Sui fondi ai professionisti un ostacolo «legale»

Sui fondi ai professionisti un ostacolo «legale»

Il Sole 24 Ore – 1 ottobre 2014

I sindacati dei liberi professionisti fanno appello al Governo perché i fondi europei, tra i 100 e i 130 miliardi nel 2014-2020, non vengano dispersi e i professionisti rientrino nella programmazione.Il sottosegretario Delrio assicura che le criticità che hanno caratterizzato la gestione dei finanziamenti sono in via di superamento.

Maria Carla De Cesari

I sindacati dei liberi professionisti fanno appello al Governo perché i fondi europei, tra i 100 e i 130 miliardi nel 2014-2020, non vengano dispersi e i professionisti rientrino nella programmazione. Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, che riunisce le sigle sindacali degli studi, mette in guardia dal rischio che il comparto sia escluso dalle risorse europee. «La Commissione Ue -spiega Stella- ha assimilato i professionisti, in quanto esercitano un’attività economica, alle piccole e medie imprese. Dunque, siamo tra i destinatari dei fondi Ue». Le linee guida di Bruxelles potrebbero, però, essere disattese. «Il regolamento per i fondi strutturali nel nostro Paese prevede che destinatarie siano le imprese, di cui all’articolo 2082 del Codice civile», afferma Susanna Pisano, responsabile del desk di Confprofessioni a Bruxelles. «Per sbloccare la situazione, il Governo – continua Pisano – dovrebbe allinearsi a Bruxelles nel ritenere i professionisti, dal punto di vista economico, imprese». Questa declaratoria nulla cambierebbe rispetto alla peculiarità giuridica dei professionisti (articolo 2229 del Codice) che può essere sintetizzata nel carattere intellettuale e personale della prestazione. Una strada percorribile per uscire dall’impasse è quella dell’interrogazione per sondare una soluzione amministrativa. Disponibile a incalzare l’Esecutivo è Giorgio Santini (commissione Bilancio del Senato) intervenuto al convegno promosso da Confprofessioni nell’ambito della settimana europea delle Pmi in corso a Napoli. «Una difficoltà analoga – ricorda Santini- si è verificata nei provvedimenti per il pagamento dei debiti della Pa». In merito ai fondi europei stanziati per i prossimi sei anni ieri il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla coesione territoriale, Graziano Delrio, nel corso di un’audizione alla commissione politiche della Ue della Camera ha spiegato che nel nuovo accordo sui fondi Ue 2014-2020, che sarà formalizzato tra un paio di settimane, sono state superate una serie di criticità che hanno caratterizzato la gestione dei fondi europei nel nostro Paese. I fondi per le Pmi sono solo una tessera delle politiche Ue per i professionisti. La direzione Impresa ha infatti messo a punto un piano d’azione in quattro punti per gli studi: formazione, accesso al credito, accompagnamento in nuovi mercati e semplificazioni delle regole. Il piano – presentato da Marko Curavic, capo dell’unità Imprenditorialità della dg Impresa – sarà approvato formalmente oggi a Napoli. Queste azioni andranno in parallelo alle politiche della direzione Mercato.In quest’ambito l’Italia ha avviato le procedure per recepire entro gennaio 2016 la nuova direttiva qualifiche (2013/55), obiettivo: rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei professionisti.

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