La recessione taglia anche marchi e brevetti

La recessione taglia anche marchi e brevetti

Il Sole 24 Ore – 12 settembre 2014

Le idee non ci mancano. E il 2014 sembra accendere una lampadina di speranza sui brevetti per invenzioni. Tuttavia, brevettiamo molto di meno rispetto a quando è cominciata la crisi. Tra gennaio e giugno 2014, le invenzioni sono leggermente cresciute rispetto allo stesso periodo del 2013, 2,8%.

Laura Cavestri

Le idee non ci mancano. E il 2014 sembra accendere una lampadina di speranza sui brevetti per invenzioni. Tuttavia, brevettiamo molto di meno rispetto a quando è cominciata la crisi. A delineare il quadro di un’Italia che non si arrende ma è ancora in frenata sull’innovazione sono i dati dei depositi nazionali di invenzioni, marchi e brevetti nel I semestre 2014, diffusi dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm) del ministero dello Sviluppo economico. Tra gennaio e giugno 2014, le invenzioni sono leggermente cresciute rispetto allo stesso periodo del 2013, 2,8%. Una parziale inversione di rotta tutta da confermare, perché nell’anno 2013, sul 2012, si era registrato l’ennesimo calo da 9.196 a 9.133 depositi. In ogni caso, lontano dai 9.671 del 2010. A far la parte del leone, nella “mappa della creatività” il Nord, con un incremento, nel primo semestre di quest’anno, dei depositi del 3,76 per cento. Stabili centro e sud. Così il Nord si mantiene a quota 76,8%, il Centro al 18,6 , e il Sud con un modesto 4,6% dei depositi totali. Anche i cosiddetti “modelli di utilità” (cioè la forma nuova data a un prodotto industriale per conferirgli particolare efficacia, comodità di applicazione o di utilizzo) mostrano un andamento negativo. Nel I semestre 2014, il numero dei depositi è scivolato da 1.413 a 1.279, (-9,55% rispetto allo stesso periodo 2013). Una contrazione concentrata al Nord con una flessione di 140 depositi, da 911 a 771,-15,36 (che però “pesa” per il 60% delle quote nazionali), numeri stabili al Sud (da 178 a 179 depositi) e in leggera crescita solo il Centro (da 324 a 329, 1,54%). Poche, invece, le variazioni al “capitolo” marchi (-0,31% il dato nazionale sempre nei primi 6 mesi del 204 su pari periodo 2013), con cali sia nel Sud (-2,26%) che nel Nord (-0,48%, che sui depositi totali di questa natura “pesa” per quasi il 60%). Più difficile leggere l’andamento dei depositi di disegni e modelli di design. Perchè nel 2013, sull’anno precedente, grazie anche agli incentivi economici del programma “Disegni ” per aiutare le Pmi a sostenere i costi di registrazione e consulenza, i depositi erano passati da 1344 a 1667, stimolando l’attività di iscrizione. Programma solo da poco rifinanziato. E così il I semestre 2014 mostra una flessione: -50,43% al Centro (da 464 a 230 depositi),-19,52% al Nord (domande depositate passate da 451 a 361) e un incoraggiante (ma modesto in valore assoluto) 33,67% al Sud (depositi cresciuti da 98 a 131 unità). Nonostante la crisi sia ancora pesante, l’Italia mostra insomma una volontà di reagire proprio puntando all’innovazione. Inoltre dal 2008 un accordo tra l’Uibm e l’omologo europeo consente di inoltrare la domanda di brevetto per invenzione in Italia per poi estenderla in Europa senza pagare doppie tasse. Cosa che non avviene per modelli e disegni, per i quali spesso si punta direttamente alla protezione comunitaria.

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