Ai giovani solo un’impresa su dieci

Ai giovani solo un’impresa su dieci

Il Sole 24 Ore – 11 giugno 2012

Poco più di una su dieci. Le colonne d’Ercole dell’imprenditoria giovanile si posizionano qui: all’11,4% di incidenza, sul totale delle aziende. La fotografia scattata da InfoCamere, che ha elaborato i dati del Registro delle Imprese, ritrae la consistenza delle aziende “giovanili”, indicate come l’insieme di realtà in cui la partecipazione di under 35 risulta complessivamente superiore al 50%, mediando cariche attribuite e quote di partecipazione all’interno del capitale delle società.

Imprese giovanili al 31.12.2011

Andrea Biondi

Poco più di una su dieci. Le colonne d’Ercole dell’imprenditoria giovanile si posizionano qui: all’11,4% di incidenza, sul totale delle aziende. La fotografia scattata da InfoCamere, che ha elaborato i dati del Registro delle Imprese, ritrae la consistenza delle aziende “giovanili”, indicate come l’insieme di realtà in cui la partecipazione di under 35 risulta complessivamente superiore al 50%, mediando cariche attribuite e quote di partecipazione all’interno del capitale delle società. L’istantanea rimanda a un mondo fatto per lo più di ditte individuali (73,2%) e di aziende attive soprattutto nei settori delle costruzioni e nei “servizi di alloggio e ristorazione” (14,9%). Guardando invece al dato per regione, a svettare per incidenza delle imprese giovanili sul totale è la Calabria (16,6%), seguita da Campania e Sicilia (1.4,9%). Il podio potrebbe apparire inusuale, «ma il dato- afferma Matteo Caroli, ordinario di Gestione delle imprese alla Luiss – va letto considerando proprio la preponderanza, a livello nazionale e ancora di più in queste regioni, di imprese individuali». In definitiva, «questa forte tendenza deigiovani meridionali a fare impresa può essere considerata come un tentativo di costruirsi un’occupazione, considerata la debolezza del tessuto produttivo più tradizionale». L’immagine che nel complesso viene restituita dall’analisi di InfoCamere è comunque quella di una realtà ancora troppo marginale, sulla quale anche il governo Monti aveva iniziato a interrogarsi. Va senz’altro in questa direzione il decreto liberalizzazioni (poi convertito nella legge 27/2012) che aveva previsto per gli under 35 la possibilità di costituire Srl semplificate con capitale simbolico di un euro. Una misura, questa, che lo stesso esecutivo avrebbe pensato di ampliare, non limitandola ai soli “giovani”, con il tanto discusso e atteso decreto sviluppo. Sta di fatto che, al momento, non è mai arrivato il decreto del ministero della Giustizia, «di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro dello Sviluppo economico» che avrebbe dovuto mettere nero su bianco lo schema di statuto di queste Srl entro 60 giorni dal 25 marzo (data di entrata in vigore della legge). Ora le ultime bozze del decreto Sviluppo – atteso al varo del Cdm – oltre a estendere la possibilità a tutti di Srl semplificata con capitale 1 euro, per le misure attuative farebbero riferimento non più a un decreto, ma a un atto di natura «non regolamentare del ministero della Giustizia», senza un termine. A ogni modo, se l’intento era quello di dare una sferzata all’imprenditoria giovanile, il trascorrere del tempo non fa di certo bene. Tanto più che il trend è in peggioramento. Guardando infatti a un altro dato, sempre frutto di elaborazioni InfoCamere su dati del Registro delle Imprese e focalizzandosi sulle sole imprese individuali (per le quali si hanno i dati storici), quelle con titolare under 30 dal 2006 sono diminuite del 13,9 per cento: 37.290 in meno, a quota 229.822. Quel che è peggio è che il calo è stato anche superiore rispetto alla flessione del totale delle ditte individuali. E così il peso di quelle con titolari sotto i 30 anni è sceso dal 7,6% del 2006 fino al 6,8% del 2011. «Stiamo assistendo- commenta Stefano Manzocchi, direttore Luiss Lab of Euro- pean Economics – a un progressivo innalzamento dell’età media degli imprenditori». Questo per vari motivi: «Da una parte le imprese più antiche e strutturate hanno fatto riferimento ai patrimoni personali per essere tenute in vita in questo periodo di crisi. Dall’altra – aggiunge Manzocchi – le restrizioni del credito e il peso del fisco non aiutano». Sull’inopportunità di cercare misure taumaturgiche immediate ammonisce però Giulio Sapelli, docente di Economia all’Università Statale di Milano. «La crisi – dice – è un fenomeno di lungo periodo. In periodi di recessione come questi si rischia di meno, non di più. Difficile pensare a un aumento delle imprese fatte da giovani in una fase eco- nomica che non è di ascesa». La politica a questo punto «può fare solo una cosa: tornare a pensare a misure neokeynesiane. La mano pubblica nell’economia sarà fondamentale».

Annunci

Un pensiero su “Ai giovani solo un’impresa su dieci

  1. Ringraziamo tutti quanti l’iter governativo per l’attuazione del decreto interministeriale per l’emanazione dello statuto standard per le nuova srl semplificata. tale decreto doveva essere pubblicato in G.U. già dal 25 maggio scorso, ma questi gravi e inspiegati ritardi non fanno altro che danneggiare i giovani aspiranti imprenditori, che aspettano ormai da gennaio (data del decreto crescitalia) dove veniva promessa la possibilità per i giovani di prire una srl semplificata al costo di 1 euro e senza ulteriori spese notarili di bollo e quantaltro. Siamo al 12 giugno ed il decreto non è stato ancora pubblicato. Grazie mille

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...