Vademecum per la notifica Pec

Vademecum per la notifica Pec

Italia Oggi – 01 maggio 2013

Solo la ricevuta completa di avvenuta consegna della Pec prova che la notifica è andata a buon fine. Bisogna produrre in giudizio la stampa dell’atto con la relata e i certificati di firma digitale del notificante e del gestore. Sulle notifiche via Pec arriva una sorta di “vademecum” con la sentenza 1756/13, pubblicata dal Tar Campania.

Dario Ferrara

Solo la ricevuta completa di avvenuta consegna della Pec prova che la notifica è andata a buon fine. Bisogna produrre in giudizio la stampa dell’atto con la relata e i certificati di firma digitale del notificante e del gestore. Sulle notifiche via Pec arriva una sorta di “vademecum” con la sentenza 1756/13, pubblicata dal Tar Campania. Il quale precisa che per tutto ciò che riguarda le notifiche nel processo amministrativo l’articolo 39, comma 2, Cpa (Codice processo amministrativo), rinvia al codice di procedura civile e alle leggi speciali in materia di notificazioni degli atti giudiziari in materia civile.
Documenti necessari
Per verificare che effettivamente la notifica dell’atto via posta elettronica certificata sia andata a buon fine e che l’atto notificato con la Pec è conforme a quello depositato in formato cartaceo, l’avvocato notificante deve dunque produrre in giudizio la cosiddetta ricevuta completa di avvenuta consegna della Pec, in modo da produrre con l’intero atto notificato e non soltanto un suo estratto. E inoltre necessario che l’avvocato produca: la stampa dell’atto notificato con la relata; il certificato di firma digitale del notificante; il certificato di firma del gestore di Pec; le informazioni richieste per il corpo del messaggio dall’articolo 18 delle regole tecniche sul processo civile telematico (contenute nel Dm 44/2011); le ricevute della Pec; gli ulteriori dati di certificazione.
Competenze rare
Deve escludersi che l’avvocato notificante possa produrre in giudizio la Pec con ricevuta breve, che non restituisce l’intero allegato (cioè l’intero atto con firma digitale), ma solo un suo estratto codificato, la cui verifica richiede peculiari competenze tecniche e non consente al giudice di associare immediatamente la Pec all’atto notificato. Si rileva infatti che l’articolo 23 del Codice dell’amministrazione digitale, nel delineare il concetto di copia cartacea di documento informatico firmato digitalmente, evidenzia come occorra una conformità all’originale informatico «in tutte le sue componenti». L’articolo 18 delle regole tecniche sul processo civile telematico (Pct) parla chiaro: la notifica si effettua «anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo»; a tal fine l’avvocato «trasmette copia informatica dell’atto sottoscritta con firma digitale». Il difensore, quindi, appone la sua firma digitale e procede alla notifica tramite Pec, certificando nella relata” di spedire una copia conforme. Nel caso di specie il ricorso è inammissibile. Risulta proposto dall’amministratore delegato di una società, il quale non risulta iscritto All’albo degli avvocati e come tale destinatario delle norme di favore per le notificazioni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...