La fattura elettronica «vale» come quella ordinaria

La fattura elettronica «vale» come quella ordinaria

Il Sole 24 Ore – 30 novembre 2012

Il recepimento della direttiva 45/2010, affidato a un decreto legge che sarà emanato in uno dei prossimi Consigli dei ministri, conferma le scelte già operate dal ministero dell’Economia e delle finanze in tema di fattura elettronica. Verrà equiparata in tutto e per tutto alla fattura cartacea, semplificandone le modalità di formazione e emissione. Inoltre sarà previsto che la fattura cartacea o la fattura analogica formata elettronicamente possa essere conservata elettronicamente.

Alessandro Mastromatteo – Benedetto Santacroce

Il recepimento della direttiva 45/2010, affidato a un decreto legge che sarà emanato in uno dei prossimi Consigli dei ministri, conferma le scelte già operate dal ministero dell’Economia e delle finanze con la consultazione che si era conclusa il 25 settembre scorso. Una delle principali novità contenute nello schema di decreto legge riguarda la fattura elettronica che viene equiparata in tutto e per tutto alla fattura cartacea, semplificandone le modalità di formazione e emissione. Inoltre sempre in materia di fattura viene previsto che la fattura cartacea o la fattura analogica formata elettronicamente possa essere conservata elettronicamente. Rimane, invece, obbligatoria la conservazione elettronica delle fatture elettroniche propriamente dette. Più nel dettaglio per essere qualificata come elettronica, una fattura deve essere emessa e ricevuta in formato elettronico. Inoltre la fattura, cartacea o elettronica, si considera emessa all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente. La scelta del formato non ha alcun effetto sulla natura elettronica del documento e può essere scelto liberamente dai soggetti passivi. Può trattarsi, per esempio, di fatture sotto forma di messaggi strutturati in formato XML oppure di altri tipi di formato elettronico come un messaggio di posta elettronica con un allegato in Pdf o un fax ricevuto in formato elettronico anziché cartaceo. Non tutte le fatture create in formato elettronico possono essere considerate fattura elettronica per il destinatario. Le fatture create infatti in formato elettronico, ad esempio tramite un software di contabilità o un software di elaborazione di testi, ma inviate e ricevute su carta, costituiscono fatture elettroniche solamente per l’emittente ma non per il destinatario perché manca la sua accettazione. Il requisito essenziale per configurare infatti una fattura come elettronica risiede, secondo lo schema di decreto, nell’accettazione del destinatario. Il legislatore nazionale si differenzia dalla scelta fatta a livello comunitario che in luogo dell’accettazione prediligeva l’esistenza di un accordo. La differenza non può considerarsi sostanziale e l’accettazione come l’accordo può avvenire anche sulla base del semplice comportamento del cliente (per la specifica si tenga in considerazione le note esplicative in tema di fatturazione emanata dalla Dg Taxud della Commissione UE nel corso del 2011). In particolare, l’eventuale trattazione ovvero il pagamento della fattura ricevuta costituiscono infatti, per la Commissione europea, comportamenti concludenti tali da far ritenere validamente manifestata la volontà a ricevere fatture elettroniche. Altra novità essenziale rispetto al passato è la libertà che viene lasciata al soggetto passivo di individuare le modalità con cui assicurare autenticità dell’origine, integrità del contenuto e leggibilità della fattura (nuovo articolo 21, comma 3, del Dpr 633/72). Infatti, oltre all’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente o l’utilizzo di sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati, tali requisiti possono essere garantiti mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile. Quanto alla conservazione delle fatture, lo schema di decreto, propone una modifica dell’articolo 39 del Dpr 633/1972 richiedendo che le fatture elettroniche siano conservate in modalità elettronica, mentre le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente. La possibilità, e non l’obbligo, di conservare elettronicamente le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee, appare sì in grado di favorire i contribuenti di minori dimensioni, ma non tiene comunque conto della normativa, di tipo speciale, dettata in materia di fatturazione elettronica obbligatoria verso la pubblica amministrazione dall’articolo 1, commi 209-214 della legge 244/2007 ovvero le regole tecniche di prossima emanazione.

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