a 1.990.551, su 2.727.579 imprese iscritte (73 per cento). All’inizio di ottobre la quota delle imprese in regola si fermava solo al 15 per cento. La circolare 224402 del ministero dello Sviluppo economico del 25 novembre scorso invitava le Camere di commercio a non applicare la sanzione da 103 a 1.032 euro per le società inadempienti al 29 novembre. La tolleranza, secondo il ministero, dovrebbe arrivare «almeno fino all’inizio del nuovo anno». Le Camere di commercio hanno richiesto la proroga al Governo da inserire in uno dei prossimi provvedimenti in discussione. I tecnicismi sull’accertamento della sanzione consentono comunque alle Camere di gestire le attività con tutta tranquillità. Infatti il termine di 90 giorni per l’accertamento non scatterà fino a quando il sistema informatico gestito da InfoCamere sarà in grado di effettuare le elaborazioni necessarie. La circolare ministeriale peraltro non convince in alcuni passaggi e necessita di un rinforzo legislativo che chiuda definitivamente la questione. Va considerato che per questo adempimento le imprese hanno avuto a disposizione tre anni di tempo. Tema di rilievo sull’operazione Pec è la disparità di trattamento fra le tre categorie obbligate (oltre alle società, i professionisti e le pubbliche amministrazioni). Solo per le società è prevista la sanzione amministrativa (anche se ridotta, da 103 a 1.032 euro), mentre per le altre categorie sono previste sanzioni blande e di fatto inapplicate (disciplinari per i professionsti e sulla retribuzione dei dirigenti nella Pa). Nell’attuale legislazione non è peraltro previsto l’obbligo di mantenere efficienza e operatività della Pec una volta attivata. In questa prospettiva, sono in corso trattative da parte del sistema camerale e alcuni fornitori di Pec per rendere sistematico questo controllo, anche se la futura normativa dovrebbe prevedere – per rafforzarne il sistema – un’obbligo di mantenimento della validità della casella. Per il sistema imprenditoriale, in vista del 1° luglio 2013, data entro la quale tutti i rapporti tra la Pa e le imprese dovranno avvenire esclusivamente per via telematica (secondo il Dpcm sull’attuazione del Codice dell’amministrazione digitale pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 16 novembre), si rende necessario introdurre l’obbligo della Pec anche per le imprese individuali, i consorzi e in generale tutti gli imprenditori diversi dalla società.

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