Per una carrozzeria servono 64 adempimenti

Per una carrozzeria servono 64 adempimenti

Il Sole 24 Ore – 02 aprile 2012

Semplificazioni ce ne sono state. Ma di adempimenti da fare prima di avviare un’attività ancora ce ne sono. Quindi, chi volesse aprire una carrozzeria deve armarsi di pazienza e prepararsi a 64 adempimenti. Per chi invece preferisse buttarsi nel business della ristorazione ce ne sono 56. Chi volesse, invece, aprire un negozio di commercio al dettaglio di prodotti alimentari può ritenersi più fortunato ma non più di tanto: ci sono da fare “solo” 53 passaggi. Insomma, nonostante piani di semplificazione, Comunica, Scia e Dia, il passare del tempo non sembra avere lasciato grandi tracce a giudicare dall’analisi che Cna Interpreta ha fatto su tre delle undici attività che aveva preso a esame in una precedente indagine del 2006.

Andrea Biondi

Semplificazioni ce ne sono state. Ma di adempimenti da fare prima di avviare un’attività ancora ce ne sono. Quindi, chi volesse aprire una carrozzeria deve armarsi di pazienza e prepararsi a 64 adempimenti. Per chi invece preferisse buttarsi nel business della ristorazione ce ne sono 56. Chi volesse, invece, aprire un negozio di commercio al dettaglio di prodotti alimentari può ritenersi più fortunato ma non più di tanto: ci sono da fare “solo” 53 passaggi. Insomma, nonostante piani di semplificazione, Comunica, Scia e Dia, il passare del tempo non sembra avere lasciato grandi tracce a giudicare dall’analisi che Cna Interpreta, società di servizi della Confederazione nazionale dell’artigianato, ha fatto su tre delle undici attività che aveva preso a esame in una precedente indagine del 2006. Facendo il confronto la montagna di carta da scalare si è solo leggermente abbassata. Chissà che anche questo non abbia inciso fra il 2009 e il 2011(unica serie storica possibile a parità di codici Ateco) alla diminuzione del numero di carrozzerie (-1%, a quota 23.232 secondo le elaborazioni InfoCamere) e di negozi di commercio al dettaglio di alimentari (-1,5%, a quota 78.836). E infatti, guardando per esempio alle carrozzerie, ai 64 adempimenti si arriva dopo aver perso solo 12 pratiche. Allo stesso modo ai 56 adempimenti per ristoranti e trattorie sono venuti a mancare solo 7 passaggi in sei anni. Cinque invece quelli persi – sempre dal 2006 a oggi – per iniziare nel commercio al dettaglio di prodotti alimentari. «È evidente – afferma Barbara Boschi, responsabile adempimenti amministrativi e Previdenza di Cna Interpreta – che ancora oggi gli adempimenti sono tanti, pur se a fronte di alcune significative semplificazioni fatte e di altre in arrivo». Negli ultimi anni la prima grande disposizione, importante su questo fronte, è stata l’introduzione della comunicazione unica (Comunica) per la nascita delle nuove imprese, che ha racchiuso in sé cinque adempimenti (iscrizione Inps; iscrizione Inail; attribuzione partita Iva; iscrizione all’Albo delle imprese artigiane; iscrizione al Registro delle imprese). La “salva Italia”, la Manovra d’agosto e la legge 27/2012 appena approvata potrebbero, se tutto va come deve andare, avere un grande peso nel futuro. «Ma c’è da considerare anche l’Autorizzazione unica ambientale che dovrà essere attuata previo regolamento che dovrebbe essere emanato entro il 10 agosto», aggiunge Annalitta Picciolini, responsabile ambiente e sicurezza di Cna Interpreta-mettendo in evidenza come proprio sul piano ambientale e della sicurezza però forse qualche passo indietro è stato fatto. «Il Sistri -aggiunge Picciolini- ha sicuramente peggiorato il quadro. Sul fronte sicurezza l’accorpamento della valutazione del rischio rumore, nella valutazione dei rischi generale, ha ridotto gli adempimenti, ma non ha generato una vera sempificazione. Infatti la valutazione dei rischi per le piccole imprese è oggi molto onerosa E peggiorerà se non si procederà, come previsto dal Testo unico sicurezza, all’emanazione di procedure standardizzate da parte della Commissione consuntiva permanente per la prevenzione da emanarsi entro il 3o giugno 2012, per agevolare le imprese fino a 50 lavoratori nella redazione del documento di valutazione dei rischi».

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