Sarà l’Authority a risolvere le liti tra le imprese e la Pa

Sarà l’Authority a risolvere le liti tra le imprese e la Pa

Il Sole 24 Ore – 3 settembre 2014

Il cambio di rotta impresso da Raffaele Cantone agli uffici della vecchia Autorità di Vigilanza dei contratti pubblici è già visibile, la novità più rilevante è che sarà l’Authority a risolvere le liti tra le imprese e la Pa.

Mauro Salerno

Meno poltrone, più attenzione al ruolo di guida del mercato. In attesa del piano di riorganizzazione da presentare a Matteo Renzi entro fine anno, il cambio di rotta impresso da Raffaele Cantone agli uffici della vecchia Autorità di Vigilanza dei contratti pubblici è già visibile. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le attività considerate come il “core business” della vecchia Avcp riuscendo allo stesso tempo a contenere i costi di funzionamento dell’ex Authority che, una volta messo a punto il piano di fusione e integrazione con l’Anac, dovrà garantire un taglio del 20% delle spese insieme a una sforbiciata della stessa entità del trattamento accessorio riservato al personale, dirigenti inclusi. Una strategia che traspare dai primi provvedimenti approvati sotto la guida di Cantone. Tra questi quello di maggior impatto per il mercato è sicuramente il nuovo regolamento per la soluzione delle controversie tra stazioni appaltanti e imprese, prima che il conflitto giunga nell’aula già affollata di un tribunale amministrativo. Nel disegno di Cantone anche la scelta di cancellare la direzione generale sul contenzioso non dovrebbe comportare contraccolpi sull’attività di interpretazione normativa a favore di imprese e Pa. Anzi. Con il provvedimento varato la scorsa settimana prende corpo l’intenzione di rilanciare l’attività di risoluzione dei conflitti sorti in gara (o in cantiere). Un’intenzione resa evidente dal fatto che il nuovo regolamento viene emanato a distanza di pochi mesi dall’ultima revisione effettuata solo a inizio anno dal vertice della vecchia Avcp.
La novità più rilevante è che l’ufficio che segue l’attività di risoluzione delle controversie entra a fare parte dello staff del presidente. Sarà dunque lo stesso Cantone ad assegnare (ogni 15 giorni) le richieste di parere ai consiglieri dell’Autorità, incaricati di seguire l’istruttoria e relazionare al consiglio sugli esiti.
«L’obiettivo – si legge nella relazione che accompagna il nuovo regolamento – è garantire una piena assunzione di responsabilità del Consiglio dell’Anac verso il mercato nell’esprimere gli orientamenti interpretativi di riferimento». Per «cristallizzare» le decisioni i pareri rilasciati dal consiglio verranno trattati come sentenze: quindi sintetizzati con una «massima» e pubblicati sul sito.
Altra novità riguarda la decisione di esplicitare da subito i criteri di priorità con cui verranno trattate le istanze di parere. In primo luogo verranno vagliate quelle presentate insieme dalla stazione appaltante e da almeno un partecipante alla gara. Nel caso di richiesta “singola” verranno trattate prima quelle avanzate da una stazione appaltante, quelle di importo rilevante (un milione per i lavori, oltre la soglia comunitaria per servizi e forniture), oppure quelle che sottopongono all’Anac «questioni originali e di particolare impatto per il settore dei contratti pubblici».
Il provvedimento limita in 90 giorni il tempo massimo per il rilascio del parere, mantenendo la possibilità di contraddittorio tra le parti che potranno depositare memorie e documenti entro 10 giorni dall’avvio del procedimento, mentre sarà valutata caso per caso la necessita di procedere ad audizioni. Le comunicazioni tra Anac, imprese e Pa avverranno sempre tramite posta elettronica certificata.
L’istanza deve contenere l’impegno «a non porre atti pregiudizievoli ai fini del rilascio del parere fino alla risoluzione della questione». Ovviamente, tutto si ferma se a istruttoria aperta arriva la sentenza di un giudice amministrativo.
Il nuovo regolamento introduce la possibilità di esprimere un parere in forma semplificata nei casi di più semplice trattazione e conferma la scelta di permettere l’intervento dell’Autorità anche in fase di esecuzione del contratto, dunque dopo la conclusione della gara «su iniziativa congiunta della stazione appaltante e dell’esecutore».
Anche in questo caso la linea interpretativa offerta dall’Autorità non sarà vincolante per le parti, che potranno anche decidere di disattendere il giudizio offerto dall’organo di vigilanza sul mercato. L’esperienza insegna però che nell’80% dei casi la scelta è quella di adeguarsi. Una percentuale forse destinata a salire con la svolta impressa da Cantone. Con il regolamento, che entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, viene approvato anche un nuovo modello di presentazione delle istanze.

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