Per la Srl ordinaria sarà sufficiente un euro

Per la Srl ordinaria sarà sufficiente un euro

Il Sole 24 Ore – 26 luglio 2013

La Srl a capitale ridotto, cancellata un mese fa dal nostro ordinamento dal decreto lavoro (Dl 76/2013), potrebbe essere la protagonista di un inaspettato ritorno per effetto di un emendamento presentato dal Governo nell’iter di conversione del decreto stesso. Se le modifiche verranno approvate, si avrà uno scenario nuovo nel nostro ordinamento societario, rispetto a quello oggi vigente.

Angelo Busani

La Srl a capitale ridotto (Srlcr), cancellata un mese fa dal nostro ordinamento dal decreto lavoro (Dl 76/2013), potrebbe essere la protagonista di un inaspettato ritorno per effetto di un emendamento presentato dal Governo nell’iter di conversione del decreto stesso. Se le modifiche verranno approvate, si avrà uno scenario nuovo nel nostro ordinamento societario, rispetto a quello oggi vigente. In primo luogo la Srl “ordinaria” potrà essere costituita con un capitale sia inferiore che superiore alla soglia dei 10mila euro (oggi l’unica forma di Srl con capitale inferiore a 10mila euro è quella semplificata e non esiste altra possibilità di capitale ridotto che non sia la scelta di una società di persone). Nel caso in cui la Srl sia costituita con un capitale inferiore ai 10mila euro (minimo 1 euro), dagli utili netti risultanti dal bilancio dovrà essere prelevato un importo pari a un quinto di tali utili da destinare a riserva legale, e ciò fino a che la somma del capitale sociale e di questa riserva non raggiunga l’importo di 10mila euro. La nuova Srlcr, peraltro, potrà ricevere solo conferimenti in danaro e non in natura. Invece la Srl semplificata (Srls), quella con i costi di costituzione abbattuti al minimo, costituita solo da persone fisiche e con capitale sotto i 10mila euro, si affiancherà alla Srl “ordinaria” e avrà come peculiarità l’inderogabile adozione dell’atto costitutivo “standard”. Per tutte le Srl (e quindi sia per quella ordinaria, sia per quella a capitale ridotto, sia per quella semplificata) sarà disposto il versamento dei “decimi” non più in un conto vincolato presso una banca ma nelle mani degli amministratori (ciò che oggi accade solo per la Srls). Nella Srl non semplificata i soci potranno essere sia persone fisiche che soggetti diversi dalle persone fisiche, e ciò anche se la Srl sia allestita nel formato “a capitale ridotto”; mentre i soci dovranno essere di necessità persone fisiche qualora sia prescelta la formula della Srl semplificata. Ancora, nella Srl non semplificata, qualunque ne sia il capitale sociale, chiunque potrà essere nominato amministratore e quindi anche una persona giuridica o una persona fisica non socia della società, mentre nella Srls l’incarico di amministratore non potrà essere affidato che a persone fisiche che siano soci e della società. Da questo insieme di novità deriverebbe anche il superamento dell’attuale assetto normativo nel quale la Srls può essere indifferentemente costituita con o senza lo statuto standard, con la conseguenza di subire normali costi di costituzione nel primo caso e di beneficiare invece di un abbattimento degli stessi nel secondo. La Srls resterebbe in sostanza solo quella a statuto standard mentre, per avere uno statuto diverso da quello standard, occorrerebbe ricorrere alla Srl “ordinaria”, potendola però declinare sia nella forma a capitale “normale” (da 10mila euro in su) sia nella forma “a capitale ridotto”.

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