Per le start up arriva la «fase 2»

Per le start up arriva la «fase 2»

Il Sole 24 Ore – 18 giugno 2013

Per le start up si sta per aprire «una fase due, per dare un’ulteriore spinta a queste realtà». Prevedibilmente dopo l’estate si inizierà a lavorare per mettere a punto ulteriori misure in modo tale da far fare un salto di qualità al «blitzkrieg normativo» che c’è stato con il decreto Crescita 2.0. Ad annunciarlo è stato Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo economico.

Andrea Biondi

Per le start up si sta per aprire «una fase due, per dare un’ulteriore spinta a queste realtà». Prevedibilmente dopo l’estate si inizierà a lavorare per mettere a punto ulteriori misure in modo tale da far fare un salto di qualità al «blitzkrieg normativo» che c’è stato con il decreto Crescita 2.0. Ad annunciarlo è stato Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo economico, durante il suo intervento alla Fiera delle start up, l’evento organizzato dal Gruppo 24 Ore per promuovere un’occasione di incontro tra tutti gli attori dell’ecosistema dell’innovazione: dagli star-tuppers ai “qualcosatori”, come sono stati ribattezzati tutti coloro i quali – da chi facilita lo sviluppo dell’idea a chi investe – hanno un ruolo in una pièce decisiva per il futuro dell’innovazione nel Paese. Che ha buone chances se si guarda alla risposta avuta dal secondo evento sulle startup organizzato nella sede del Sole 24 Ore: oltre 200 “baracchini” (stand) e 1.500 iscritti. Lo stesso Gruppo 24 Ore si è presentato con “Backtowork24” (il portale per mettere in contatto aziende con manager che possono entrare nel capitale d’azienda) e 24 ORE Cloud (uno store online di applicazioni per professionisti e microimprese). La Fiera delle start up è stata però anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte.
Che dal punto di vista della disciplina normativa deve arrivare a regime. Lo stesso Firpo ha chiarito che si sta attendendo «una risposta del ministero dell’Ecomomia» riguardo all’utilizzo del Fondo centrale di garanzia e ha definito «molto deludente e conservativa» la bozza di regolamento della Consob per disciplinare il crowdfunding. «Chiedere alle start up requisiti pari a quelli delle Sim significa uccidere questo strumento». Ci sono poi le agevolazioni fiscali per gli investitori per i quali c’è «la complicazione della notifica alla Commissione Ue». Una notizia positiva viene invece dalle iscrizioni all’apposita sezione del Registro delle imprese («ci sono 900 iscrizioni al momento» e dalla istituzione «la prossima settimana del Registro degli incubatori». II mondo delle start up attende quindi ancora risposte e intanto preme con una vitalità evidente anche nei numeri: una indagine di Italia Startup ha quantificato in 3oomila gli aspiranti imprenditori. Numeri di tutto rispetto, dunque, all’interno dei quali trova ancora più significato il progetto “AdottUp”: il programma di Piccola Industria nel quale le Pmi si candidano a diventare incubatori di nuove idee. II progetto, in partnership con Intesa Sanpaolo, ha un un plafond di 200 milioni di euro. «Da parte delle piccole imprese-haaffermato Luigi Paparoni, il direttore della Piccola industria di Confindustria – c’è una forte curiosità per quella che è considerata un’opportunità di business. L’apporto delle start up può essere essenziale per ovviare ai limiti che alcune imprese hanno a investire in internazionalizzazione, per esempio, o e-commerce».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...