Pec, per la comunicazione c’è tempo fino al 30 giugno

Pec, per la comunicazione c’è tempo fino al 30 giugno

Il Sole 24 Ore – Agrisole – 24 febbraio 2012

Nel Decreto semplificazioni è prevista la proroga al 30 giugno 2012 del termine entro il quale le società che non hanno ancora provveduto, possono comunicare il loro indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese.

Gianni Allegretti

Nel Decreto semplificazioni è prevista la proroga al 30 giugno 2012 del termine entro il quale le società che non hanno ancora provveduto, possono comunicare il loro indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese. L’adempimento trova quindi una vera e propria proroga dopo i chiarimenti del ministero dello Sviluppo economico che, nella circolare n. 224402/2011, aveva indicato l’opportunità alla Camere di commercio di astenersi dall’applicare le sanzioni alle società che non avevano provveduto alla comunicazione nei termini e di considerare come coretto anche l’adempimento tardivo. Ricordiamo che l’obbligo del possesso della Posta elettronica certificata (Pec) per le società e i professionisti è previsto dal Dl n. 185/2008 secondo il quale l’ indirizzo Pec deve essere obbligatoriamente comunicato al Registro delle imprese.
L’adempimento
Il nuovo termine per il deposito della Pec presso il Registro delle imprese stabilito dal Decreto semplificazioni consentirà alle numerose aziende inadempienti di gestire l’adempimento entro il nuovo temine del 30 giugno 2012. Tale proroga si è resa necessaria per sanare i numerosi inadempimenti causati anche dalle difficoltà incontrate dagli enti gestori delle Pec nel rilascio delle caselle in tempo utile a causa della elevata concentrazione di richieste a ridosso della scadenza. In precedenza il ministero dello Sviluppo economico era intervenuto (circolare n. 224402) indicando alle Camere di commercio di considerare come corretto l’adempimento anche se effettuato tardivamente astenendosi dalla applicazione delle sanzioni in quanto si era in presenza di una situazione di oggettiva difficoltà, generalizzata e transitoria. Ricordiamo che l’obbligo di possesso e comunicazione dell’indirizzo Pec per le società costituite dopo il 29 novembre 2008 è previsto già in sede di costituzione e iscrizione nel Registro delle imprese. Il nuovo termine di comunicazione dell’indirizzo Pec entro il 30 giugno 2012 incombe, pertanto, sulle sole società iscritte nel Registro imprese prima del 29 novembre 2008. La comunicazione della Pec va effettuata dal legale rappresentante dell’impresa, per via telematica, secondo le modalità previste per le comunicazioni al Registro delle imprese (cioè attraverso la procedura di «Comunicazione unica», mediante l’indicazione nel riquadro 5 del modello S2, nei soli campi relativi all’indirizzo di posta elettronica certificata). L’adempimento può essere delegato anche a un professionista il quale deve dichiarare nelle note di essere stato incaricato dai legali rappresentanti della società e di essere regolarmente iscritto nel relativo Albo, «nel caso in cui il dispositivo di firma digitale utilizzato per sottoscrivere la domanda non sia completo del certificato di ruolo». È possibile anche l’utilizzo dell’indirizzo Pec dello studio che assiste l’azienda che, in questo modo, potrà evitare di dotarsi di una propria casella delegandone anche la gestione allo studio medesimo. Si precisa che la prima iscrizione della Pec come le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria. La Pec deve essere richiesta a uno dei gestori autorizzati il cui elenco è consultabile all’indirizzo Internet http://www.digitpa.gov.it/pecelencogestori.
Ambito di applicazione
Come definita dal legislatore, la Pec è un sistema di comunicazione in grado di attestare l’invio e l’avvenuta consegna di un messaggio di posta elettronica e di fornire ricevute opponibili ai terzi. L’equiparazione della Pec alle notificazioni per mezzo della posta attribuisce al messaggio anche il requisito della «data certa» (art. 2704 codice civile: «la data della scrittura privata .. non … autenticata … non è certa riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui … si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento»). La validità come mezzo di comunicazione «legale» della Pec ne comporterà la progressiva estensione alle comunicazioni ufficiali soprattutto con gli organi della pubblica amministrazione peraltro già ora possibili negli atti:

  • con la pubblica amministrazione, compresa quella tributaria;
  • nell’ambito di un processo civile, penale, amministrativo o tributario;
  • compiuti fra soggetti di diritto privato.

Così, ad esempio, la domanda e la consegna, fra i contribuenti e l’amministrazione finanziaria dello Stato, di attestazioni e certificazioni, nonché l’inoltro di denunce, istanze, atti e garanzie fideiussorie, per l’esecuzione di versamenti fiscali, possono avvenire per Pec o tramite gli altri servizi telematici predisposti dall’amministrazione finanziaria (art. 38, comma 4, del Dl n. 78 del 2010). In materia legale l’indicazione della Pec è obbligatoria negli atti d’impugnazione e negli atti di costituzione nel relativo giudizio e la sua mancata indicazione (e del codice fiscale della parte) comporta l’aumento del contributo unificato di giustizia in misura pari alla metà. In ambito societario si rammenta che l’art. 2366 del codice civile prevede, per le società non quotate (che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio), che lo statuto può consentire la convocazione mediante avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento almeno otto giorni prima dell’assemblea. Ne consegue che, oltre alla raccomandata postale, è ovviamente ammissibile l’uso della Pec sempre che tale alternativa sia prevista dallo statuto e che anche i soci dispongano della propria casella di posta elettronica certificata da iscrivere nel libro dei soci. L’utilizzo della Pec è possibile per tutte le società indistintamente (Spa, Sapa, Srl e cooperative).
Sanzioni
Con riferimento agli aspetti sanzionatori, l’omissione della comunicazione al Registro delle imprese dell’indirizzo della casella Pec è assoggettata alla sanzione amministrativa prevista dall’art. 2630 codice civile per le omissioni, nei termini prescritti, delle denunce, comunicazioni o depositi presso il Registro delle imprese. Le sanzioni sono state ridotte alla metà dalla legge n. 180/2011 e pertanto applicabili nella misura minima di 103 euro e massima di 1.032 euro, con riduzione di un terzo nel caso di ritardo breve, se l’adempimento viene eseguito nei trenta giorni successivi alla scadenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...