Mud aggiornato ma solo per pochi

Mud aggiornato ma solo per pochi

Il Sole 24 Ore – 12 gennaio 2012

Con il nuovo anno, arriva anche il nuovo modello unico di dichiarazione ambientale (Mud). Si tratta, però, di un modello “residuale”: non riguarda tutti i soggetti che producono e gestiscono rifiuti, ma solo particolari categorie e i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee).

Paola Ficco

Con il nuovo anno, arriva anche il nuovo modello unico di dichiarazione ambientale (Mud). Si tratta, però, di un modello “residuale”: non riguarda tutti i soggetti che producono e gestiscono rifiuti, ma solo particolari categorie e i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee). L’approvazione del Mud per il 2012 è avvenuta con il Dpcm del 23 dicembre 2011 (pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» 303 del 30 dicembre 2011) che sostituisce il Dpcm del 27 aprile 2010 per le dichiarazioni da presentare entro il 10 aprile 2012, relative a: rifiuti urbani, imballaggi, Aee e veicoli fuori uso. È stata recentemente prorogata dal 31 dicembre 2011 al 30 aprile 2012 la presentazione della scheda Sistri («mudino») per i rifiuti prodotti e smaltiti o recuperati nel 2011 (Dm 22 dicembre 2011). Le imprese sanno, peraltro, che le sanzioni per il Mud non esistono più ma esistono solo quelle per la scheda Sistri (articolo 4, Dlgs 121/2011) e che il sistema di tracciabilità dei rifiuti ruota sempre intorno al Sistri. Sistema che, però, è ancora virtuale: sarà operativo dal 2 aprile 2012 (per gli agricoltori, dal 2 luglio 2012, in base all’articolo 22 del D1216/2011, il «milleproroghe»). Una specie di gioco a incastri dove, la pubblicazione del nuovo Dpcm sul Mud, sembra produrre una certa confusione. Ma non è così. Se è vero, infatti, che la data di presentazione è uguale per tutti (30 aprile 2012), i destinatari dei due obblighi, invece, sono diversi. Sono obbligati alla scheda Sistri («mudino»):

  • enti e imprese che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti;
  • enti e imprese produttori iniziali di rifiuti pericolosi (esclusi gli imprenditori agricoli con un volume di affari annuo non superiore a 8mila euro);
  • enti e imprese produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali e artigianali, di fanghi da potabilizzazione e da altri trattamenti di acque e da abbattimento fumi (articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del Dlgs 152/2006) con più di 10 dipendenti. Sono obbligati a presentare il nuovo Mud, invece: Comuni, loro consorzi e comunità montane (compresi quelli della Campania) per i rifiuti urbani, gli assimilati e quelli raccolti in convenzione (articolo 189, comma 3, del Dlgs 152/2006);
  • il Conai (Consorzio nazionale imballaggi) che acquisisce i dati su riciclaggio e recupero dei rifiuti di imballaggio da tutti i soggetti che operano nel settore (articolo 220, comma 2, del Dlgs 152/2006);
  • i produttori di Aee che comunicano al Comitato di vigilanza e controllo Raee quantità e categorie di apparecchiature immesse sul mercato, raccolte, re-impiegate, riciclate e recuperate; il quantitativo dei rifiuti raccolti ed esportati e le indicazioni relative alla garanzia finanziaria (articolo 13, commi 6 e 7, del Dlgs 151/2005);
  • i soggetti che effettuano raccolta, trasporto e trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali (articolo 11 del Dlgs 209/2003).
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