E-fattura, lo Stato cambia volto

E-fattura, lo Stato cambia volto

Corriere delle Comunicazioni – 20 gennaio 2014

A giugno 2015 tutti i pagamenti da e verso la PA saranno gestiti in modalità digitale. Si comincia con le PA centrali, poi sarà la volta delle locali. Il governo stima risparmi per 10 miliardi l’anno.

Federica Meta

Dieci miliardi di euro. A tanto ammontano i risparmi per lo Stato una volta che la fatturazione elettronica sarà andata a regime. Risparmi che l’Italia non può farsi scappare e che, dunque, hanno portato Francesco Caio, mister Agenda digitale, ad inserire il progetto tra le priorità dell’Agenda con l’identità digitale e l’anagrafe unica. Digitalizzare il flusso di pagamenti da e verso l’amministrazione permetterà, per la prima volta, allo Stato di avere piena contezza su spese e incassi. “In questo modo ogni futura spending review potrà essere fatta non più attraverso tagli lineari ma con tagli chirurgici’ – spiega mister Agenda digitale – La scelta di inserire la fatturazione digitale in cima all’Agenda è stata, dunque, una scelta quasi obbligata per rafforzare le capacità di controllo di gestione dello Stato e per mettere in campo strategie di revisione della spesa pubblica basate su dati certi e trasparenti”.
Secondo Caio oggi in Italia c’è una reale necessità di mettere in ordine il patrimonio informativo. “Il nostro focus è soprattutto sulla trasparenza e sulla certezza delle informazioni di cui lo Stato dispone – afferma il commissario – E chiaro che se non ci sono i soldi non si può pagare, ma non è questo il caso: il problema per l’amministrazione centrale è avere una visibilità chiara dei processi economici sottostanti”. In vista dell’entrata a regime del sistema di fatturazione elettronica, previsto per giugno 2014, l’unità di Missione di Caio sta lavorando al progetto con un approccio di sistema, che riguarda sia le PA sia il mondo delle imprese, trasversalmente. In particolare si sta operando su due fronti. Da una parte, i tecnici della Presidenza del Consiglio stanno cominciando ad accompagnare le PA e le imprese verso la scadenza di giugno 2014: da questa data infatti – come previsto da un decreto di maggio 2013 – le amministrazioni dovranno accettare solo fatture elettroniche. Dall’altra, si sta lavorando al testo di un ulteriore decreto attuativo del Ministero dell’economia e delle finanze che estenderà l’obbligo anche alle altre amministrazioni. Ma come funzionerà il progetto, nel dettaglio? I primi a partire sono i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti di previdenza nazionale. Progressivamente seguiranno tutte le altre amministrazioni incluse nell’elenco Istat che, quindi, non potranno né accettare fatture in forma cartacea né pagarle, neppure in forma parziale, sino all’invio di una regolare fattura elettronica. Di contro i fornitori dovranno gestire il ciclo di fatturazione esclusivamente in modalità digitale, sia in emissione sia in trasmissione e conservazione.
La fattura elettronica è un documento in formato Xml (eXtensible Markup Language) sottoscritto con firma elettronica qualificata o digitale non contenente codice eseguibile né macroistruzioni, in formato strutturato, trasmesso per via telematica al Sistema di interscambio, sviluppato da Sogei e gestito dall’Agenzia delle Entrate, e da questo recapitato all’amministrazione destinataria. Tale definizione può riferirsi a una fattura singola o a un lotto. In sintesi, è il processo automatizzato di emissione, invio, ricezione ed elaborazione dei dati delle fatture per via elettronica. La fattura elettronica da utilizzare nei rapporti con la PA è un file in formato Xml che ricalca il modello fornito da Agenzia dalle Entrate e Sogei. Il documento deve essere trasmesso in una delle seguenti modalità: file contenente una singola fattura, file contenente un singolo lotto di fatture e file in formato compresso contenente una singola fattura o un lotto di fatture. Il nome del file da trasmettere deve riportare il codice del Paese espresso secondo lo standard Iso 3166-1 alpha-2 code, l’identificativo univoco del soggetto trasmittente rappresentato dal suo codice fiscale e, infine ma non meno importante, il numero progressivo del file avente lunghezza massima di cinque caratteri. Il soggetto che emette la fattura deve apporre la firma tramite un certificato di firma qualificata per garantire l’integrità delle informazioni contenute e l’autenticità del mittente. Il file archivio, infine, non deve essere firmato elettronicamente, ma tutti i file di fattura presenti al suo interno devono essere firmati.

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