L’avvio di un’attività solo con una comunicazione

L’avvio di un’attività solo con una comunicazione

Il Sole 24 Ore – 07 febbraio 2012

La fase attuale di rilancio delle liberalizzazioni si può far risalire alla primavera del 2010 con il recepimento della direttiva sui servizi e con l’introduzione della procedura Comunica. Di fronte al proliferare di interventi con l’obiettivo di favorire gli adempimenti per l’avvio di una impresa, quali sono in concreto le semplificazioni già utilizzabili?

Alessandro Selmin

La fase attuale di rilancio delle liberalizzazioni si può far risalire alla primavera del 2010 con il recepimento della direttiva sui servizi e con l’introduzione della procedura Comunica. Sono state emanate numerose norme statali con l’obiettivo odi liberalizzare o di semplificare gli adempimenti per l’avvio di una impresa. È opinione comune che spesso si tratta di disposizioni che si sovrappongono, sono contraddittorie o sono troppo generiche e quindi feriscono per creare difficoltà interpretative anzitutto per gli enti pubblici e poi per i privati e i loro consulenti. Anche alcune Regioni si sono attivate aggiornando le rispettive normative sui settori economici. Di fronte a questo proliferare di interventi ci si chiede quali sono in concreto le semplificazioni già utilizzabili dalle aziende. Le innovazioni della direttiva servizi (decreto legislativo 59/2010) sono modeste: è stata introdotta la Dia per gli esercizi commerciali di vicinato, per le attività di acconciatore, estetista, per alcuni intermediari come i mediatori e gli agenti di commercio. Sono stati anche soppressi i ruoli abilitanti dei mediatori e degli agenti ma i requisiti rimangono e in più con decreti ministeriali del 26 ottobre 2011 è stato costruito un impianto di adempimenti ancora più complessi. Da aprile 2010 è stata attivata Comunica al registro imprese, una modalità telematica che veicola anche le comunicazioni anagrafiche all’ufficio Iva, all’Inps e all’Inali. L’esperienza dimostra che il collegamento con l’ufficio Iva è utile mentre si dubita sull’efficacia del veicolo verso Inps e Inail. Con la legge 122/2010 la Dia è stata sostituita con la Scia ma nulla cambia perché è solo una modalità per ridurre i tempi di avvio di un’attività economica. Perché ha funzionato in misura marginale prima la Dia e ora la Scia? Per due motivi: gli enti spesso erano incerti se occorresse l’autorizzazione o bastasse la Dia; ma sopratutto l’aspirante imprenditore era costretto ad autocertificare il possesso di requisiti indicati dalle norme in modo ambiguo. Il Dpr 160/2010 si propone di rilanciare lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) presso i comuni con l’eventuale supporto delle Camere di commercio. Nonostante gli sforzi l’effettiva operatività è ancora limitata soprattutto perché manca una uniformità nell’interpretazione normativa e nei collegamenti tra enti, in particolare quando l’operazione coinvolge l’edilizia La legge 106/2011 introduce l’obbligo per gli enti di pubblicare sui siti le istruzioni sui procedimenti di loro competenza, un passo in avanti per dare certezze al cittadino ed estende la procedura Comunica agli artigiani. La legge 183/2011 esonera il cittadino dall’obbligo di procurarsi certificati da portare ad altri enti, ma anche in questo caso il rimedio della autocertificazione è un rischio per il privato soprattutto se i dati da indicare sono numerosi e complessi; la vera semplificazione sta nel trasferimenti dei dati tra enti pubblici. La legge 148/2011 con l’articolo 3 ha stabilito un impegnativo programma di liberalizzazioni e semplificazioni da completare entro il 2012. Si tratta del primo provvedimento organico, anche perché individua per la prima volta chiaramente alcuni tipi di restrizioni alla libertà economica A questo testo si agganciano sia l’articolo 34 della legge 214/2011 sia l’articolo i del Dl 1/2012. Tuttavia, è l’articolo 12 dello schema del decreto sulle semplificazioni che sembra aprire uno spiraglio per eliminare l’ostacolo dell’autocertificazione. Il comma 4 prevede che alcune attività possono essere iniziate sulla base di semplici co- municazioni, senza obbligo di certificazione e altre siano del tutto libere.

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