Duecento milioni per le reti d’impresa

Duecento milioni per le reti d’impresa

Il Sole 24 Ore – 14 aprile 2014

Buone notizie per le imprese che puntano sui contratti di rete: sono in arrivo nuove risorse – il plafond dovrebbe ammontare a 200 milioni -, che andranno a finanziare gli sgravi fiscali per la quota di utili che saranno reinvestiti nella realizzazione degli obiettivi del network.

Enrico Netti

Buone notizie per le imprese che puntano sui contratti di rete: sono in arrivo nuove risorse – il plafond dovrebbe ammontare a 200 milioni -, che andranno a finanziare gli sgravi fiscali per la quota di utili che saranno reinvestiti nella realizzazione degli obiettivi del network. Un beneficio fiscale, previsto dal Def presentato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri e che giovedì approderà alla Camera, utilizzabile solo dalle “reti contratto” senza soggettività giuridica, la quasi totalità dei contratti di rete a oggi stipulati. Il testo del Def contiene altri due punti essenziali: l’aumento degli utili accantonabili e la semplificazione del bilancio d’impresa. Il primo dovrebbe portare a un aumento delle risorse che beneficiano della defiscalizzazione: nel triennio 2011-2013 il tetto era fissato a un milione. Per quanto riguarda il secondo elemento dovrebbe trattarsi del bilancio di rete introdotto dal decreto Sviluppo. Si tratta dell’obbligo per le reti con fondo patrimoniale e organo comune di stilare e depositare presso il Registro delle imprese la situazione patrimoniale del contratto di rete. Un onere considerato eccessivo per le “reti contratto”. L’approvazione degli interventi dovrebbe avvenire – indica il Def – entro settembre 2 14. «L’impegno del Governo di rifinanziare lo sgravio fiscale per 200 milioni ci soddisfa e spero sia al più presto concretamente a disposizione delle imprese per alimentare nuovi investimenti – commenta Aldo Bonomi, vice presidente di Confindustria per le reti di impresa e presidente di RetImpresa -. La misura è una conferma dell’importanza delle aggregazioni, strumenti a supporto della competitività delle Pmi». Negli ultimi tempi il ritmo con cui vengono sottoscritti nuovi contratti ha registrato un’accelerazione: attualmente le aggregazioni sono circa 1.500 e coinvolgono oltre 6.300 aziende. Il nuovo plafond, una volta confermato, tiene conto del trend di crescita e della platea di imprese potenzialmente interessate. «La strada tracciata dal Def per le reti va a integrare un insieme di misure che si stanno mettendo in campo a livello di finanziamenti regionali – aggiunge Bonomi – e con la prossima programmazione europea». Il Def evidenzia la valenza delle reti come un fattore di stimolo per la crescita dimensionale delle aziende del turismo e prevede «per tre anni benefici fiscali e contributivi alle imprese turistiche che si aggregano anche sotto forma di rete d’impresa». Rimane invece irrisolto il problema della codatorialità. «Ci aspettiamo che arrivino indicazioni operative da Inps e Inail per applicare novità importanti come la codatorialità – conclude Bonomi – che possono favorire nuova occupazione attraverso le reti».

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