Mediazione Mille casi al mese

Mediazione Mille casi al mese

Corriere della Sera – 03 febbraio 2014

Meglio non litigare. Si risparmiano tempo e denaro. Da marzo 2011 a dicembre 2013, le domande di mediazione sono state oltre 43 mila, circa 1.320 al mese. Le aziende risparmiano il 26% rispetto al tribunale

Millucci Barbara

Meglio non litigare. Si risparmiano tempo e denaro. Raggiungere un accordo amichevole, attraverso la mediazione, è il principale strumento a cui le aziende hanno fatto ricorso nel 2013 per risolvere le controversie. Da marzo 2011 a dicembre 2013, le domande di mediazione sono state oltre 43 mila, circa 1.320 al mese. Il 31% si è risolto con un incontro tra le parti che, nella metà dei casi, si è concluso con una stretta di mano, dunque con la definitiva chiusura del battibecco.
I casi
«Si fanno più mediazioni in materia di contratti bancari, locazioni, condomini, assicurativi, li dove la procedura è obbligatoria», spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. Nel caso invece, in cui la mediazione è volontaria (50% nel 2013) i conflitti riguardano per lo più le telecomunicazioni (35%), gli acquisti derivanti dal commercio web, domini web, turismo e risarcimento dei danni. Nei servizi di telefonia, si litiga per l’ammontare della bolletta spesso troppo difforme da quanto stabilito inizialmente nei contratti, per gli allacci, per le disfunzioni del servizio legate al traffico web troppo lento. Si bisticcia un pochino di più nel Nordest, anche se la situazione è piuttosto omogenea in tutto il territorio. «A Milano si fanno più mediazioni che a Roma, dove sono però presenti più organismi di conciliazione e dove si litiga di più», continua Dardanello. Taglio dei costi
Altra variabile non di poco conto è quanto si risparmia. La mediazione costa il 26% in meno di una causa in tribunale. «Questo vuol dire che in quasi 3 anni si sono risparmiati 640 milioni, di cui 130 gestiti dalle Camere di commercio». Ma risolvere una grana, ricorrendo a un accordo volontario, vuole anche dire perdere meno tempo: «poco più di un mese rispetto ad un procedimento in tribunale che nei 3 gradi di giudizio può durare anche 8 anni». Il calo dei processi In tribunale è riconducibile all’aumento delle mediazioni? «Certamente si, questo ha permesso all’Italia di scalare 36 posizioni nella classifica del Doing Business della Banca Mondiale. È un segnale importante per chi guarda all’Italia come una destinazione per i propri investimenti», aggiunge Dardanello. Per incentivare la mediazione volontaria, inoltre, Unioncamere propone una riduzione del contributo unificato per chi decide di aderire a questa procedura ma poi non riesce a raggiungere l’accordo, «attingendo ai fondi del ministero della Giustizia per la conciliazione non ancora utilizzati».
Sul web
Nell’ultimo anno, molte aziende hanno preferito le modalità alternative rispetto alla giustizia ordinaria, anche per risolvere casi legati a truffe inerenti i domini web. «Oltre alla Camera arbitrale di Milano, unico ente pubblico accreditato nelle procedure di riassegnazione dei domini dal 2010, ci sono altri quattro centri privati accreditati dal registro italiano (Crdd, Centro risoluzione dispute domini, Mfsd, Tonucci&Partners, Adr Company), con il compito di risolvere le dispute legate ai siti», dichiara il segretario generale della Camera arbitrale di Milano Stefano Azzali. In questi anni, l’ente ha gestito un centinaio di casi, il 22% legato proprio a raggiri di falsi siti bancari. Nel 2013, nel 75% dei casi, il dominio è stato riassegnato a chi ne aveva diritto, mentre nel 10% il ricorso è stato respinto, il tutto nell’arco di poco più di 2 mesi e mezzo. Oltre alle banche, le dispute hanno riguardano il Made in Italy, in particolare moda, alimentare ed editoria.
L’arbitrato
Solo lo scorso anno, i litigi tra imprese in Lombardia sono costati oltre 300 milioni, mentre sono 144 le domande di arbitrato (una procedura che a differenza della mediazione prevede l’intervento di un giudice) depositate nei primi 10 mesi, per un valore medio di circa 2,3 milioni. Secondo la Camera arbitrale milanese, le materie su cui maggiormente si discute sono il diritto societario e i contratti d’appalto, mentre un caso su otto (12%) riguarda liti internazionali. Nel periodo che va dal 2007 al 2010 i procedimenti di arbitrato conclusi più velocemente sono stati quelli con i collegi più giovani o con arbitro unico. Infine, chi ha promosso l’arbitrato ha vinto nel 54% dei casi, perso nel 21% ed è andato in pareggio nel 25%:

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