Processi telematici ambrosiani

Processi telematici ambrosiani

Italia Oggi – 04 aprile 2013

Con oltre 80 mila depositi telematici, la capitale del processo civile telematico è Milano. In un anno, rispetto a lei, Roma raggiunge solo il 6% dei depositi telematici che nel distretto lombardo si fanno nello stesso arco temporale.

Marzia Paolucci

Con oltre 80 mila depositi telematici, la capitale del processo civile telematico è Milano. In un anno, rispetto a lei, Roma raggiunge solo il 6% dei depositi telematici che nel distretto lombardo si fanno nello stesso arco temporale. Gli ultimi dati sulla diffusione dei depositi telematici che ItaliaOggi pubblica in esclusiva raccontano un’Italia spaccata in due. In un anno, tra marzo 2012 e febbraio 2013, Milano ha staccato tutti con oltre 80 mila depositi telematici, seconde della classe le città di Torino e Bologna con rispettivamente 30.907 e 22.440 depositi. Una differenza che stride con gli appena 5.731 di Roma, il più grande foro d’Europa. Un’incidenza di appena il 3,2% sul totale di oltre 177 mila depositi usciti dai nostri 26 distretti di Corte d’appello contro il 50% di Milano e a seguire i 17% e 13% dei rispettivi distretti di Torino e Bologna. Persino i distretti fiorentino e bresciano di ben altre dimensioni, con numeri compresi tra i 7 mila e gli 8 mila, superano quello romano. Numeri che cadono ancora arrivando ai 4 mila veneziani, 3 mila anconetani, 2.800 genovesi e poco più di 1.700 aquilani. E ancora a scendere da quota 700 a circa 500, a Napoli, Palermo e Catania mentre Campobasso e le pari merito Bari e Perugia si attestano tutte sulle centinaia. Depositi con il lanternino, invece, tra i 16 di Messina, i 13 di Trieste, i 4 di Potenza e Lecce e gli appena 2 di Trento e Reggio Calabria. Quanto alla diffusione della posta elettronica, alla data del 20 marzo 2013, la Dgsia (Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati del ministero della giustizia) dichiara a ItaliaOggi il possesso di pec da parte di 16.653 avvocati sul totale di 26.589 iscritti al Registro generale degli indirizzi elettronici dell’Ordine di Roma, ne restano fuori oltre 9.900 ancora non dotati di posta elettronica certificata. A Milano, manco a dirlo, lo scarto tra iscritti al Registro e dotati di pec è di poco più di 4 mila. E intanto, c’è da fare i conti con la normativa visto che in base all’ultima legge di stabilità, da giugno 2014 diventa obbligatorio il decreto ingiuntivo telematico. A rispondere a ItaliaOggi c’è Daniela Intravaia, direttore generale della Dgsia del ministero: «Sicuramente l’informatizzazione a Roma è partita dopo altri per la vastità e complessità di amministrare gli uffici del Foro più grande d’Europa», ammette il dirigente, «ma da quando mi sono insediata, nel febbraio 2012, sto facendo uno sforzo sinergico con tribunale e corte d’appello per tamponare le tante difficoltà. Stiamo facendo incontri di sensibilizzazione al tema con il personale direttivo poi sarà la volta di un rinforzo formativo, un training on the job informatico per gli amministrativi. A riguardo, l’intenzione è quella di sfruttare il progetto Best Practice per dare sostegno organizzativo al processo di innovazione tecnologica facendo in modo che per il futuro l’aspetto tecnologico non cammini separatamente da quello organizzativo».

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