Srl a un euro, credito difficile

Srl a un euro, credito difficile

Il Sole 24 Ore – 30 agosto 2012

Operativa da ieri la possibilità di avviare società a responsabilità limitata semplificata (Srls) tra under 35 che devono essere costituite dal notaio su modello standard ministeriale di atto costitutivo (comprensivo dello statuto) e che possono avere anche un solo euro come capitale sociale.

Giorgio Costa

Operativa da ieri la possibilità di avviare società a responsabilità limitata semplificata (Srls) tra under 35 che devono essere costituite dal notaio su modello standard ministeriale di atto costitutivo (comprensivo dello statuto) e che possono avere anche un solo euro come capitale sociale. E questo in ragione dell’entrata in vigore, ieri 29 agosto, del Dm Giustizia 138 del 23 giugno 2012 (Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012), che detta l’atto costitutivo standard della Srl semplificata. La formulazione con Dm dell’atto costitutivo standard era indispensabile perché il nuovo articolo 2463-bis del codice civile (legge 27/2012) afferma che «l’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato con decreto». Tra le caratteristiche fondamentali di questo tipo di società c’è il fatto che l’atto costitutivo deve coincidere con quello dettato dal Dm Giustizia. Non è quindi consentita alcuna variazione rispetto al modello standard, “prezzo” da pagare per beneficiare di costi di costituzione ridotti e notevoli semplificazioni rispetto alla procedura di costituzione di una Srl normale. Tra i costi azzerati vi sono quelli notarili: «Ciò che conta in questo momento- spiega Giancarlo Laurini, presidente del Notariato – è cercare di fornire da parte di ognuno il contributo concreto alla crescita del Paese». Ora si tratta di vedere, dopo il primo giorno e la prima concreta realizzazione di una Srsl, quante se ne costuiranno e se le banche ne sosterranno lo sforzo. «Dal punto di vista credirtizio – spiega Stefano Rossetti, responsabile Pmi Italia di Unicredit – che per una Srl si versi un euro di capitale sociale o se ne versino 3mila cambia davvero poco. Quel che conta è l’idea e la sua validità ma dal punto di vista finanziario è logico che la banca chieda garanzie per i denari che presta, visto che con un euro di capitale sociale impresa non se ne fa proprio». E allora servono «o fideiussioni, oppure garanzie personali o dei genitori e questo non cambia da Nord a Sud», continua Rossetti che ricorda lo sforzo di Unicredit (35 miliardi in tre anni) a favore delle imprese. E se le banche ci mettono i fondi, non sempre le imprese li chiedono: è il caso che si sta verificando in casa Banca Marche che nell’aprile scorso ha avviato l’operazione “Youstartup” risvolto proprio ai giovani imprenditori under 35 e dotato di un plafond di 100 milioni. «Il risultato – spiega Giordano Fulvi, responsabile servizio imprese Banca Marche – è che abbiamo avuto poche decine di contatti e importi erogati che arrivano a malapena al milione di euro. In ogni caso sono necessarie garanzie, reali o finanziarie, aggiuntive perché con un euro di capitale non si può pensare di fare molta strada. E in questo senso il ruolo dei Confidi diventa di importanza essenziale per abbassare i costi del credito». E i Confidi – a fine 2010 erano 676 i soggetti iscritti negli elenchi Bankitalia con un valore di garanzie rilasciate superiori ai 25 miliardi – confermano la loro disponibilità ad assecondare le neo Srls. «Resta il fatto che si fa fatica a spingere imprese senza capitale – spiega Emanuel Danieli, direttore di Fidindustria Emilia-Romagna – ma le richieste di finanziamento devono essere equilibrate rispetto all’idea di impresa. Possiamo però fare molto per favorire la crescita e diffondere una vera cultura finanziaria che parte dalla disponibilità di mezzi propri e di capitale di rischio».

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