Bilanci influenzati dal calendario

Bilanci influenzati dal calendario

Italia Oggi – 26 marzo 2012

Anno bisestile e giorni festivi creano scadenze mobili e concatenate per le società di capitali. Data limite per la convocazione dell’assemblea il 30 aprile 2012. Il deposito del bilancio il 30 maggio.

Andrea Fradeani e Francesco Campanari

Cambiano le scadenze, rispetto al 2011, sia per l’approvazione del bilancio d’esercizio che per gli adempimenti a esso correlati: l’anno bisestile da una parte e il differimento per i giorni festivi dall’altra creano una serie di scadenze «concatenate e mobili» rispetto alla convocazione dell’assemblea che le società di capitali dovranno correttamente seguire. Sarà opportuno dunque, calendario alla mano, avere bene in mente i suddetti termini in considerazione di una serie di possibili variabili: approvazione del bilancio entro il termine ordinario piuttosto che entro quello lungo e slittamento dell’approvazione del progetto di bilancio dalla prima alla seconda convocazione. Il verificarsi di particolari condizioni infatti, potrebbe far slittare la data massima per il deposito del rendiconto presso il Registro delle Imprese (nel caso di approvazione in prima convocazione) oltre i canonici 150 giorni dalla chiusura dello stesso.
La convocazione dell’assemblea.
La tabella di marcia deve essere costruita in funzione delle disposizioni contenute nel contratto sociale: in base all’articolo 2364 c.c., l’assemblea andrà convocata almeno una volta l’anno (proprio per l’approvazione del bilancio d’esercizio) sulla base del termine stabilito dallo statuto e, comunque, non oltre 120 giorni dalla chiusura del periodo amministrativo. Con riferimento all’anno in corso, e nell’ipotesi che lo statuto non disponga un periodo inferiore a quello indicato dall’art. 2364 c.c., due sono le particolarità da dover considerare per il calcolo della data massima: la prima è che il 2012 è anno bisestile, il conteggio risente dunque del giorno in più presente nel mese di febbraio con la conseguenza che il termine teorico passerebbe dal 30 al 29 aprile 2012; la seconda riguarda, invece, la natura festiva di quest’ultima data (Domenica) che — ai sensi dell’art. 155 c.p.c. (si legga, a tal proposito, il documento n. 17 del 9 maggio 2005 della ex Fondazione Luca Pacioli) — slitta al primo giorno feriale utile successivo ossia di nuovo il 30 aprile 2012. La data di cui stiamo discutendo, è bene ribadirlo, non si riferisce all’approvazione del bilancio d’esercizio bensì alla mera convocazione dell’assemblea chiamata ad esaminarlo. I soci non sono infatti obbligati né a partecipare alle assemblee né a promuoverlo. Nel primo caso, il mancato raggiungimento del quorum o l’assenza totale degli aventi diritto imporrà difatti una seconda convocazione: questa è generalmente la soluzione di default (seppur le srl devono prevederla nello statuto), tanto da essere spesso già indicata nell’avviso di convocazione della prima, con conseguente slittamento della data di discussione del rendiconto di massimo altri 30 giorni. Diversa è, invece, la situazione del dissenso della compagine sociale che invita l’organo amministrativo a riformulare una bozza di bilancio: ciò implica una riconvocazione dell’assemblea dopo che una nuova bozza di rendiconto verrà elaborata. La mobilità del termine tendenzialmente dovuta a terze adunanze o a convocazioni ad oltranza non giustifica però la paralisi sociale: il reiterato ritardo infatti potrebbe causare lo scioglimento ex n. 3 dell’art. 2484 c.c.
La bozza di bilancio.
Alla data di (prima) convocazione dell’assemblea sono concatenati, a ritroso, tutta una serie di termini che scandiscono la formazione della bozza del bilancio d’esercizio e la redazione dei documenti ad esso allegati. Il diritto dei soci di decidere in modo razionale e consapevole delle sorti del rendiconto, impone che questo sia offerto considerando dei tempi compatibili per elaborare un’attenta analisi: il fascicolo contenente la bozza del bilancio d’esercizio dovrà infatti restare depositata in copia, ai sensi del terzo comma dell’art. 2429 c.c., presso la sede sociale durante i 15 giorni che precedono l’assemblea di modo che la compagine sociale sia in condizione di visionarlo ed eventualmente fare osservazioni a riguardo. Non va dimenticato inoltre il ruolo dell’eventuale organo di controllo sul documento di sintesi. L’art. 2429 c.c. al primo comma anticipa ulteriormente la data di redazione della bozza del bilancio d’esercizio: quest’ultima deve essere infatti comunicata al collegio sindacale e, se presente, al revisore contabile almeno 30 giorni prima di quello fissato per l’assemblea che deve discuterlo.
Il deposito camerale
L’iter appena illustrato ha, nella sostanza, esclusiva rilevanza interna: attiene, ossia, al rapporto fra società e soci. La situazione cambia però radicalmente con l’approvazione del rendiconto da parte dell’assemblea: la bozza diviene vero e proprio bilancio d’esercizio, documento che l’art. 2435 c.c. impone di pubblicare telematicamente, a garanzia dei terzi, entro i successivi 30 giorni presso il competente Registro delle Imprese (in questo caso il termine ultimo per il deposito slitta al primo giorno feriale utile considerando, però, come festivo anche il sabato).

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