All’avvocato basta la Pec

All’avvocato basta la Pec

Il Sole 24 Ore – 21 giugno 2012

La posta elettronica viene in soccorso degli avvocati. L’obbligo di indicare l’indirizzo di pec, operativo per effetto della legge di stabilità, a partire dal primo febbraio, esonera il legale dall’elezione di domicilio quando si trova a dovere patrocinare una causa fuori dalla circoscrizione del tribunale cui è assegnato.

Giovanni Negri

La posta elettronica viene in soccorso degli avvocati. L’obbligo di indicare l’indirizzo di pec, operativo per effetto della legge di stabilità, a partire dal primo febbraio, esonera il legale dall’elezione di domicilio quando si trova a dovere patrocinare una causa fuori dalla circoscrizione del tribunale cui è assegnato. Lo stabiliscono le Sezioni unite della Cassazione con la sentenza n. 10143 del 20 giugno 2012 che ha fornito una nuova interpretazione dell’articolo 82 dell’ordinamento forense (regio decreto n.37 del 1934). L’intervento delle Sezioni unite si è occupato di un giudizio pendente in grado di appello con un avvocato iscritto a un consiglio dell’Ordine diverso da quello della circoscrizione in cui ricade la sede della corte territoriale, ma appartenente comunque allo stesso distretto. Una situazione che non esonera comunque il legale dall’obbligo di elezione del domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria oppure, in caso di mancato spostamento, di considerare come domicilio quello della cancelleria dell’autorità giudiziaria stessa. Detto questo, però, va tenuto conto, sottolineano le Sezioni unite, del cambiamento del quadro normativo. Novità che hanno avuto un’anticipazione con quanto stabilito a inizio 2010, quando, per effetto della legge n. 24, di conversione del decreto legge 193/09, è stato stabilito che, fatti salvi espliciti divieti da parte della legge, la notificazione può esser eseguita a mezzo posta elettronica certificata anche attraverso estrazione di copia automatica del documento cartaceo. Un favore per forme innovative di comunicazione corroborato in seguito, sempre nel 2010 però, dalla Corte costituzionale che dichiarò l’illegittimità delle disposizioni sull’opposizione all’ordinanza ingiunzione, nella parte in cui consideravano vincolante la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio dell’opponente o, in alternativa, l’effettuazione delle notificazioni attraverso deposito in cancelleria. In seguito sono arrivate le modifiche al Codice di procedura civile determinate dalla legge di stabilità, operative sul punto da febbraio, in base alle quali è stato messo in capo al difensore l’obbligo di indicare negli atti di parte, (citazione, ricorso, comparsa, controricorso, precetto) il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al proprio ordine di riferimento. Per le Sezioni unite, allora, non è più necessaria l’elezione di domicilio da parte dell’avvocato che presta assistenza fuori dal tribunale di assegnazione. Come pure va accantonata la possibilità alternativa di elezione fittizia dello stesso domicilio nella cancelleria dell’ufficio interessato. Basta l’indicazione dell’indirizzo pec che oltretutto, rispetto alla notifica in cancelleria è più veloce e offre più garanzie all’avvocato destinatario.

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