Start up senza diritti camerali

Start up senza diritti camerali

Il Sole 24 Ore – 13 giugno 2014

Esenzione ad ampio raggio dei costi camerali per le start up. Esonero per tutti gli atti depositati. Il Ministero dello Sviluppo economico si attende ora un’ulteriore accelerazione nel numero di start up registrate. Gli ultimi dati – fonte InfoCamere e aggiornati allo scorso 9 giugno – indicano un totale di 2.158 società iscritte alla sezione “start up innovative” del registro delle imprese.

Carmine Fotina

Esenzione ad ampio raggio dei costi camerali per le start up. Il ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere hanno ufficializzato l’estensione dell’esonero dai diritti camerali di segreteria a favore delle start up innovative e degli incubatori certificati a tutti gli atti depositati da questo tipo di imprese, incluso, ad esempio, il bilancio d’esercizio. Il ministero di via Molise e le Camere di commercio annunciano dunque l’immediato recepimento dell’interpretazione contenuta nella circolare diffusa dall’agenzia delle Entrate (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Per Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del ministero, artefice della riforma start up avviata con il governo Monti, l’esenzione anche su atti come i bilanci, subito operativa, «può rappresentare un alleggerimento senza precedenti». Al contempo, osserva lo Sviluppo economico, la circolare dell’agenzia delle Entrate ha chiarito, relativamente alla norma citata, che l’esonero dal versamento dell’imposta di bollo può essere interpretato in senso generale, relativo cioè a tutti gli atti posti in essere dalle start up innovative, successivi all’iscrizione nel registro delle imprese. Lo Sviluppo economico si attende ora un’ulteriore accelerazione nel numero di start up registrate. Gli ultimi dati – raccolti da Infocamere e aggiornati allo scorso 9 giugno – indicano un totale di 2.158 società iscritte alla sezione “start up innovative” del registro delle imprese. In testa la Lombardia con 445 società, seguita da Emilia Romagna (244), Lazio (214) e Veneto (174). Dopo una certezza lentezza iniziale, anche alcune regioni del Sud hanno preso a marciare. La Campania, con 117 start up, domina la graduatoria del Mezzogiorno seguita da Sicilia (90) e Puglia (89). Dopo le norme varate dall’ex ministro Corrado Passera e l’implementazione proseguita durante il dicastero di Flavio Zanonato – spiega Firpo – «la linea del sostegno alle imprese innovative prosegue anche con il ministero di Federica Guidi».

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