Per la mediazione tagliando di qualità

Per la mediazione tagliando di qualità

Il Sole 24 Ore – 10 ottobre 2012

Per gli organismi di mediazione, ormai vicini a sfondare quota mille in tutto il paese, arriva il “tagliando” di qualità. Oggi al ministero della Giustizia verrà varato il tavolo che dovrà portare alla redazione del manuale sugli standard minimi da esigere (e poi da verificare nei fatti) per gli enti impegnati nella mediaconciliazione obbligatoria.

Alessandro Galimberti

Per gli organismi di mediazione, ormai vicini a sfondare quota mille in tutto il paese, arriva il “tagliando” di qualità. Oggi al ministero della Giustizia verrà varato il tavolo che dovrà portare alla redazione del manuale sugli standard minimi da esigere (e poi da verificare nei fatti) per gli enti impegnati nella mediaconciliazione obbligatoria. A parlare dell’avvio del monitoraggio su un tema molto caro ai professionisti – in particolare agli avvocati – è stato ieri Giancarlo Triscari, delegato ministeriale alla tenuta del Registro degli organismi di mediazione, nel corso del convegno di Unioncamere sui «vantaggi della mediazione civile e commerciale per imprese e professionisti». Vantaggi in teoria notevoli, visto che nel primo anno e mezzo di vigenza la mediazione in 101 Camere di commercio chiude con un bilancio di 30.331 procedimenti depositati: oltre 60mila tra imprese e consumatori sono stati chiamati a cercare di risolvere un contenzioso civile mediamente di 96mila euro al di fuori delle aule dei Tribunali. Ma non è tutto oro quello che luccica, perché solo nel 16% dei casi la soluzione è stata trovata in quella sede, comunque in soli 47 giorni lavorativi. Il problema, messo bene in luce dalla ricerca presentata per l’occasione, è di una perdurante assenza di cultura diffusa sulle Adr, perché tra l’altro – come ha spiegato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti – i cittadini continuano a fidarsi ancora e quasi sempre solo del giudice togato. Ma il sistema non regge più, e quindi è necessario implementare le Adr senza però abbandonare «la strada maestra della specializzazione». E a proposito di arretrato civile, il presidente del Cnf, Guido Alpa, ha auspicato una legge che rimetta alle camere arbitrali il compito di smaltire il carico, «visto che qualsiasi altra soluzione sin qui prospettata non ha la minima possibilità di riuscita».

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