Sprint sulle province: in arrivo la legge che elimina le giunte

Sprint sulle province: in arrivo la legge che elimina le giunte

Il Sole 24 Ore – 11 febbraio 2012

Il Viminale sta mettendo a punto il Ddl che attua la stretta contenuta nel decreto «salva-Italia», cancellando le giunte e trasformando i consigli in organi di 8-10 membri eletti tra i sindaci o consiglieri comunali del comprensorio. Ma sul tavolo c’è anche la proposta di autoriduzione presentata giovedì dall’Upi che vuole introdurre subito le 10 città metropolitane, diminuire da 107 a 60 gli enti di area vasta ed eliminare una serie di agenzie ed apparati statali e regionali.

Eugenio Bruno

Il serial tutto italiano “province sì-province no” si arricchisce di una nuova puntata. Il Viminale sta mettendo a punto il Ddl che attua la stretta contenuta nel decreto «salva-Italia», cancellando le giunte e trasformando i consigli in organi di 8-10 membri eletti tra i sindaci o consiglieri comunali del comprensorio. Ma sul tavolo c’è anche la proposta di autoriduzione presentata giovedì dall’Upi che vuole introdurre subito le 10 città metropolitane, diminuire da 107 a 60 gli enti di area vasta ed eliminare una serie di agenzie ed apparati statali e regionali. Di abolizione delle province si discute dall’inizio della legislatura. Voluta dal Pdl e boicottata dalla Lega la cancellazione degli enti di area vasta ha scandito i tre anni e mezzo di vita del governo Berlusconi, entrando euscendo più volte da diversi articolati. Ma il tema è rimasto di attualità anche dopo l’insediamento a Palazzo Chigi di Mario Monti. La manovra di Natale ha previsto infatti la loro trasformazione in Pa di secondo livello e ha affidato allo Stato il compito di introdurre un nuovo sistema elettorale. Quantificando in 65 milioni i risparmi conseguibili per la finanza pubblica. E proprio quello che punta a fare il disegno di legge messo a punto dal ministero dell’Interno. L’obiettivo dell’esecutivo è approvarlo in Consiglio dei ministri nel giro di un paio di settimane. Provando magari a fargli fare un primo giro di tavolo già al Cdm di martedì. Se è vero che un termine per la sua emanazione non c’è, l’esigenza di procedere celermente è nei fatti visto che il decreto 201 del 2011 prevede il commissariamento fino al 31 marzo 2013 per i sette enti che torneranno al voto in primavera. Portarlo al traguardo prima delle prossime amministrative significherebbe applicare a tutti gli enti il nuovo sistema elettorale. A questo proposito, nell’attuare l’articolo 23, commi 16 e 17 del Dl 201, la bozza elaborata dal Viminale conferma la trasformazione delle province in enti di secondo livello. Di conseguenza non sarebbero più elette dai cittadini ma formate dai sindaci e consiglieri comunali del circondario. Il disegno di legge in preparazione suddivide le amministrazioni in due gruppi a seconda che abbiano più o meno di 700mila abitanti. Prevedendo un consiglio provinciale di otto membri per le prime e di dieci per le seconde. Al tempo stesso viene sancito che l’elettorato attivo e passivo spetta a tutti i sindaci e consiglieri comunali del comprensorio. Ognuno di loro potrà, da un lato, creare una lista elettorale e presentarsi al voto; dall’altro, recarsi alle urne per scegliere i futuri consiglieri provinciali. I seggi saranno distribuiti con metodo proporzionale in base ai voti ottenuti dalle varie liste. Saranno quindi gli otto o dieci componenti eletti a scegliere il presidente. Se non si riuscirà a ottenere una maggioranza assoluta si procederà al ballottaggio tra i due candidati più votati. Una volta deciso il sistema elettorale si aprirà poi la partita delle funzioni da affidare ai nuovi enti di area vasta ma sul punto serviranno ulteriori leggi statali e regionali, per quanto è di loro competenza. L’iter del Ddl non si annuncia semplice. Anche perché, come del resto dimostrano i 45 mesi di legislatura appena trascorsi, sull’argomento una maggioranza politica non esiste.I principali partiti, Pd e Pdl, sul tema hanno sempre avuto un atteggiamento ondivago. In questo cuneo spera di infilarsi l’Upi che ha presentato giovedì la sua controproposta: inserire – nel Dl liberalizzazioni già al Senato o in quello semplificazioni che arriverà presto alla Camera – una delega al governo per istituire 10 città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Reggio Calabria), ridurre da 107 a 60 le province complessive e cancellare una serie di enti e agenzie, sia regionali che statali. Con l’obiettivo dichiarato di conseguire 5 miliardi di risparmi. Ed è con questi numeri che l’Upi si presenterà alla commissione paritetica Stato-autonomie in programma la settimana prossima per cercare di intercettare il consenso degli altri livelli di governo.

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2 pensieri su “Sprint sulle province: in arrivo la legge che elimina le giunte

  1. Siamo sicuri che come tag vada bene “semplificazione amministrativa”?
    Tra la Commissione speciale paritetica mista, la I Commissione affari costituzionali della Camera, i ricorsi avviati dalle Regioni avverso il decreto “salva Italia”, una recente proposta dei gruppi parlamentari PD-PDL-Terzo Polo, l’andirivieni Camera-Senato-Camera del Milleproroghe … ci mancava pure il disegno di legge del Governo per “accelerare”.
    A questo punto, perché non piazzare un cannone da guerra di fronte a ciascuna sede delle varie Amministrazioni provinciali e, a forza di colpi d’artiglieria, buttarle giù una per una?
    In termini di impegno cerebrale-umano e somme spese e da spendere, forse, si andrebbe di guadagno.
    Dimenticavo: che l’operazione avvenga con i dipendenti presenti al gran completo; altrimenti, nessun vantaggio.
    Povera adorabile Italia …
    Paolo Tognetti

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