Denunci il racket? Non paghi le tasse

Denunci il racket? Non paghi le tasse

Gazzetta del Sud – 05 gennaio 2012

Le imprese che non si piegheranno al racket saranno esentate dal pagamento del diritto annuale alla Camera di commercio di Reggio Calabria e inoltre riceveranno la stessa cifra che non dovranno versare per un lustro. Il presidente Lucio Dattola ha raccolto l’appello di “Libera” e sostiene chi ha avuto il coraggio di rompere il silenzio.

Piero Gaeta

Le imprese che non si piegheranno al racket saranno esentate dal pagamento del diritto annuale alla Camera di commercio di Reggio Calabria e inoltre riceveranno la stessa cifra che non dovranno versare per un lustro. Una decisione dall’alto significato simbolico oltre che economico che il presidente Lucio Dattola ha deciso di assumere schierandosi nettamente dalla parte di quegli imprenditori, commercianti e artigiani vittime di reati di estorsione, corruzione e usura che hanno denunciato i loro aguzzini e hanno collaborato con l’autorità giudiziaria, fornendo elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o cattura di estortori e/o usurai. Dunque, secondo quanto ha deliberato la giunta camerale nella sua ultima riunione, questi particolari imprenditori «usufruiranno per cinque anni di un contributo annuale come rimborso di quanto dovuto e versato come tassa camerale». I primi imprenditori a ottenere l’agevolazione saranno Tiberio Bentivoglio, comproprietario insieme alla moglie della «Sanitaria Sant’Elia» di Reggio Calabria; Salvatore d’Amico, titolare della «Informatica d’Amico» di Reggio Calabria, e Filippo Cogliandro, chef e proprietario del ristorante «L’Accademia» sul lungomare di Lazzaro. Si tratta di tre imprenditori reggini che, con le loro azioni, sono diventati un simbolo della lotta contro la prepotenza e l’arroganza della ‘ndrangheta che impone il pizzo. Tutti e tre gli imprenditori sono stati segnalati da “Libera” e sono tra i promotori di «Reggio libera Reggio. La libertà non ha pizzo», un’associazione antiracket che si oppone alla ‘ndrangheta. Questa iniziativa s’inquadra nel programma pluriennale dell’ente camerale reggino Impresa legale e sicurezza partecipata: perchè no?, che si pone l’ambizioso obiettivo di costruire frontiere della legalità valorizzando l’etica, la legalità e la trasparenza e di creare una rete fra tutti i soggetti del territorio coinvolti (istituzioni, enti, associazioni, persone fisiche). «La Camera di Commercio – ha dichiarato il presidente Lucio Dattola – è dalla parte dei reggini che scelgono la legalità. Per questo motivo non abbiamo avuto esitazioni a rispondere concretamente all’appello lanciato dall’associazione “Libera” di sostenere gli imprenditori che hanno avuto il coraggio di rompere il silenzio, denunciare e costituirsi parte civile dei processi esponendo se stessi e i loro familiari a rischi e pericoli per riscattare la nostra terra. Il percorso di denuncia e di coerenza è difficile, ma è l’unica strada per smuovere le coscienze in una città dove la maggior parte degli imprenditori afferma di non essere mai stato coinvolto in episodi di racket odi usura». Secondo l’indagine del 2011 (Istituto Tagliacarne e Istituto Piepoli) sulla presenza e sulla percezione dei fenomeni illegali nella provincia reggina, i comportamenti criminosi ritenuti più gravi sono le estorsioni e l’usura (62,5%). La maggior parte degli imprenditori intervistati ha affermato di non essere mai stato coinvolto nel racket (92,5%) o in usura (98,2%). Secondo i dati di “SoS impresa” il 70% delle imprese reggine pagano il pizzo (audizione della commissione parlamentare antimafia, 4 maggio 2010) e per il rapporto Eurispes 2011 quella reggina è una delle province italiane con il più alto indice di rischio usura (97,1%). «Continuiamo con fatti concreti a sostenere chi combatte la ‘ndrangheta e saremo economicamente vicini alle imprese che si opporranno al racket», ha concluso Lucio Dattola. Infine, la Fapi (federazione autonoma piccole imprese) plaude all’iniziativa della Camera di Commercio. «Le iniziative che favoriscono la legalità vanno accolte con favore – dice il presidente nazionale Sciotto – quella della Camera di Commercio favorisce l’economia legale. La malavita si contrasta abbattendo l’omertà. Ha fatto bene la Camera di Commercio a lanciare questo segnale di legalità nei confronti dei suoi imprenditori: significa difenderli e dare aiuto alle vittime».

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