Più risorse qualificate nelle imprese sociali

Più risorse qualificate nelle imprese sociali

Il Sole 24 Ore – 3 novembre 2014

Pur soffrendo la crisi, l’impresa sociale conferma la propria attitudine all’innovazione e all’investimento in risorse umane qualificate, affacciandosi all’ultimo scorcio d’anno con una previsione di 31.550 assunzioni a fronte di 35.240 uscite, dato che comporta un saldo negativo dello 0,8%.

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Elio Silva

Pur soffrendo la crisi, l’impresa sociale conferma la propria attitudine all’innovazione e all’investimento in risorse umane qualificate, affacciandosi all’ultimo scorcio d’anno con una previsione di 31.550 assunzioni a fronte di 35.240 uscite, dato che comporta un saldo negativo dello 0,8%, non certo entusiasmante ma largamente migliore della stima sul totale dell’occupazione nell’imprenditoria italiana, attesa tra il meno 1,5 e il meno 2 per cento. La fotografia aggiornata di quella che resta, a tutt’oggi, la forma giuridica più dinamica nella galassia del Terzo settore giunge dalle Giornate di Bertinoro per l’economia civile, organizzate da Aiccon, associazione per la promozione della cooperazione e del non profit. In quella sede Claudio Gagliardi, segretario generale di Unioncamere, ha presentato i dati dell’annuale rilevazione elaborata dal sistema informativo Excelsior, sottolineando che sono, in particolare, le figure professionali con un elevato livello di istruzione quelle che sostengono la crescita del comparto. Più in dettaglio, sono le imprese con il fatturato in aumento e quelle che hanno dichiarato di avere realizzato innovazioni di prodotto o servizio nel corso del 2013 a presentare un trend positivo nelle assunzioni del 2014. Passa, inoltre, dal 29% del 2008 al 33% di quest’anno la domanda di lavoro di profili high skill, mentre tende a decrescere la quota delle figure operaie, che ormai costituiscono appena il 3% del totale. Il gruppo maggioritario resta quello delle professioni intermedie, cioè impiegati e commerciali, attestato al 50% del totale, dopo aver toccato un minimo del 44% nel 2011. Le figure specialistiche e tecniche maggiormente richieste dalle imprese sociali sono quelle sanitarie, sia riabilitative che infermieristiche, gli educatori e formatori nel campo delle disabilità e i docenti di scuole pre-primarie. Il pre-consuntivo del 2014 è in chiaroscuro, ma va tenuto presente che, nell’arco degli ultimi dieci anni, il numero delle imprese è raddoppiato, passando da 8.500 a 17.600, mentre gli occupati totali hanno superato quota 400mila unità. «Il modello dell’impresa sociale – ha spiegato Gagliardi – dimostra di saper combinare la crescita economica con il benessere sociale, con una sempre maggiore integrazione tra imprese non profit e mondo profit. Ma questa ibridazione ha bisogno anche di luoghi istituzionali che contribuiscano a rafforzarla, come si stanno impegnando a fare, per esempio, le Camere di commercio».

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