Per i mediatori cancellati i ruoli ma più burocrazia

Per i mediatori cancellati i ruoli ma più burocrazia

Il Sole 24 Ore – 18 maggio 2012

Dal 12 maggio sono entrate in vigore le nuove procedure per gli adempimenti di competenza delle Camere di commercio imposti a quattro categorie di intermediari: mediatori; mediatori marittimi; agenti e rappresentanti di commercio; spedizionieri. Dalla stessa data sono soppressi i quattro ruoli in cui dovevano iscriversi questi operatori per ottenere la qualificazione professionale prima di avviare in concreto l’attività e quindi prima dell’iscrizione nel Registro imprese.

Alessandro Selmin

Dal 12 maggio sono entrate in vigore le nuove procedure per gli adempimenti di competenza delle Camere di commercio imposti a quattro categorie di intermediari: mediatori; mediatori marittimi; agenti e rappresentanti di commercio; spedizionieri. Dalla stessa data sono soppressi i quattro ruoli in cui dovevano iscriversi questi operatori per ottenere la qualificazione professionale prima di avviare in concreto l’attività e quindi prima dell’iscrizione nel Registro imprese. Le nuove procedure sono previste da quattro decreti del ministero dello Sviluppo economico del 26 ottobre 2011 pubblicati sulla «Gazzetta ufficiale» 10 del 13 gennaio 2012, che hanno dato attuazione all’articolo 80 del Dlgs 59/10. I decreti regolano solo gli adempimenti formali; rimangono immutate le normative sostanziali dei quattro settori e quindi in particolare le norme sui requisiti morali e professionali delle persone che opereranno in questi campi: titolare, legali rappresentati, preposti. Pertanto, per esempio, chi intende operare come mediatore nel ramo immobiliare deve prima superare un esame presso la Camera di commercio di residenza. Questa fase della procedura preliminare, però, non è regolata dai nuovi decreti; per la modulistica e i tempi occorre rivolgersi alle singole Camere. I decreti si rivolgono a soggetti già in possesso dei requisiti soggettivi, stabilendo che la modalità per iniziare elettivamente l’attività di mediatore e agente consiste nell’invio al Registro imprese di una Scia nella quale si autocertificano i requisiti; la data di inizio attività coincide con la data di presentazione della denuncia di iscrizione al Registro. Per i soggetti- imprese individuali o società – che iniziano per la prima volta queste attività a partire dal 12 maggio non vi sono quindi difficoltà procedurali. Queste invece non mancano, con inevitabili costi diretti e indiretti, per i soggetti che alla stessa data presso le Camere di commercio si trovano in una delle seguenti posizioni:

  • sono iscritti nei quattro ruoli ora soppressi, ma non stanno svolgendo la relativa attività di mediatore, agente, ecc., quindi non sono iscritti al Registro imprese;
  • sono iscritti nei quattro ruoli ed esercitano anche l’attività, e pertanto sono iscritti al Registro imprese;
  • sono iscritti nel Registro imprese, ma cesseranno l’attività dopo il u maggio 2012.

Nel primo caso, se interessati a mantenere la qualificazione per una successiva ripresa dell’attività, entro il 12 maggio 2013 dovranno iscriversi (salvo gli spedizionieri) in una sezione di nuova creazione del Repertorio economico amministrativo (Rea), che è una appendice del Registro imprese. Nel secondo caso, entro il 12 maggio 2013 dovranno comunicare al Registro imprese i dati aggiornati sulla sede ed eventuali unità locali e sulle persone che svolgono l’attività di mediazione, eccetera, per conto dell’impresa. Nel terzo caso entro 90 giorni dalla cessazione dell’attività dal Registro imprese, dovranno iscriversi nel Rea per conservare i requisiti. Qualora riprendano l’attività, dovranno non solo iscriversi al Registro imprese, come è ovvio, ma anche chiedere nuovamente la cancellazione dal Rea. Ma la burocrazia non è finita qui. Per i mediatori, ogni quattro anni, per gli agenti di commercio, ogni cinque anni, è confermato il controllo sulla permanenza dei requisiti di moralità e delle incompatibilità. Questi ultimi decreti hanno complicato le procedure per gli operatori economici e le Camere di commercio, e comporteranno costi pesanti per la gestione di procedurecheappaionounaspecie di Sistri per la tracciabilità di questi intermediari. E tutto questo in chiara contraddizione con le raccomandazioni sulla semplificazione contenute nella legge 148/n, nello Statuto delle imprese, nelle manovre del Governo Monti. Si aggiunga l’immotivato ripescaggio del tesserino per i mediatori, tipico strumento dei venditori a domicilio, e la costruzione della figura del mediatore occasionale (si veda «Il Sole 24 Ore» del 17 febbraio scorso) che potrebbe sollevare anche questioni di natura fiscale e previdenziale. Nei siti internet di numerose Camere di commercio si raccomanda agli attuali operatori dei quattro settori di non affrettarsi per i nuovi adempimenti, perché non si escludono aggiornamenti normativi e informatici rispetto agli attuali decreti. Sono avvisi che appaiono un auspicio per una modifica.

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