Agenda digitale, si parte con 900 milioni

Agenda digitale, si parte con 900 milioni

Il Sole 24 Ore – 06 gennaio 2013

Banda larga e documento digitale unico. Per i due tasselli centrali dell’Agenda digitale si entra nel vivo, con un piano di attuazione che dovrà procedere a tappe forzate per ridurre al minimo gli impegni da lasciare in eredità al prossimo governo.
Bandi da 500 milioni al Sud e 310 al Centro Nord sulla banda larga. In arrivo i decreti sul documento unico.

Carmine Fotina

Banda larga e documento digitale unico. Per i due tasselli centrali dell’Agenda digitale si entra nel vivo, con un piano di attuazione che dovrà procedere a tappe forzate per ridurre al minimo gli impegni da lasciare in eredità al prossimo governo. «Entro gennaio arriveranno i decreti attuativi sul documento unificato, sull’Anagrafe unica della popolazione e sul domicilio digitale» spiega Roberto Sambuco, capo dipartimento del ministero dello Sviluppo economico e membro italiano dei Digital Champions della Ue. «Insieme al ministro Passera stiamo inoltre lavorando perché a febbraio siano pronti i bandi di gara per i progetti sulla banda larga». Sul piatto c’è innanzitutto un bando di gara per la diffusione della banda ultralarga nelle regioni del Mezzogiorno, con 500 milioni di euro disponibili nell’ambito del Piano azione Coesione. Sempre a febbraio sono attesi anche i bandi per la riduzione del “digital divide” relativo al livello base della banda larga. «In questo caso – anticipa Sambuco – si tratta di 120 milioni al Sud (fondi residui) e di almeno 310 milioni al Centro-Nord, perché ai 150 milioni stanziati dal decreto sviluppo si sono appena aggiunti 160 milioni messi a disposizione dalle Regioni con le quali abbiamo già avuto modo di fissare un incontro». Va detto che il piano italiano per la banda ultralarga, recentemente approvato dalla Commissione europea, è ben più modesto nelle risorse rispetto alle iniziative di Paesi come Germania e Inghilterra. Al momento, ad esempio, il Centro-Nord non è incluso nei progetti e bisognerà aspettare la programmazione dei fondi europei 2014-2020. Per non sfigurare nel prossimo futuro, dunque, servirà il massimo impegno nel corso della prossima legislatura. «La modernizzazione della Pa e dell’economia pubblica attraverso internet sarà al centro dei programmi elettorali – commenta Sambuco – ma credo sia necessario fare un passo in più e pensare per il prossimo governo a un vero e proprio ministro per l’Agenda digitale». Sarebbe un modo, prosegue, «per dare continuità al lavoro fatto nel gruppo Digital Champions, coordinato dall’eccellente commissario Ue Neelie Kroes. Un ministro unico renderebbe anche più agevole la governance della nuova Agenzia che oggi è condivisa oltre che da Palazzo Chigi da quattro dicasteri. Troppi». In realtà una scossa potrebbe arrivare subito, velocizzando l’ultimo passaggio amministrativo mancante per rendere operativo Agostino Ragosa, dg dell’Agenzia. Del resto, sono tanti i compiti che il decreto sviluppo assegna proprio all’Agenzia e i tempi sono sempre più stretti. «Per rendere operativo l’intero pacchetto – sottolinea Stefano Parisi, presidente di Confindustria digitale – servono 32 provvedimenti e siamo decisi a spingere sull’esecutivo uscente perché il programma si concretizzi». In un caso (aggiornamento dell’indice degli indirizzi di posta elettronica certificata) il termine previsto (19 dicembre 2012) è già stato superato. Per il documento unificato, rassicura invece Sambuco, i due decreti attuativi sono ormai pronti. Il nuovo documento sostituirà la carta di identità, la tessera sanitaria (Ts) e la tessera del codice fiscale, mentre la tessera europea di assicurazione sanitaria, attualmente presente sul retro della Ts, sarà rilasciata come tessera aggiuntiva. Definite anche le caratteristiche tecnologiche: la carta sarà dotata di due microprocessori (uno contatcless e uno a contatto). Entro il mese via libera anche per l’Anagrafe unica della popolazione che, su piattaforma Sogei, intreccerà i dati della Pa per rendere i cittadini immediatamente “riconoscibili” presso qualsiasi ufficio pubblico. Secondo il cronoprogramma, dovrebbero arrivare subito anche il domicilio digitale, che permetterà ai cittadini muniti di posta elettronica certificata di comunicare via mail con la Pa, e il regolamento per semplificare gli scavi per la fibra ottica. Tempi più lunghi, invece, per l’attuazione delle norme sui pagamenti elettronici tra Pa e cittadini e tra clienti e negozianti e professionisti.

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