La legalità motore dello sviluppo

La legalità motore dello sviluppo

Il Sole 24 Ore – 28 febbraio 2012

Firmato a Caltanissetta il Protocollo tra il Commissariato anti-racket e Confindustria. Per Emma Marcegaglia queste aree possono essere un modello per l’intero paese mentre il ministro del’Interno Anna Maria Cancellieri ha assicurato che il rating antimafia sarà legge.

Nino Amadore

Il messaggio è chiaro: Caltanissetta e la Sicilia sono un modello da seguire per attrarre nuovi investimenti e accelerare sulla strada della crescita e dello sviluppo. Ieri dal cuore della Sicilia è partita la fase due di un cammino cominciato proprio qui ormai dieci anni fa e diventato modello in tutto il Paese. C’è la lotta alla mafia che ha dato risultati importanti ma ci sono anche le condizioni giuste per fare il bis: queste aree possono essere un modello per il paese. Prima in Prefettura e poi nei locali del Centro direzionale dell’Asi il ministro del’Interno Anna Maria Cancellieri e il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia segnano con la loro presenza una forte continuità di impegno a sostegno degli imprenditori siciliani: in prima fila c’è il padrone di casa e delegato del presidente di Confindustria alla Legalità Antonello Montante e c’è Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia. Coloro che, secondo il ministro, sono stati «apostoli che nel deserto hanno alzato la voce contro il racket delle estorsioni» ed «è un miracolo che oggi siamo arrivati a questo punto». Il ministro ha ricordato quando circa dieci anni fa arrivò in Sicilia, come prefetto di Catania: «C’era Rosaio Crocetta oggi eurodeputato Pd che faceva tutto da solo, poi – ha detto- arrivano Montante e Lo Bello, erano molto soli: non tutti erano convinti di quello che stavano portando avanti. Non c’era molta condivisione, ma hanno continuato prendendosi anche rischi terribili, trovando a loro fianco magistrati e forze dell’ordine che li hanno sostenuti». Ma, dice il ministro, «senza la gente non si va da nessuna parte: occorre la reazione della gente». In prefettura si firma l’accordo tra l’Ufficio del commissario straordinario per le iniziative antiracket e antiusura e Confindustria ma è solo un’occasione: il progetto “Caltanissetta e Caserta sicure e moderne” ed è finanziato con i fondi del Pon sicurezza (tre milioni per l’istituzione di sportelli di assistenza a chi denuncia il racket e per la consulenza legale ma non solo). Diventa l’occasione per rilanciare un principio: stare dalla parte della legalità conviene e consente, secondo la recente proposta fatta proprio da Montante, di attribuire alle imprese un rating più alto. Una proposta che, ha assicurato il ministro, diventerà un provvedimento di legge: «Siamo già in una fase molto avanzata» ha detto. Così come è in fase avanzata l’istituzione della zona franca della legalità che in Sicilia è già legge. Emma Marcegaglia (che ha incontrato poi privatamente il gruppo dirigente di Confmdustria Sicilia tra cui un altro imprenditore impegnato sul fronte della legalità, il presidente di Confindustria Agrigento Giuseppe Catanzaro) rilancia: «La guerra alle mafie non è solo un fatto etico ma anche economico – dice il leader di Confindustria -. Senza la lotta alla mafia è difficile fare crescita. Anche se poi la crescita va sostenuta con altri strumenti, come la zona franca che è un tema molto importante e credo che si possa estendere anche in altre aree del Paese, ma soprattutto del Mezzogiorno. È uno strumento per favorire la crescita delle imprese». E poi al centro direzionale sul fronte del sostegno alle imprese il presidente di Confindustria dice: «Siamo d’accordo che i fondi strutturali siano dirottati su ricerca, istruzione, formazione e legalità, ma pensiamo che una parte dovrebbe andare per il sostegno agli investimenti produttivi. E necessario trovare strumenti agevolativi nuovi». A proposito del rating Montante spiega: «Non so se diventerà legge ma una cosa voglio dirla: non è assolutamente una norma antimafia ma una norma che mette in condizione gli imprenditori di accedere più facilmente al credito. Con il rating più alto ci si può salvare la vita, salvando una impresa salvi tanti posti di lavoro». Ma è sull’attrazione degli investimenti che Montante insiste: «In Sicilia e nel Sud del paese ci sono le condizioni per uno sviluppo corretto e per attrarre nuovi investimenti anche stranieri. Ci sono aree industriali disponibili e gestite correttamente, c’è manodopera qualificata che non si trova in altre parti del mondo e ci sono sindacati che hanno capito quanto sia importante crescere insieme alle imprese».

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