Società cancellata, sì ai rimborsi

Società cancellata, sì ai rimborsi

Il Sole 24 Ore – 26 febbraio 2013

Come gestire il rimborso Ires o Irpef generato dalla deduzione dell’Irap sul costo del lavoro, e relativo a società oggi estinta? La questione è diventata particolarmente delicata con l’avvento della riforma del diritto societario, poiché oggi si dà natura costitutiva e non dichiarativa alla estinzione della società, sicché non sarebbero più “resuscitabili” diritti e crediti non espressi nel bilancio finale di liquidazione.

Paolo Meneghetti

Una questione che spesso viene proposta nei quesiti attiene a come gestire il rimborso Ires o Irpef generato dalla deduzione dell’Irap sul costo del lavoro, e relativo a società oggi estinta, quando evidentemente tale rimborso, in quanto non conoscibile al momento della chiusura della società non è stato indicato tra i crediti attribuibili ai soci. La questione è diventata particolarmente delicata con l’avvento della riforma del diritto societario, poiché oggi si dà natura costitutiva e non dichiarativa alla estinzione della società, sicché non sarebbero più “resuscitabili” diritti e crediti non espressi nel bilancio finale di liquidazione. Il tema delle sopravvenienze attive, così possiamo qualificare il rimborso generato dall’Irap sul costo del lavoro, è stato compiutamente affrontato dalla risoluzione 77/E/11 che prendendo atto della irreversibilità della estinzione della società, tuttavia individua una via per ottenere i rimborsi di imposta non inseriti nel bilancio finale di liquidazione.
Le sopravvenienze attive
La tesi è che su tali diritti si formi di fatto una comunione tra gli ex soci, i quali pro quota avranno diritto e vedere rimborsati i crediti non inseriti nel bilancio finale di liquidazione, compresi i rimborsi di imposte. Quindi il rimborso potrebbe in prima istanza essere erogato direttamente pro quota ai soci, e tale situazione è certamente esperibile se si tratta di una società di persone, poiché l’istanza viene inviata dal singolo socio. Se si tratta invece di una società di capitali, è praticabile, e per certi versi preferibile, adottare il comportamento suggerito dalla stessa risoluzione 77/11, quando segnala che è possibile dare delega ad uno dei soci (o anche ad un terzo come potrebbe essere l’ex liquidatore se non socio) di riscuotere il credito il questione. Tale delega, ovviamente, va comunicata all’Agenzia delle Entrate per permettere una corretta esecuzione del rimborso, ma questo aspetto sembra risolto facilmente nel senso che con comunicazione telematica separata rispetto all’istanza, vanno segnalati all’Agenzia delle Entrate gli estremi del conto corrente sul quale si intende incassare il rimborso, e tali estremi saranno quelli del soggetto cui si è data delega per incassare il rimborso Ires. Le operazioni straordinarie
Un’altra questione posta è la corretta compilazione dell’istanza in presenza di operazioni straordinarie, in particolare una fusione. In effetti le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, sul punto, si limitano ad esaminare la fattispecie della gestione della perdita trasferita alla società avente causa, senza considerare invece il caso più frequente dell’Irap a saldo versata dalla società risultante dalla fusione ma riferita ad un periodo d’imposta nel quale agiva la società incorporata. È il caso, ad esempio, di una fusione eseguita nel 2008 con effetto retroattivo all’1.1. dell’esercizio, in cui a giugno si è pagato un saldo Irap sulla base imponibile 2007, anno in cui era vigente la società poi incorporata. In questi casi occorre distinguere il soggetto a cui compete il rimborso rispetto al periodo d’imposta da assumere per il calcolo.
La quota deducibile
Non vi è dubbio che l’Irap a saldo 2007 sia stata versata nel zoo8 dalla società incorporante, ma essa dovrà individuare la quota deducibile considerando l’incidenza percentuale del costo del lavoro propria della sola società estinta per il 2007. Ovviamente a tale dato va sommata l’Irap versata da altre eventuali società incorporate oltre al calcolo proprio dell’Irap costo del lavoro versata dall’incorporante, andando a sommare in un dato unico i vari conteggi separati. Invece per l’Irap versata nel 2007 dalla società estinta, l’istanza di rimborso viene compilata segnalando quale contribuente la società estinta, mentre i dati del firmatario devono essere quelli della società incorporante. Infine in merito alla questione inerente la società che svolge la propria attività in più regioni, e quindi realizza un valore della produzione ripartito su base regionale, si ritiene che tale circostanza non sia rilevante nell’ambito dell’istanza di rimborso, poiché la stessa istanza è unica e riguarda l’imposta sul reddito (che non è ripartita su base regionale). Pertanto l’istanza va inviata considerando la sede legale della società, e calcolando la quota costo del lavoro su base nazionale rapportandola allabase imponibile Irap, anche essa assunta su base nazionale.

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