Con il concordato azienda rilanciata

Con il concordato azienda rilanciata

Il Sole 24 Ore – 07 giugno 2012

Alla fine, all’appello mancano solo le procedure di allerta. Del lavoro del gruppo istituito presso il ministero della Giustizia con l’obiettivo di modificare alcuni aspetti della legge fallimentare è stato recepito quasi tutto nel testo del decreto legge. Resta una parte sulle esecuzioni che potrebbe essere inserita in sede di conversione.

Giovanni Negri

Alla fine, all’appello mancano solo le procedure di allerta. Del lavoro del gruppo istituito presso il ministero della Giustizia con l’obiettivo di modificare alcuni aspetti della legge fallimentare è stato recepito quasi tutto nel testo del decreto legge. Resta una parte sulle esecuzioni che potrebbe essere inserita in sede di conversione. Ultimo ingresso una misura di natura penale per sanzionare il professionista che «espone informazioni false ovvero omette di riferire informazioni rilevanti» nell’ambito degli accordi di ristrutturazione del debito oppure di esecuzione delle nuove norme sul concordato fmalizzato alla continuità aziendale. Pesante la sanzione prevista: la reclusione da 2 a 5 anni e la multa da 50mila a 100mila euro. Con possibilità oltretutto di aumentare la pena sino alla metà se dal fatto illecito è derivato un danno ai creditori. Sempre per quanto riguarda i professionisti, vengono meglio precisati i requisiti di autonomia di chi attesta la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità (e non più la semplice ragionevolezza) del piano di risanamento: oltre a non dovere essere legato all’impresa stessa (un’incompatibilità che agisce anche in maniera retroattiva ai 5 anni precedenti e investe anche la partecipazione a organi di amministrazione e controllo), il professionista deve essere svincolato da tutti coloro che hanno interesse all’operazione di risanamento. Le altre modifiche si occupano del concordato preventivo, permettendo l’accesso alle forme di protezione previste dall’istituto in via anticipata. Così, l’imprenditore può depositare il ricorso con la domanda di concordato riservandosi di presentare solo in un secondo momento la proposta, il piano e la documentazione relativa. Lo slittamento può arrivare, su autorizzazione della magistratura, sino a 180 giorni. Inserita una disposizione sui contratti in corso di esecuzione, stabilendo che l’imprenditore al momento della presentazione della domanda di concordato preventivo può chiedere all’autorità giudiziaria lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione oppure la loro sospensione. In questi casi al contraente spetta però un risarcimento per mancato adempimento. Via libera poi al concordato in continuità aziendale con l’obiettivo di agevolare la prosecuzione dell’attività. In questa prospettiva va letta la possibilità che il piano preveda la sospensione fmo a un anno del pagamento dei crediti privilegiati. I contratti in essere possono proseguire e l’impresa può comunque gareggiare per appalti pubblici. Bloccata poi l’operatività della causa di scioglimento delle società per perdita del capitale quando si sceglie di ristrutturare il debito secondo una delle procedure previste dalla legge fallimentare. Per gli accordi di ristrutturazione del debito si scandisce il pagamento dei creditori estranei entro 120 giorni dall’omologazione in caso di crediti già scaduti a quella data oppure entro 120 giorni dalla scadenza per quelli non ancora scaduti.

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