Senz’albo, attività trasparenti

Senz’albo, attività trasparenti

Italia Oggi – 19 febbraio 2012

Via all’iscrizione delle associazioni all’elenco tenuto dal ministero dello sviluppo economico. Con l’entrata in vigore della legge sui senz’albo (n. 4/2013 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013, n. 22), lo Sviluppo economico ha infatti pubblicato sul proprio sito internet le istruzioni e i modelli da compilare per poter accedere all’elenco delle associazioni professionali che dichiarano di possedere le caratteristiche previste dalla nuova normativa.

Gabriele Ventura

Via all’iscrizione delle associazioni all’elenco tenuto dal ministero dello sviluppo economico. Con l’entrata in vigore della legge sui senz’albo (n. 4/2013 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013, n. 22), lo Sviluppo economico ha infatti pubblicato sul proprio sito internet le istruzioni e i modelli da compilare per poter accedere all’elenco delle associazioni professionali che dichiarano di possedere le caratteristiche previste dalla nuova normativa. Vediamo nel dettaglio.
Cosa prevede la legge
La legge 14 gennaio 2013, n.4, all’art.2, comma 7, prevede che il ministero dello sviluppo economico pubblichi sul proprio sito web un elenco delle associazioni professionali e delle loro forme aggregative che dichiarano di possedere i requisiti previsti dalla stessa legge agli articoli 2 e 3, anche per consentire agli utenti e agli stessi professionisti la conoscenza di elementi utili sugli organismi che, tra gli altri, riuniscono gli operatori del mercato dei servizi professionali. Il ministero specifica anche che l’elenco «ha una finalità esclusivamente informativa e non un valore di graduatoria odi rilascio di giudizi di affidabilità da parte del ministero dello sviluppo economico». Ed evidenzia anche che «possono svolgere l’attività anche i professionisti non iscritti ad alcuna associazione o iscritti ad associazioni non presenti sul sito del ministero». Le associazioni, poi, possono anche autorizzare i propri iscritti a utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione come marchio di qualità dei propri servizi, sottoponendosi però a ulteriori condizioni previste all’art.5, comma 2. «Le associazioni di cui all’elenco, quindi», si legge sul sito del ministero, «sono chiamate a un’azione di attuazione delle finalità della legge e a un particolare impegno nei confronti dei consumatori e dei professionisti».
Come accedere all’elenco
Le associazioni e le forme aggregative che intendono entrare nell’elenco devono presentare al ministero dello sviluppo economico il modello di dichiarazione pubblicato sul sito web del ministero stesso, corredato dell’allegato previsto per le rispettive situazioni. Una sezione apposita andrà compilata soltanto dalle associazioni che intendano autorizzare i propri iscritti a utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione come marchio di qualità dei propri servizi. Il modello e gli allegati devono essere firmati, sotto la propria responsabilità, dal legale rappresentante dell’associazione (o forma aggregativa). La dichiarazione deve essere accompagnata da fotocopia di un documento di identità, in corso di validità, del legale rappresentante dell’associazione (o forma aggregativa). II modello può essere presentato al ministero mediante: spedizione per posta, in forma cartacea, all’indirizzo indicato nel modello stesso; posta elettronica, con messaggio indirizzato a uno degli indirizzi e-mail indicati; posta elettronica certificata, con messaggio indirizzato all’indirizzo indicato. Il ministero verificherà la correttezza formale della dichiarazione presentata, con particolare riferimento all’effettiva disponibilità sul sito web dell’associazione degli elementi informativi previsti dalla legge e alla coerenza con quanto dichiarato al ministero. «A tale proposito», specifica il ministero, «si ritiene essenziale che l’utente possa accedere a tali dati direttamente dalla pagina iniziale del sito e senza la necessità di preventiva registrazione, anche a tutela dei propri dati personali». Mentre ai fini dell’inserimento dell’elenco degli iscritti da parte dell’associazione, previsto dall’art. 5,comma 2, lettera b), «sarà opportuno che le associazioni interessate acquisiscano dai propri iscritti, ove non ne dispongano già, una dichiarazione di consenso relativa alla pubblicazione dei propri dati personali, ai sensi della normativa vigente in tema di privacy».
Le forme aggregative
Anche alle forme aggregative di associazioni professionali si applica l’art.2, comma 7, che prevede il loro inserimento nell’elenco tenuto dal ministero dello sviluppo economico, ma con alcune limitazioni. L’art.5, comma 1, infatti, relativo agli elementi informativi che comunque le forme aggregative, come le associazioni, devono pubblicare nel proprio sito web, ricorda il ministero, si riferisce alle sole associazioni. «Tuttavia», si legge nel documento di istruzioni, «si ritiene necessario che la forma pubblichi sul proprio sito web l’elenco completo delle associazioni che vi aderiscono, anche per evidenziare la propria effettiva rappresentatività. Inoltre, si ritiene comunque importante che vengano pubblicati alcuni degli elementi previsti dall’art. 4, comma 1, e in particolare quelli indicati nelle lettere a), c) e d), che riguardano gli elementi essenziali della forma aggregativa (atto costitutivo, statuto, struttura ed organi sociali)». Quindi, le forme aggregative dovranno presentare una dichiarazione in forma specifica e ridotta rispetto alle singole associazioni.

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