Allarme Dia: «Con la crisi mafia padrona degli appalti»

Allarme Dia: «Con la crisi mafia padrona degli appalti»

Il Messaggero – 11 febbraio 2014

La nuova «frontiera» è la pubblica amministrazione. Così Franca Imbergamo, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, definisce comuni, province regioni e tutti gli enti che in Italia controllano appalti e commesse. E’ lì che la criminalità si insinua, agevolata dalla crisi economica.

Valentina Errante

LA RELAZIONE
La nuova «frontiera» è la pubblica amministrazione. Così Franca Imbergamo, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, definisce comuni, province regioni e tutti gli enti che in Italia controllano appalti e commesse. E’ lì che la criminalità si insinua, agevolata dalla crisi economica. Un fenomeno diventato «assai importante per l’analisi dello stato della vita democratica del Paese» e che si è guadagnato un capitolo a parte nella lunga relazione annuale della Direzione nazionale antimafia, dedicata all’analisi della criminalità organizzata fmo al primo semestre 2013. Il documento descrive la struttura delle mafie e la diffusione in ogni regione, poi il nuovo assetto dell’ndrangheta calabrese ormai radicata in Veneto ed Emilia, ma anche i dati sulle accresciute segnalazioni sospette da parte dell’Ufficio antiriciclaggio di Bankitalia.
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Sono diciassette i comuni sciolti per mafia tra luglio 2012 e giugno 2013. E la Dna descrive: «La specialistica e silenziosa penetrazione negli apparati produttivi e amministrativi realizzata dalle mafie anche attraverso il condizionamento della pubblica amministrazione, mediante accordi sinallagmatici con esponenti politici, amministratori di enti locali, pubblici ufficiali ed incaricati di pubblici servizi». Rapporti «patologici» aggravati dall’esiguità delle risorse disponibili: «La frontiera delle amministrazioni locali è, infatti – prosegue il testo – sempre più esposta, e non può, nell’attuale contesto di crisi economica, non essere evidenziato anche il pericolo che a fronte di una sempre più manifesta mancanza di risorse finanziarie per svolgere anche i compiti di primaria assistenza sociale, le amministrazioni locali si trovino a dover fronteggiare le lusinghe di associazioni criminali che, non soffrendo di alcuna crisi di liquidità, si offrono sul mercato dei pubblici servizi con caratteristiche tali da ridurre o eliminare la concorrenza delle imprese virtuose». Si va dalla concessione di autorizzazioni, licenze, varianti urbanistiche, all’omissione di controlli, alle assunzioni, agli incarichi di progettazione, all’affidamento di lavori e manutenzioni, fino ai grandi appalti. La Calabria conserva il primato, ma le infiltrazioni oramai sono croniche anche nel Nord del Paese.
LA NUOVA MALA CALABRESE
A parlare sono i numeri. «L’anno di riferimento – si legge nella relazione – ha confermato in pieno la crescita assolutamente imponente delle segnalazioni delle operazioni finanziarie sospette negli ultimi anni» A Bankitalia sono pervenute 21.066 segnalazioni nel 2009, 37,321 nel 2010, 49.075 nel 2011, 67.047 nel 2012, «circa la metà di tale numero record, nel primo semestre del 2013». Ma a suscitare maggiore allarme è la lettura dei dati «in piena sintonia con le analisi già da tempo in corso presso la Dna a proposito della “nuova o altra ndrangheta”». Perché un alto numero delle criticità segnalate riconduce all’organizzazione calabrese «che è andata concentrandosi sull’area del nord-est (con proiezioni discendenti verso la riviera romagnola) ed assommandosi a quella, “storica”, del nord-ovest. In questa sede è, tuttavia, utile e significativo osservare il progressivo radicarsi, in un’area che dall’Emilia-Romagna si proietta principalmente verso il Veneto e la bassa bresciana, di consorterie di stampo ndranghetista strutturate ed operanti con elementi di “novità” e di “alterità”, ma non certamente di contrapposizione e di separazione, rispetto ai tradizionali schemi e paradigmi propri della ndrangheta tradizionale. Siffatta realtà – conclude la relazione – in rapida mutazione ed evoluzione, è scandita e confermata da una serie di investigazioni in corso».

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