Il codice Ateco vincola la gara

Il codice Ateco vincola la gara

Il Sole 24 Ore – 07 dicembre 2013

L’attività prevalente dichiarata al Registro imprese è quella che condiziona la partecipazione alla gara. Le Camere di commercio nel 2013 hanno predisposto il sito http://ateco.infocamere.it per agevolare l’individuazione delle attività e la loro classificazione.

Alessandro Selmin

Occorre non sottovalutare le conseguenze connesse alle informazioni sulla attività economica esercitata denunciata al Registro imprese. È questo l’avvertimento implicito dato dal Consiglio di Stato, sezione IV, con la sentenza 5729/2013. Il caso riguarda una pubblica amministrazione che ha emanato un bando per l’affidamento del servizio di catering e che nella lettera di invito lo ha qualificato come «servizio di preparazione, distribuzione del vitto». Tra le condizioni di partecipazione, pena l’esclusione, è prevista la «iscrizione per attività inerenti al presente affidamento pubblico nel Registro imprese». E il certificato del registro imprese di un concorrente riporta come attività prevalente svolta dalla società i «servizi di ristoro mediante distribuzione automatica di bevande e snack». Il Consiglio di Stato ha contestato la mancanza di idoneità professionale della società in quanto: l’attività dichiarata prevalente dalla società non può essere compresa nella prescrizione del bando che si riferisce a ben altro tipo di servizio; l’attività inerente l’appalto deve essere intesa come l’attività prevalente svolta dalla società; ai fini del requisito professionale occorre valutare l’attività specifica dichiarata perché si tratta di selezionare tra imprese con esperienza nello stesso servizio; è irrilevante l’oggetto sociale dell’impresa, anche se include il catering, perché l’oggetto elenca le attività potenziali, mentre si tratta di verificare le attività reali. Nessun dubbio che l’attività principale del concorrente non sia attinente all’oggetto dell’appalto come evidenziato anche dai codici Ateco: quello del catering è il 56.2; quello della somministrazione di alimenti e bevande con distributori automatici è il 47.99.2. Non si può invece condividere l’affermazione dei giudici sul significato giuridico e tecnico-economico delle informazioni riguardanti le attività economiche denunciate dagli imprenditori al registro imprese. Nella sentenza si afferma che «soltanto» l’attività prevalente è quella «qualificante», anzi, «l’unica che rileva ai fmi dell’iscrizione nel registro imprese». Si dichiara inoltre che l’attività prevalente «individua ontologicamente la tipologia di azienda, mentre l’attività secondaria viene inserita a fini descrittivi e di completezza informativa». La normativa del registro imprese (Dpr 581/95 articoli 9 e 10) obbliga a denunciare tutte le attività effettivamente esercitate perché solo così l’anagrafe delle aziende è completa. Sono molto frequenti le imprese che esercitano in più settori e che, quando il settore è unico, curano più specializzazioni. In questi casi, come prevede la modulistica, occorre indicare la prevalente. Le Camere di commercio nel 2013 hanno predisposto il sito http://ateco.infocamere.it per agevolare l’individuazione delle attività e la loro classificazione. In ogni caso, non esiste un parametro per definire la prevalenza; potrebbe anche non essere il fatturato se l’imprenditore intende valorizzare determinati tipi di prodotti o servizi. Il profilo giuridico dell’attività prevalente non è diverso da quello delle altre, anche perché nel tempo quella prevalente potrebbe diventare secondaria.

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