Il rischio di doppie verifiche tra white list e rating Antitrust

Il rischio di doppie verifiche tra white list e rating Antitrust

Il Sole 24 Ore – 05 dicembre 2012

I prefetti restano il cardine della lotta alle infiltrazioni criminali nei lavori pubblici, aggiungendo alle competenze sull'”informativa” la gestione delle white list ovvero elenchi aperti istituiti presso le Prefetture che si affiancano alle informative.
Il sistema delle liste di soggetti idonei, già prima di entrare in vigore per tutte le opere, rischia però sovrapposizioni con il rating di legalità concesso dall’Antitrust.

Cristian Immovilli – Guglielmo Saporito

I prefetti restano il cardine della lotta alle infiltrazioni criminali nei lavori pubblici, aggiungendo alle competenze sull'”informativa” la gestione delle white list. Questi sono elenchi istituiti presso le Prefetture, che si affiancano alle informative con la fondamentale differenza di essere elenchi aperti, e non giudizi espressi volta per volta, come i singoli provvedimenti. Le liste sono volute dall’articolo 1 comma 52 della legge 190/2012 (anticorruzione), a fianco dei protocolli di legalità in tema di antimafia. Si tratta di elenchi che dovrebbero essere attivati in tempi brevi, non appena sarà pubblicato un decreto attuativo, atteso entro la fine di gennaio 2013. I settori interessati sono quelli ritenuti maggiormente a rischio, e la prima iscrizione potrà avvenire a semplice richiesta, con domanda da indirizzare alla Prefettura della provincia dove l’impresa ha sede. Un elenco delle imprese non soggette a rischio di infiltrazione è già operativo per le imprese impegnate nella ricostruzione postsismica in Emilia e in Abruzzo, nel piano sulle carceri e per l’Expo 2015. L’elenco stesso delle attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione potrà essere ampliato, partendo da quelle attività (trasporti, movimento terra) già indicate nella direttiva del ministro dell’Interno Maroni n.4610 del 13 giugno 2010. Il sistema delle liste di soggetti idonei, già prima di entrare in vigore per tutte le opere, rischia sovrapposizioni: va, infatti, coordinato con la lista che l’articolo 4 comma 13 del Dl sviluppo (70/2011) prevede per subforniture e subappalti. L’elenco delle imprese indenni da rischi di infiltrazioni concorre poi con l’attribuzione di un rating di legalità (articolo 5 ter Dl 1/2012, ora legge 27/2012). La gestione di tale ulteriore elenco spetta all’Antitrust, che vi inserisce a richiesta le imprese che rispettino codici etici, abbiano organi di controllo (Dlgs 231/2001), ovvero sottoscrivano protocolli di legalità. Per ogni requisito soddisfatto, l’Antitrust attribuisce un punteggio che consiste in un + e in una stella (fino ad un massimo di tre). Il rating concesso dall’Antitrust, di fatto, rischia di sovrapporsi alle white liste prefettizie, tant’è vero che le imprese comprese nell’elenco dell’Autorità devono già possedere requisiti antimafia ma non devono necessariamente essere iscritte in white liste prefettizie. Se l’impresa che chiede l’iscrizione all’elenco Antitrust è anche giudicata favorevolmente dalla Prefettura, ha diritto ad un incremento di punti. Ma se all’impresa manca l’iscrizione in white list, non si perdono punti.

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