Per la e-fattura fa data la ricevuta

Per la e-fattura fa data la ricevuta

Il Sole 24 Ore – 02 aprile 2014

La fattura elettronica verso la Pa entra nel vivo e a due mesi dalla scadenza (6 giugno 2014) incassa- con la circolare 1 del 31 marzo del dipartimento delle Finanze e della Funzione pubblica – una serie di chiarimenti per tutti gli attori, pubblici e privati.

Alessandro Mastromatteo – Benedetto Santacroce

La fattura elettronica verso la Pa entra nel vivo e a due mesi dalla scadenza (6 giugno 2014) incassa- con la circolare 1 del 31 marzo del dipartimento delle Finanze e della Funzione pubblica – una serie di chiarimenti per tutti gli attori, pubblici e privati. Il documento fornisce indicazioni puntuali sui termini di caricamento delle anagrafiche in Ipa, sulle comunicazioni da effettuare ai fornitori e sulla gestione delle anomalie. Un chiarimento fondamentale riguarda il momento in cui la fattura si considera emessa, individuato nella ricevuta di consegna recapitata al fornitore dal Sistema di interscambio quando l’inoltro della fattura ha avuto esito positivo. I termini per la conservazione elettronica della fattura trasmessa, così come quelli per calcolare gli interessi di mora, decorrono dalla data della ricevuta di consegna. Anche l’eventuale notifica di mancata consegna costituisce comunque emissione della fattura-Pa alla data di ricezione della medesima notifica. In questo caso il documento emesso, trasmesso, ma non consegnato, dovrà essere conservato unitamente all’emissione di una nota di credito che non andrà però trasmessa tramite Sdi ma solo contabilizzata e conservata. Infine, non è richiesto l’inoltro della fattura anche in formato elettronico se già trasmessa in formato cartaceo entro il 6 giugno 2014 e anche se la Pa destinataria non abbia ancora completato il processo di gestione entro il 6 settembre 2014 e cioè entro il terzo mese successivo dall’entrata in vigore del divieto di pagamento di fatture analogiche.
Anagrafiche in Ipa
Il codice univoco assegnato a ciascun ufficio dall’Indice delle pubbliche amministrazioni costituisce un elemento obbligatorio da inserire in ciascuna fattura emessa. Il caricamento in Ipa deve essere completato da ciascuna amministrazione entro i tre mesi precedenti alla decorrenza dell’obbligo. Questo termine vale anche per le amministrazioni locali, per le quali si è ancora in attesa del decreto ministeriale con cui sarà fissata la relativa decorrenza. In ogni caso, per ogni ufficio destinatario di fatture elettroniche viene pubblicata in Ipa la data a partire dalla quale il servizio è attivo.
Comunicazioni ai fornitori
In capo a ciascuna Pa vi è l’obbligo di comunicare ai propri fornitori il codice univoco ottenuto dall’Ipa in modalità tale da permettere l’associazione con i contratti vigenti. La circolare del Dipartimento chiarisce a questo proposito i comportamenti da tenere in caso di impossibilità a recapitare la fattura elettronica. Per ciascuna amministrazione presente in Ipa viene individuato un ufficio centrale di fatturazione elettronica. Il codice di questo ufficio deve essere utilizzato solo se il fornitore non ha ricevuto dall’amministrazione la comunicazione dell’ufficio destinatario della fattura. Sulla base dei dati fiscali di destinazione presenti sulla stessa fattura il Sistema di interscambio verifica comunque l’esistenza o meno in Ipa di un unico ufficio, non centrale, destinato al ricevimento. In caso di riscontro positivo, il Sdi invia al mittente una notifica di scarto segnalando contemporaneamente l’ufficio competente. In caso contrario, la fattura viene inoltrata all’ufficio centrale individuato dall’amministrazione. Potrebbe accadere invece il caso in cui il fornitore, non avendo ricevuto alcuna comunicazione dall’amministrazione, riscontra in Ipa anche l’assenza di un ufficio centrale. In questo caso occorre indicare in fattura il valore di default indicato nelle specifiche tecniche operative predisposte da Agid e agenzia delle Entrate. Il Sdi, analogamente al caso precedente, verifica l’esistenza in Ipa di un unico ufficio destinatario respingendo eventualmente la fattura con notifica di scarto e indicando il codice ufficio da utilizzare. In tutti gli altri casi il Sdi rilascia al fornitore una «Attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito». La fattura in esso contenuta viene considerata in questo caso emessa. Può essere quindi recapitata all’amministrazione dal fornitore trasmettendo l’attestato tramite un servizio di posta elettronica, altro canale telematico, ovvero mettendola a disposizione tramite portali telematici.

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