Prime semplificazioni dai bar al commercio

Prime semplificazioni dai bar al commercio

Il Sole 24 Ore – 14 maggio 2012

Passo in avanti, sul fronte della semplificazione, è stato fatto dal Governo con l’approvazione dello schema di decreto correttivo del Dlgs 59/2010 che ha recepito la direttiva servizi (2006/123) riguardante l’accesso ed esercizio nelle attività del terziario.


Andrea Biondi – Alessandro Selmin

Disposizioni (pochissime) che liberalizzano totalmente l’avvio di alcune attività. Ma soprattutto correzioni e aggiornamenti su alcune altre, regolamentate, che comunque tali rimangono. Per una fattispecie poi – le tintolavanderie – gli adempimenti sono addirittura aumentati: anche i titolari di quelle a gettone dovranno dimostrare di avere i requisiti professionali, secondo la legge 84/06. Un passo in avanti, sul fronte della semplificazione, comunque è stato fatto dal Governo con l’approvazione dello schema di decreto correttivo del Dlgs 59/2010 che ha recepito la direttiva servizi (2006/123) riguardante l’accesso ed esercizio nelle attività del terziario. E sebbene il bicchiere possa apparire più vuoto che pieno, va considerato che l’atto varato invia preliminare da Palazzo Chigi il 30 aprile scorso – e ora trasmesso alla Camera per il primo dei due pareri del Parlamento che preluderà al placet definitivo, presumibilmente dopo l’estate – contiene un segnale in sé positivo. Di fatto c’è la sostanziale anticipazione dei regolamenti di liberalizzazione e semplificazione sull’avvio delle attività economiche che dovranno essere emanati entro il 2012 in attuazione delle tre manovre del Governo Monti. A tal proposito sul Sole 24 Ore del 2 aprile scorso erano state segnalate almeno 12 attività per le quali non dovrebbero esserci dubbi sulla eliminazione dei vincoli all’ingresso. A conti fatti, con questo schema di decreto legislativo una risposta positiva c’è già per cinque di queste. Vincoli eliminati
A essere tagliati sono i vincoli all’avvio di alcune attività, soggette ad iscrizione in albi o licenze che da tempo facevano parte dell’archeologia economica. Innanzitutto i commissionari e mandatari di prodotti ortofrutticoli, carnei e ittici che per lo più operano nel mercati all’ingrosso (legge 125/59); questa attività rimane comunque vietata ai condannati per reati come la frode. C’è poi la produzione e il commercio all’ingrosso di margarina (legge 1316/51); in questo caso gli imprenditori dovranno solo osservare le consuete disposizioni a tutela della salute. Liberalizzata anche l’attività di stimatori e pesatori pubblici – che, a ogni modo, è ormai ben poco praticata, considerato l’obbligo di utilizzare attrezzature automatiche – così come la gestione di molini (legge 857/49) che era soggetta a licenza delle Camera di commercio. Se lo schema non dovesse subire modifiche, risulterebbe sostanzialmente liberalizzata anche l’attività di facchinaggio per la quale verrebbe a cadere la richiesta di requisiti di capacità economica e finanziaria. Rimarrebbero così da dimostrare solo i requisiti di onorabilità (Dm 221/03) perché quelli professionali sono stati già soppressi dalla legge 7/07. L’atto del Governo regala lo svincolo da lacci e lacciuoli all’accesso anche al commercio all’ingrosso di prodotti alimentari: qui si rimane soggetti solo ai requisiti di onorabilità;sono soppressi i requisiti professionali che in genere sono il vero ostacolo all’avvio dell’impresa. Infine è di fatto una liberalizzazione la soppressione del divieto di esercitare nello stesso locale il commercio all’ingrosso e al dettaglio. La superficie del locale però, se supererà i limiti minimi previsti per le medie e grandi strutture al dettaglio, costringe l’impresa ad applicare le norme regionali e comunali in vigore per il commercio al dettaglio.
Le semplificazioni
Tra i provvedimenti di semplificazione spiccano quelli per i bar-ristoranti. Finalmente sono indicati i casi in cui occorre richiedere l’autorizzazione al Comune e quelli in cui si invia la Scia al Comune stesso. L’autorizzazione è richiesta per l’apertura e il trasferimento di sede di esercizi ubicati nelle zone soggette a “tutela”. Se l’autorizzazione non è rilasciata nel termine stabilito dall’ente (di solito 30 o 60 giorni), scatta il silenzio-assenso. Da rilevare anche l’intervento sul commercio ambulante: è soppressa la prescrizione che fissava in dieci anni la durata dei posteggi su aree pubbliche, eliminando una rigidità immotivata. Sono peraltro espressi più chiaramente i criteri che i Comuni dovranno adottare per pianificare i posteggi e i mercati periodici, che non dovranno essere condizionati dall’esigenza del mantenimento di un ipotetico equilibrio della struttura commerciale. Importante, infine, l’intervento sui requisiti soggettivi per le attività commerciali. L’articolo 71 del Dlgs 59/10 ha già regolamentato e unificato i requisiti di onorabilità e professionali sia per il commercio, sia per la somministrazione. Una delle modifiche proposte dallo schema è la possibilità di avvalersi di un delegato, o preposto, non solo per le società, ma anche per gli imprenditori individuali; in questo caso solo il preposto è obbligato ad avere tutti i requisiti, quelli di onorabilità e quelli professionali, mentre il titolare deve dimostrare di avere solo quelli di onorabilità.

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Un pensiero su “Prime semplificazioni dai bar al commercio

  1. Francamente, mi sembrano passi in avanti si, ma ancora troppo timidi. Il decreto correttivo era l’occasione riformulare agli artt. 73 -74 – 75 – 76 del DLgs 59/2010, anche allo scopo di rivedere (meglio eliminare) i famigerati decreti attuativi del MSE sulle 4 attività di cui agli stessi articoli, che introducono nuovi adempimenti non previsti dalle rispettive leggi istitutive dei ruoli soppressi, adempimenti superflui per non dire, con un eufemismo, di una stupidità stupefacente. Ho letto l’articolo di oggi del Dott. Selmin sul Sole24ore:bene, ma io ci sarei andata più pesante. Vi prego di intervenire nell’iter di approvazione del decreto correttivo affinchè si possa ovviare alla suddetta stupidità. Io sono in quotidiano contatto con le imprese e nello spiegare i nuovi adempimenti sento un forte senso di vergogna di appartenere alla PA. Grazie

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