Srl a un euro accessibile a tutti

Srl a un euro accessibile a tutti

Italia Oggi – 22 maggio 2012

La Srl semplificata, con capitale sociale da un euro, sarà accessibile per tutti. E non solo per gli under 35. Il Sistri, invece, non entrerà in funzione a giugno, ma la sua messa a regime slitterà al 2014. I contratti di rete saranno siglabili anche mediante firma digitale. E prenderà corpo una riforma degli incentivi oggi previsti per la riconversione delle aree industriali in crisi, che si sommerà allo sblocco dei contributi alle imprese e delle somme vantate dalla p.a. non erogate e finite in perenzione. Sono queste solo alcune delle misure previste nel decreto legge crescita, venerdì al vaglio del Consiglio dei ministri.

Luigi Chiarello – Cristina Bartelli

Srl semplificata per tutti. E non solo per gli under 35. Sistri in funzione solo dal 2014. Contratti di rete siglabili anche mediante firma digitale. Riforma degli incentivi per la riconversione delle aree industriali in crisi. Accelerazione dell’erogazione dei contributi alle imprese e delle somme vantate dalla p.a. non erogate e finite in perenzione, attraverso uno spostamento dell’iscrizione di tali somme dalla contabilità ordinaria a quella speciale dello stato. Proroga di un anno sul rispetto degli impegni che le imprese hanno assunto in sede di presentazione delle domande di agevolazione, a patto che le stesse non abbiano chiesto l’erogazione del saldo. E, ancora, arriva un salvacondotto per le imprese agevolate dai bandi della vecchia legge 488/1992: pur avendo intascato il via libera ai contributi, a fronte di impegni di investimento previsti dai bandi, potranno derogare a tali impegni, mantenendo comunque il diritto a incassare l’agevolazione. Infine, i titolari e licenziatari di marchi che intendono importare nel paese merci e prodotti, dovranno comunicare alle camere di commercio cosa intendono importare, indicando origine e provenienza estera dei prodotti e, nel caso, le misure che adotteranno per evitare che, in sede di commercializzazione, i consumatori non siano ingannati sull’effettiva origine estera dei beni importati. Il tutto a tutela del made in Italy. Sono alcune tra le misure più importanti, contenute nel decreto legge per la crescita, che il governo sta mettendo a punto e il cui coordinamento è affidato al ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera. Il via libera al decreto legge dal consiglio dei ministri potrebbe arrivare già venerdì prossimo, dopo il vaglio del testo che oggi va in preconsiglio. Andiamo con ordine ad analizzare le misure principali
SRL SEMPLIFICATA PER TUTTI.
È la misura di maggiore impatto sulla natalità di nuove iniziative imprenditoriali, perchè consente a tutti di poter costituire società a responsabilità limitata a costo zero di capitale sociale (minimo un euro). Finora, l’innovativa corsia preferenziale, dettata con l’articolo 3 del decreto legge liberalizzazioni (il n. 1/2012), era percorribile dai soli giovani. Cioè dai cittadini di età inferiore a 35 anni. Il decreto crescita cancellerà questa limitazione. Di più. Secondo i tecnici dell’esecutivo, la sola eliminazione di questa barriera all’entrata contribuirà a migliorare la posizione dell’Italia nella classifica Doing Business sui costi di avviamento legati alla nascita di nuove imprese. Graduatoria, in cui l’Italia occupa attualmente il 77 posto. Ma che il semplice fatto di dar libero accesso a tutti alla srl semplificata consentirebbe al Belpaese di scalare ben sei posizioni.
SISTRI.
Il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti non entrerà in funzione da giugno 2012, come attualmente previsto, seppur dopo svariate proroghe. Il nuovo decreto legge per la crescita contiene, infatti, l’ennesimo slittamento di termini. Se, infatti, la norma attuale prevede due date per la messa a regime del Sistri: quella del 31 giugno 2012 per i rifiuti ordinari e quella del primo giugno prossimo per i rifiuti speciali pericolosi, prodotti da imprese con oltre 10 dipendenti, il decreto rinvia entrambi i termini al 31 dicembre 2013. L’obiettivo dichiarato è sempre lo stesso: «consentire la prosecuzione delle attività necessarie per la verifica del funzionamento del sistema»; il tutto anche in ragione delle nuove modalità semplificate di utilizzo del sistema, previste dall’articolo 6 del decreto legge n.138/2011.
FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE.
Le società ma anche le pmi potranno emettere delle cambiali finanziarie come strumenti di finanziamento alternativo ai normali canali di approvvigionamento di capitale: si tratta, si legge nella relazione allo schema di decreto, di uno strumento sì previsto nel nostro ordinamento dalla legge n. 43 del 13 gennaio 1994 ma fino ad oggi poco utilizzato per diversi motivi sia fiscali che regolamentari, sia formali che procedurali. Le cambiali finanziarie dureranno fino a 18 mesi (nella precedente disciplina si andava da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 12). Questi titoli potranno essere de materializzati e scambiati, godendo dell’esenzione dall’imposta di bollo e di un regime fiscale agevolato. Si estende a essi infatti l’esenzione da ritenuta ai prestiti obbligazionari e cartolari emessi da società non quotate. Inoltre, gli interessi passivi sugli strumenti emessi sono resi deducibili al pari di quelli sui prestiti bancari. Le società potranno poi emettere obbligazioni con clausole di partecipazione agli utili di impresa e di subordinazione purché con scadenza uguale o superiore a 60 mesi. La norma punta a consentire un rafforzamento del capitale senza intaccare l’equilibrio societario e proprietario. Con gli ibridi di capitale la patrimonializzazione può essere rafforzata senza diluizione delle quote proprietarie, mantenendo coesione e determinazione dell’assetto di comando aziendale.
ACCELERAZIONE DELLE SOMME DOVUTE DALLA P.A. ALLE IMPRESE E FINITE IN PERENZIONE.
La norma ha la finalità di assicurare una tempistica certa dei pagamenti dovuti dalla p.a. nei confronti delle imprese. Si prevede, per i pagamenti da effettuarsi con risorse in contabilità ordinaria cadute in perenzione, una procedura di anticipazione a carico delle contabilità speciali gestite nell’ambito del ministero dello sviluppo economico, con successiva riassegnazione a copertura dell’anticipazione operata. La programmazione di tali anticipazioni viene effettuata con decreto di natura non regolamentare adottato dal ministro dello sviluppo economico di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze. Prevista la concessione di una proroga di un anno (assunto come tempo medio richiesto per la procedura di rassegnazione) per le imprese che abbiano sofferto di ritardi nell’erogazione di contributi a causa degli effetti della perenzione. La norma non si estende all’erogazione del saldo, che presuppone l’avvenuto completamento dell’investimento.

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