Il non profit è «rosa» e sale del 28%

Il non profit è «rosa» e sale del 28%

Il Sole 24 Ore – 17 aprile 2014

Cresce in Italia il settore “non profit“: nel 2011 le organizzazioni attive sono risultate 301.191, il 28% in più rispetto al 2001, con una crescita del personale dipendente pari al 39,4 per cento. Il settore si rivela un traino per l’occupazione femminile: il 72% dei dipendenti è donna.

—————————–

Cresce in Italia il settore “non profit”: nel 2011 le organizzazioni attive sono risultate 301.191, il 28% in più rispetto al 2001, con una crescita del personale dipendente pari al 39,4 per cento. I volontari sono 4,7 milioni, in aumento del 43,5% rispetto ai 3.315.327 del 2001 ( 1.443.295), mentre i lavoratori occupati a vario titolo sono quasi un milione (957.124, tra dipendenti, collaboratori esterni e lavoratori temporanei), in aumento del 61,5% rispetto alla ricognizione di dieci anni prima (592.791).
È quanto emerge dal IX Censimento generale dell’industria, dei servizi e delle istituzioni non profit realizzato dall’Istat. Se si analizza la composizione per genere, si scopre che il non Profit può essere considerato un traino per l’occupazione femminile in Italia, con 494 mila donne dipendenti, il 72% del totale. Nell’esercito dei 4,7 milioni di volontari, la componente femminile è di 1,8 milioni. Tra le 494mi1a lavoratrici dipendenti 142mila sono esterne, 3mila sono lavoratrici temporanee, 9mila sono comandate/distaccate, 26mila sono religiose e 10mila sono giovani del servizio civile. La categoria professionale più rappresentata nell’universo del non profit, con il 27,5% dei lavoratori retribuiti, dipendenti ed esterni, é quella delle professioni tecniche(infermieri, fisioterapisti, mediatori interculturali etc.). Seguono le professioni nelle attività commerciali e nei servizi con il 24,1% (operatori sociosanitari, assistenti socio-assistenziali e assistenti domiciliari etc.)le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (17,9%), quelle non qualificate con il 13,8% (collaboratori scolastici, addetti alle pulizie, operatori ecologici, etc.) e quelle esecutive nel lavoro d’ufficio (11,4%). I dirigenti e gli imprenditori, invece, rappresentano una quota pari al 3,5% del totale dei lavoratori retribuiti. Le istituzioni non profit rilevate nel censimento Istat sono nel 62,7% dei casi di pubblica utilità (orientate al benessere della collettività in generale) e nel restante 37,3% mutualistiche (dirette agli interessi e ai bisogni dei soli soci),Il totale delle entrate di bilancio di queste istituzioni è pari a 64 miliardi di euro, mentre le uscite totali ammontano a 57 miliardi di euro. Le regioni con il maggior volume, sia di entrate che di uscite sono la Lombardia(oltre 17 miliardi di euro di entrate e oltre 15 miliardi di euro di uscite) e il Lazio (quasi 15 miliardi di entrate e quasi 12 miliardi di uscite).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...