Il censimento delle fatture prova ad «arruolare» i creditori

Il censimento delle fatture prova ad «arruolare» i creditori

Il Sole 24 Ore – 01 luglio 2014

Parte oggi il censimento telematico in tempo reale delle fatture emesse nei confronti delle Pubbliche amministrazioni, e con una serie di istruzioni diffuse ieri nella circolare 21/2014 la Ragioneria generale dello Stato prova ad arruolare anche i creditori.

Gianni Trovati

Parte oggi il censimento telematico in tempo reale delle fatture emesse nei confronti delle Pubbliche amministrazioni, e con una serie di istruzioni diffuse ieri nella circolare 21/2014 la Ragioneria generale dello Stato prova ad arruolare anche i creditori: le nuove regole, fissate dall’articolo 27 del decreto Irpef, permettono anche ai creditori privati delle Pa di comunicare tramite la piattaforma elettronica dell’Economia le fatture emesse a partire da oggi, e la Ragioneria sottolinea il «notevole vantaggio» che i creditori potrebbero ottenere dall’adesione alla piattaforma. Anche perché, spiega via XX Settembre, questo permetterebbe di verificare il puntuale adempimento da parte delle Pa di tutte le fasi fino al pagamento. Inoltre si anticipano formati e modalità di trasmissione previsti per la fatturazione elettronica, obbligatoria dalli giugno scorso per i rapporti con le Pa centrali mentre prevista dal 31 marzo 2015 per gli enti locali e quelli del servizio sanitario. Esaurita la parte “promozionale”, la circolare si concentra proprio sulle Pa territoriali, che sono quelle investite dalla dose più ricca di novità per l’avvio del monitoraggio puntuale. Per le fatture emesse a partire da oggi, infatti, Comuni, Province, Regioni e Asl, in linea con quello che accade dove la fattura elettronica è già la regola, dovranno censire puntualmente tutte le fasi che portano al pagamento, e che partono dall’invio della fattura da parte del creditore e passano dalla sua ricezione e dalla contabilizzazione con indicazione degli importi liquidati, sospesi e non liquidabili, fino al pagamento. Il sistema informatico provvederà in via automatica a segnalare le fatture scadute, leggendo la data indicata per il pagamento oppure, quando manca, calcolandolo in base alla regola dei 30-60 giorni fissata dal Dlgs 231/2002. Questo automatismo, però, non è sufficiente a garantire che non ci siano errori, e di conseguenza tutte le Pubbliche amministrazioni sono chiamate a confermare che i debiti così indicati siano davvero scaduti. Rispondono a questa esigenza gli obblighi a cui sono chiamate tutte le Pa, che entro il 15 di ogni mese dovranno comunicare tutte le fatture scadute nel mese precedente: dal momento che il sistema parte il i luglio, la prima scadenza scade in un giorno “sfortunato”, cioè il 15 agosto. Un monitoraggio una tantum riguarderà anche le vecchie fatture scadute nel semestre gennaio-giugno, la cui comunicazione andrà effettuata a settembre. La mancata comunicazione pesa sulla retribuzione di risultato dei dirigenti e fa scattare anche la responsabilità dirigenziale e disciplinare. Il censimento puntuale nasce per chiarire finalmente a quanto ammontano davvero i mancati pagamenti da parte della Pa, e per tracciare e rendere trasparente l’intero ciclo di vita dei debiti commerciali per i quali sia stata emessa fattura cartacea o elettronica a partire dal 1 luglio 2014.

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