Semplificazioni, priorità a procedure snellite

Semplificazioni, priorità a procedure snellite

Il Sole 24 Ore – 09 marzo 2013

Via libera del Governo alla relazione annuale sulla concorrenza e le semplificazioni. Una guida pratica con cui il Governo illustra alle Camere le strade che dovranno essere seguite nel prossimo futuro per eliminare, come prevede l’articolo 41 della Costituzione, tutti i divieti e tutte le procedure autorizzatorie non strettamente necessari alla tutela dei diritti costituzionali e degli obblighi comunitari internazionali espressamente indicati, secondo il criterio di ragionevolezza e proporzionalità.

Marco Mobili

Via libera del Governo alla relazione annuale sulla concorrenza e le semplificazioni. Una guida pratica con cui il Governo illustra alle Camere le strade che dovranno essere seguite nel prossimo futuro per eliminare, come prevede l’articolo 41 della Costituzione, tutti i divieti e tutte le procedure autorizzatorie non strettamente necessari alla tutela dei diritti costituzionali e degli obblighi comunitari internazionali espressamente indicati, secondo il criterio di ragionevolezza e proporzionalità. La semplificazione amministrativa, almeno secondo gli intenti del Governo Monti, dovrà avere tre obiettivi precisi: facilitare l’accesso alle attività economiche; semplificare la vita di imprese e cittadini, introducendo procedure informatiche, modulistiche omogenee e semplificazioni procedimentali; introdurre risparmi di gestione sia per la pubblica amministrazione sia per le imprese, grazie al pieno utilizzo delle tecnologie e dei protocolli di comunicazione digitale per la gestione delle pratiche amministrative. In nove pagine – che si concludono con il riepilogo all’8 marzo delle procedure di infrazione con l’Unione europea – la relazione approvata ricorda l’impegno assunto dal Governo a inizio 2012 con il decreto sulle liberalizzazioni, cioè quello di adottare provvedimenti sostitutivi della «precedente legislazione» per realizzare la maggior parte delle attività economiche e di semplificare le procedure amministrative. Particolare rilievo per il successo delle semplificazioni viene posto sulla fase di sperimentazione. Il punto di partenza sono gli enti territoriali. Come evidenzia la relazione, infatti, buona parte degli ostacoli amministrativi deriva da norme regionali e comunali. E per “disboscare” occorre partire dalla sperimentazione oggi in atto nelle “zone a burocrazia zero”. Quelle evidenziate nella relazione sono cinque: l’Abruzzo, dove comuni e altre amministrazioni hanno messo a punto un modello di cooperazione interistituzionale per velocizzare la piena attuazione della riforma dello Sportello unico perle attività produttive (Suap); la Sicilia dove è stata messa a punto una modulistica standardizzata dei procedimenti di unificazione in ambito regionale dei modelli delle amministrazioni responsabili «dei sub-procedimenti Suap»; la Toscana, con il suo modello procedurale per la conferenza di servizi «telematica, asincrona e aperta a tutte le amministrazioni»; l’avvio del Suap telematico in Veneto; infine il progetto di informatizzazione della Provincia di Potenza. L’obiettivo indicato è quello di arrivare a indicare per ogni singola attività e con appositi regolamenti le linee guida con le regole di accesso e la modulistica amministrativa per assicurare a cittadini e imprese un solo strumento normativo. Una sorta di «guida pratica», precisa la stessa relazione annuale, in grado di semplificare e garantire un rapido accesso alla singola attività economica di interesse. Il tutto nel pieno rispetto, ovviamente, dei diritti fondamentali degli altri cittadini e delle esigenze di interesse pubblico generale. Alleato prezioso per arrivare a una «nuova amministrativa amica» che sia grado di assicurare risparmi di gestione per la Pa e per le imprese sarà la rete internet. La piattaforma elettronica, infatti, dovrà prendere per mano l’interessato e guidarlo negli adempimenti. Questi ultimi dovranno tutti far capo agli sportelli unici comunali per le imprese, con l’intento di ridurre drasticamente il ricorso alle attuali forme di autocertificazione con dichiarazione asseverata. La relazione si chiude con il prospetto delle procedure di infrazione della Ue che riguardano l’Italia. Alla data di ieri, le procedure sono 97 e di queste ben 81 per violazioni alle norme comunitarie. Le restanti 16 riguardano il mancato recepimento di direttive Ue. Quelle considerate di maggiore gravità e sulle quali l’Italia potrebbe rischiare anche possibili condanne o rinvio alla Corte di giustizia sono 29. Nella speciale classifica dei ministeri più ripresi dall’Europa c’è sempre l’Ambiente, con 24 procedure attivate, di cui ben 21 per violazioni di norme comunitarie. Segue l’Economia con 14. La terza piazza, con 11 procedure ciascuno, se la dividono Sviluppo economico e Trasporti.

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