La conciliazione riprende slancio

La conciliazione riprende slancio

Il Sole 24 Ore – 07 gennaio 2013

La conciliazione riprende slancio con il ritorno dell’obbligatorietà. A confermarlo sono i primi dati diffusi dalle Camere di commercio. Nel solo mese di ottobre gli organismi di mediazione camerali, iscritti di diritto al Registro tenuto dal ministero della Giustizia, hanno registrato un vero e proprio boom di richieste con il deposito di 1.537 procedure.

mediazionerimonta

Giovanni Negri

La conciliazione riprende slancio con il ritorno dell’obbligatorietà. A confermarlo sono i primi dati diffusi dalle Camere di commercio. Nel solo mese di ottobre gli organismi di mediazione camerali, iscritti di diritto al Registro tenuto dal ministero della Giustizia, hanno registrato un vero e proprio boom di richieste con il deposito di 1.537 procedure. Un aumento dell’84% rispetto alle 835 procedure depositate a settembre, quando il ricorso alla mediazione prima di adire un giudizio ordinario era solo facoltativo. Considerando che il totale delle procedure iscritte nel periodo di non obbligatorietà (dicembre 2012-settembre 2013) è stato pari a 5.635, le 1537 depositate nel solo mese di ottobre rappresentano il 27,3% di tutti i procedimenti depositati nei 9 mesi di mediazione “solo” volontaria. Rispetto allo stesso mese del 2012, quando era ancora vigente la clausola di obbligatorietà, a ottobre 2013 si registra una riduzione significativa della durata media di risoluzione delle controversie attraverso la mediazione, che passa da 47 a 36 giorni. Dallo stesso confronto temporale emerge una lieve riduzione del valore medio della controversia, che passa da 86.833 a 70.048 euro. Quanto alla tipologia di controversie maggiormente ricorrenti, tra quelle tornate obbligatorie le pratiche depositate hanno riguardato prevalentemente i diritti reali (13,6%), il condominio (9,1%) e i contratti bancari (8,6%). Sul piano territoriale, spicca la quota sensibile di mediazioni depositate nelle regioni meridionali e nelle isole il (28,2% del totale), a pari merito con il Nord-Ovest e davanti al Nord-Est (24,5%) e al Centro (19,2%). Rispetto al mese precedente, il progresso del Mezzogiorno è ancora più sensibile: 144% l’aumento delle procedure depositate presso gli organismi delle Camere di commercio; seguono il Nord-Ovest ( 134%) il Nord-Est ( 73,4%) e il Centro
( 17,5%). In termini più generali e con un riferimento temporale di 12 mesi (tutto il 2012) ieri è stato presentato il 6° rapporto Isdaci sulla giustizia alternativa. Così sono state 243.281 le domande di Adr depositate presso i Centri di risoluzione italiani nel 2012, in crescita del 72% rispetto al 2011. A fare la parte del leone, la mediazione civile e commerciale, che ha registrato un numero di domande pari a 154.879, addirittura 154,7% rispetto all’anno precedente, anche se verso la fine dell’anno è intervenuta la sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato l’obbligatorietà (poi reintrodotta dalla fine di settembre 2013). Crescono anche le conciliazioni presso i Corecom, arrivate a quota 70.000 ( 25,7% rispetto al 2011), mentre rimangono stabili le altre forme di giustizia alternativa, come la negoziazione paritetica, con ben 17.626 domande e l’arbitrato amministrato, con 735 domande. Senza dimenticare l’attività svolta dalle Authority e dai Ministeri, che sembra costituire un modello efficace di risoluzione e prevenzione delle controversie, come dimostrato ad esempio dagli oltre 4.000 ricorsi e segnalazioni presentati all’Autorità perle garanzie nelle telecomunicazioni e all’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Effetti positivi per la soluzione:180 giorni per l’arbitrato, 70 giorni per la mediazione e le negoziazioni paritetiche e 60 per la conciliazione presso i Corecom. Meno confortanti sono però i dati sugli esiti delle procedure e, di conseguenza, sui (limitati) effetti deflattivi: nella mediazione civile e commerciale, nel periodo 2011-2012, nel 67,3% dei casi una parte non ha aderito alla procedura, contro il 43,6% del 2010, e si è ridotta notevolmente anche la percentuale degli accordi raggiunti, che è stata pari al 43,9% delle procedure nelle quali vi è stata la comparizione dell’aderente (contro il 63,8% del 2010). In altri termini, il numero assoluto di accordi raggiunti, che nel 2010 era pari a 4.962 (e raggiungeva il numero di 6.178, considerando le conciliazioni «fuori udienza»), equivalente a un terzo di tutte le domande di mediazione, nel periodo 2011-2012 era pari a 25.577, pari però solo ad un sesto delle domande.

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