Contratto di rete alla ricerca di una identità giuridica

Contratto di rete alla ricerca di una identità giuridica

Italia Oggi – 19 ottobre 2012

Sarà affidata ai sottoscrittori del contratto di rete la determinazione o meno della personalità giuridica. E’ questo l’effetto delle modifiche, a opera del decreto Crescita-bis n. 180, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 245 in supplemento ordinario 179/L, alla prima versione contenuta nel decreto crescita con riferimento all’istituzione del fondo comune.

Stefano Loconte – Laura Armenise

Il contratto di rete alla ricerca di una identità giuridica. Sarà affidata, infatti, ai sottoscrittori la determinazione o meno della personalità giuridica. E questo l’effetto delle modifiche, a opera del decreto Crescita-bis n. 180, che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 245 in supplemento ordinario 179/L, alla prima versione contenuta nel decreto crescita con riferimento all’istituzione del fondo comune. Con il dl 83/2012, convertito in legge dalla legge 134/12, cosiddetto decreto Crescita, il legislatore è tornato ad affrontare all’art. 45 il tema dei contratti di rete, già disciplinato dal comma 4-ter dell’art. 3 del dl 5/2009 come snaesaivamente convertito e modificato, e definito come il contratto con cui “più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato”. Il contratto di rete è, in sostanza, lo strumento giuridico attraverso il quale si crea una rete di imprese che agiscono in maniera coordinata, sebbene indipendenti tra loro, con lo scopo di accrescere la rispettiva capacità innovativa e la competitività. Le caratteristiche della rete di imprese possono dunque essere individuate (i) nell’accrescimento della capacità innovativa e della competitività, (ii) nella collaborazione tra le imprese partecipanti sulla base di un programma di imprese e (iii) nella autonomia imprenditoriale di ciascuna delle imprese partecipanti. In dottrina si è dibattuto a lungo su quali possano essere i soggetti partecipanti a una rete di imprese e ciò considerato che la norma sopra menzionata fa riferimento alla sola qualità dell’imprenditore e al requisito dell’iscrizione dei partecipanti nel registro imprese. Sarebbero dunque gli “imprenditori” nella definizione di cui all’art. 2082 c.c., i soggetti che possono prendere parte a un contratto di rete e, secondo la dottrina tanto gli imprenditori individuali, quanto gli imprenditori agrari, tanto le società di persone quanto le società di capitali, le cooperative, i consorzi, le Ati, e per alcune parte anche le imprese sociali e quella operanti con la forma giuridica di enti senza scopo di lucro. Le “imprese” partecipanti alle rete, al fine di realizzare lo scopo che si sono prefissate, devono redigere un programma comune e impegnarsi (i) “a collaborare io forme e in ambiti predeterminati” ; o (ii) “scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica”, o (iii) “ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa”. Il contratto di rete, oltre agli elementi cosiddetti necessari, può anche presentare elementi definiti eventuali quali l’istituzione del fondo patrimoniale comune con relativa disciplina, l’indicazione della misura e dei criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e la nomina di un soggetto che funga da organo comune per l’esecuzione del contratto, nonché la previsione di clausole di altro tipo quali per es. di recesso anticipato. La disciplina introdotta dal decreto Crescita, prevede altresì che, nel caso in cui il contratto di rete preveda l’istituzione del fondo patrimoniale comune e dell’organo comune, la pubblicità presso il registro delle imprese si intende adempiuta mediante l’iscrizione del contratto nel registro delle imprese del luogo ove ha sede la rete. Questa ultima disposizione sembrerebbe tuttavia essere stata soppressa dal decreto Sviluppo-bis ma contestualmente sembrerebbe essere stata mantenuta la disposizione di cui al comma 4-quater ultima parte ai sensi del quale se è prevista l’istituzione del fondo comune, la rete può iscriversi nella sezione ordinaria del registro imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede. Secondo l’attuale formulazione del comma 4-quater del dl 5/2009, il contratto di rete è soggetto all’iscrizione nel registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante alla rete e la sua efficacia “inizia a decorrere da quandoè stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che sono stati sottoscrittori originari” e che coon l’iscrizione nel registro delle imprese la “rete acquista soggettività giuridica”. Previsione, quest’ultima che sembrerebbe invece essere stata modificata a distanza di pochissimi mesi dal, decreto Sviluppo-bis che, anche al fine di eliminare i dubbi sorti in relazione all’obbligatorietà o facoltatività dell’acquisto della soggettività giuridica, sembrerebbe aver modificato la disposizione precisando che il contratto di rete che prevede l’istituzione dell’organo comune e del fondo patrimoniale comune e “non è dotato di soggettività giuridica, salva la facoltà di acquisto della stessa ai sensi del comma 4-quater ultima parte”. Conseguentemente, sembrerebbe rimessa alla volontà dei partecipanti alla rete l’acquisizio della personalità giuridica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...